Gli anni Sessanta costituiscono un periodo decisivo per la messa in discussione della tradizione monumentale ma anche, in risposta a una diffusa e variegata domanda sociale, per una faticosa ricerca di soluzioni alternative: siano esse monumenti astratti o programmatiche integrazioni di scultura e architettura, o persino strenui tentativi di rinnovamento dall’interno della tradizione figurativa. A fronte di una vasta letteratura dedicata all’‘arte pubblica’ dalla fine degli anni Sessanta ai nostri giorni, tuttavia, relativamente poca attenzione è stata finora rivolta alle dinamiche della scultura monumentale nei due decenni del secondo dopoguerra, e in particolare negli anni Sessanta. Questo saggio propone uno studio di caso concentrato su uno degli ultimi monumenti figurativi italiani: il monumento alle Quattro Giornate di Napoli di Marino Mazzacurati e Giuseppe Persichetti (1964-1969). Pur rimanendo indubbiamente nel campo della tradizione realista, la scultura ‘civile’ di Mazzacurati non è priva di ponderati slanci sperimentali, che si confrontano con le prospettive ideologiche di una committenza pubblica nata nel quadro del ‘centro-sinistra’ e della nuova politica delle alleanze tra il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana.
Storia di una scultura civile. Il Monumento alle Quattro Giornate di Marino Mazzacurati (1963-1969) / Morachioli, S. - In: STUDI DI SCULTURA. - ISSN 2704-9981. - 5(2023), pp. 225-255.
Storia di una scultura civile. Il Monumento alle Quattro Giornate di Marino Mazzacurati (1963-1969)
MORACHIOLI S
2023
Abstract
Gli anni Sessanta costituiscono un periodo decisivo per la messa in discussione della tradizione monumentale ma anche, in risposta a una diffusa e variegata domanda sociale, per una faticosa ricerca di soluzioni alternative: siano esse monumenti astratti o programmatiche integrazioni di scultura e architettura, o persino strenui tentativi di rinnovamento dall’interno della tradizione figurativa. A fronte di una vasta letteratura dedicata all’‘arte pubblica’ dalla fine degli anni Sessanta ai nostri giorni, tuttavia, relativamente poca attenzione è stata finora rivolta alle dinamiche della scultura monumentale nei due decenni del secondo dopoguerra, e in particolare negli anni Sessanta. Questo saggio propone uno studio di caso concentrato su uno degli ultimi monumenti figurativi italiani: il monumento alle Quattro Giornate di Napoli di Marino Mazzacurati e Giuseppe Persichetti (1964-1969). Pur rimanendo indubbiamente nel campo della tradizione realista, la scultura ‘civile’ di Mazzacurati non è priva di ponderati slanci sperimentali, che si confrontano con le prospettive ideologiche di una committenza pubblica nata nel quadro del ‘centro-sinistra’ e della nuova politica delle alleanze tra il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana.| File | Dimensione | Formato | |
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