Il saggio analizza I commentarii delle guerre fatte co’ Turchi di Ferrante Caracciolo, autore tra l’altro di una inedita biografia di don Giovanni d’Austria. Il primo libro dell’opera, pubblicata a Firenze presso Giorgio Marescotti nel 1581 con una dedica di Scipione Ammirato a Juan de Requensens y Zuniga, è incentrato in modo specifico sulla narrazione degli episodi relativi alla battaglia di Lepanto. Nell’opera di Caracciolo si evidenziano elementi presenti in molti altri scritti sullo scontro navale : dalla ‘superbia’ dei Turchi ai presagi della futura vittoria, dalla caratterizzazione religiosa di tale vittoria alle immagini zoomorfe legate ai nemici. Eppure, sebbene i Turchi siano questo anche nello scritto di Caracciolo, si insinua nei Commentarii – in modi non ostentati – il germe dell’apostasia rispetto all’asettico trionfalismo propagandistico. Lo storiografo, testimone oculare degli eventi lepantini, sente spesso la necessità di riflettere, circostanziare, precisare, far interagire le vicende narrate. L’alto tono epidittico si sgretola qua e là, lasciando trasparire alcune minime increspature della voce narrante, che assume talvolta un timbro dubbioso.
Noterella sui ‘Commentarii’ di Ferrante Caracciolo / Caputo, Vincenzo. - In: STUDI RINASCIMENTALI. - ISSN 1724-6164. - 21(2023), pp. 113-124.
Noterella sui ‘Commentarii’ di Ferrante Caracciolo
Vincenzo Caputo
2023
Abstract
Il saggio analizza I commentarii delle guerre fatte co’ Turchi di Ferrante Caracciolo, autore tra l’altro di una inedita biografia di don Giovanni d’Austria. Il primo libro dell’opera, pubblicata a Firenze presso Giorgio Marescotti nel 1581 con una dedica di Scipione Ammirato a Juan de Requensens y Zuniga, è incentrato in modo specifico sulla narrazione degli episodi relativi alla battaglia di Lepanto. Nell’opera di Caracciolo si evidenziano elementi presenti in molti altri scritti sullo scontro navale : dalla ‘superbia’ dei Turchi ai presagi della futura vittoria, dalla caratterizzazione religiosa di tale vittoria alle immagini zoomorfe legate ai nemici. Eppure, sebbene i Turchi siano questo anche nello scritto di Caracciolo, si insinua nei Commentarii – in modi non ostentati – il germe dell’apostasia rispetto all’asettico trionfalismo propagandistico. Lo storiografo, testimone oculare degli eventi lepantini, sente spesso la necessità di riflettere, circostanziare, precisare, far interagire le vicende narrate. L’alto tono epidittico si sgretola qua e là, lasciando trasparire alcune minime increspature della voce narrante, che assume talvolta un timbro dubbioso.| File | Dimensione | Formato | |
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