In Italia i giovani rappresentano ancora la parte vulnerabile della po polazione, principalmente per le difficoltà che essi incontrano nelle fasi di snodo e di passaggio dal mondo dell’istruzione e della formazione professionale a quello del lavoro. Queste difficoltà, se non risolte, hanno importanti ripercussioni, a livello micro, sui destini individuali e fami liari e, a livello macro, sull’intera società. L’abbandono prematuro del percorso formativo superiore e la dispersione universitaria segnano, in fatti, il futuro del giovane alimentando le fila di quanti non studiano, non lavorano e non cercano un’occupazione, né sono coinvolti in un percorso formativo; un fenomeno preoccupante se si pensa che l’Italia è tra i paesi europei con il maggior numero di NEET (EUROSTAT, 2020). A questo si aggiungono gli alti tassi di dispersione scolastica e la significativa percentuale di disoccupati – soprattutto donne – al di sotto dei 34 anni, un dato allarmante se si pensa che buona parte di questi giovani hanno conseguito un diploma di scuola media superiore (ISTAT 2020). Tuttavia, il nostro Paese presenta importanti differenze territoriali, al punto che l’Italia appare divisa in due, il centro-nord, in linea con le medie europee, e il sud che presenta maggiori criticità. An che il mondo universitario è coinvolto con numeri preoccupanti che riguardano gli abbandoni universitari (Rapporto Anvur 2018). Ad aggravare questo assetto la pandemia, che ha reso più incisiva l’incertezza e, spesso, la mancanza di prospettive future dei giovani. In questo contesto risulta interessante la Campania che, nonostante la dispersione scolastica, la disoccupazione e la presenza di NEET, conserva ad oggi il primato di regione più giovane d’Italia. Un luogo di osservazione privilegiato, dunque. L’Unione Europea e il conseguente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno individuato una chiave risolutiva nell’O rientamento post-diploma, come luogo entro il quale si incontrano il mondo dell’istruzione e della formazione, il mondo del lavoro e i giovani. Cambia, dunque, l’orientamento che da intervento estemporaneo e poco strutturante del percorso educativo entro il quale gli agenti di formazione agiscono in autonomia, diventa un processo sistematico di interventi entro il quale scuola e università cooperano nell’elabora zione del progetto di vita personale e professionale del giovane. Sulla base di queste sollecitazioni ha preso vita S.Fo.R.A. - Speri mentare, Formare e Orientare, un progetto voluto dalla Regione Cam pania e ideato e attuato dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Uni versità Federico II. Un progetto innovativo che anticipa di tre anni la riforma dell’orientamento contenuta nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che ha visto coinvolti ricercatori, docenti, studenti delle scuole superiori campane ed esperti del settore in una stretta collabo razione; l’esito è un modello open access sull’orientamento diacro nico-formativo fruibile dalle scuole superiori per la realizzazione di buone pratiche di accompagnamento alla scelta universitaria post-di ploma. Il volume Tra Scuola e Università di Amalia Caputo prende spunto da queste sollecitazioni. Grazie ai contributi di giovani ricercatori che hanno collaborato al progetto, l’autrice e coordinatrice ricostruisce in modo puntuale tutto il percorso di studi, offrendo al lettore un quadro di sintesi sulla costruzione del modello di accompagnamento alla scelta universitaria. Un lavoro che ha il pregio di coniugare teoria, ri cerca sociale ed esperienze di quanti si occupano di giovani e della loro formazione, un lavoro che per questo si rivolge a studenti, docenti ed esperti del settore
Tra Scuola e Università. Sperimentare, formare e orientare alle scelte post-diploma / Caputo, Amalia. - (2023), pp. 1-125.
Tra Scuola e Università. Sperimentare, formare e orientare alle scelte post-diploma
amalia caputoMethodology
2023
Abstract
In Italia i giovani rappresentano ancora la parte vulnerabile della po polazione, principalmente per le difficoltà che essi incontrano nelle fasi di snodo e di passaggio dal mondo dell’istruzione e della formazione professionale a quello del lavoro. Queste difficoltà, se non risolte, hanno importanti ripercussioni, a livello micro, sui destini individuali e fami liari e, a livello macro, sull’intera società. L’abbandono prematuro del percorso formativo superiore e la dispersione universitaria segnano, in fatti, il futuro del giovane alimentando le fila di quanti non studiano, non lavorano e non cercano un’occupazione, né sono coinvolti in un percorso formativo; un fenomeno preoccupante se si pensa che l’Italia è tra i paesi europei con il maggior numero di NEET (EUROSTAT, 2020). A questo si aggiungono gli alti tassi di dispersione scolastica e la significativa percentuale di disoccupati – soprattutto donne – al di sotto dei 34 anni, un dato allarmante se si pensa che buona parte di questi giovani hanno conseguito un diploma di scuola media superiore (ISTAT 2020). Tuttavia, il nostro Paese presenta importanti differenze territoriali, al punto che l’Italia appare divisa in due, il centro-nord, in linea con le medie europee, e il sud che presenta maggiori criticità. An che il mondo universitario è coinvolto con numeri preoccupanti che riguardano gli abbandoni universitari (Rapporto Anvur 2018). Ad aggravare questo assetto la pandemia, che ha reso più incisiva l’incertezza e, spesso, la mancanza di prospettive future dei giovani. In questo contesto risulta interessante la Campania che, nonostante la dispersione scolastica, la disoccupazione e la presenza di NEET, conserva ad oggi il primato di regione più giovane d’Italia. Un luogo di osservazione privilegiato, dunque. L’Unione Europea e il conseguente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno individuato una chiave risolutiva nell’O rientamento post-diploma, come luogo entro il quale si incontrano il mondo dell’istruzione e della formazione, il mondo del lavoro e i giovani. Cambia, dunque, l’orientamento che da intervento estemporaneo e poco strutturante del percorso educativo entro il quale gli agenti di formazione agiscono in autonomia, diventa un processo sistematico di interventi entro il quale scuola e università cooperano nell’elabora zione del progetto di vita personale e professionale del giovane. Sulla base di queste sollecitazioni ha preso vita S.Fo.R.A. - Speri mentare, Formare e Orientare, un progetto voluto dalla Regione Cam pania e ideato e attuato dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Uni versità Federico II. Un progetto innovativo che anticipa di tre anni la riforma dell’orientamento contenuta nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che ha visto coinvolti ricercatori, docenti, studenti delle scuole superiori campane ed esperti del settore in una stretta collabo razione; l’esito è un modello open access sull’orientamento diacro nico-formativo fruibile dalle scuole superiori per la realizzazione di buone pratiche di accompagnamento alla scelta universitaria post-di ploma. Il volume Tra Scuola e Università di Amalia Caputo prende spunto da queste sollecitazioni. Grazie ai contributi di giovani ricercatori che hanno collaborato al progetto, l’autrice e coordinatrice ricostruisce in modo puntuale tutto il percorso di studi, offrendo al lettore un quadro di sintesi sulla costruzione del modello di accompagnamento alla scelta universitaria. Un lavoro che ha il pregio di coniugare teoria, ri cerca sociale ed esperienze di quanti si occupano di giovani e della loro formazione, un lavoro che per questo si rivolge a studenti, docenti ed esperti del settoreI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


