La parola poetica è creatrice di mondo: i poeti creano per noi le parole in cui e per cui viviamo. La poesia fa, la storia disfa. Dinanzi alle istoriopatie, al male di cui è gravata e costituita la condizione storica, cosa può questa parola, magnificente e fragile al tempo stesso? Nel mezzo delle due guerre mondiali, Croce si rivolge all’anti-storico Goethe per cercare nella sua poesia una cura contro i mali della storia. L’universo poetico goethiano si scopre una ge- nerosa miniera di intuizioni che istituisce il profondo legame tra poesia e storia qui asserito: il «regno delle Madri» è una fucina operosa da cui si traggono forme, energie e possibilità storiche; i sommovimenti tellurici e cosmici delle «Notti di Valpurga» esplicitano in simboli l’essenza catastrofica del tempo storico. Questa singolare farmacopoetica non appresta un prontuario terapeutico o consolatorio. La parola poetica ha una specifica valenza curativa nella misura in cui si riconosce quale opera di verità e bellezza. Soltanto così, essendo sé stessa, la poesia salva il mondo dal disfacimento. Senza avere né pretendere finalità rivoluzionarie, la risorsa anacronistica e antiquata del dire poetico cura nella sola maniera in cui può farlo: esercitando resistenza nei confronti delle apocalissi del non-senso e dei processi di nientificazione in cui precipita, a giorni alterni, la storia.
La cura Goethe. Poesia e storia in Benedetto Croce / Peluso, R. - (2022), pp. 1-320.
La cura Goethe. Poesia e storia in Benedetto Croce
Peluso, R
2022
Abstract
La parola poetica è creatrice di mondo: i poeti creano per noi le parole in cui e per cui viviamo. La poesia fa, la storia disfa. Dinanzi alle istoriopatie, al male di cui è gravata e costituita la condizione storica, cosa può questa parola, magnificente e fragile al tempo stesso? Nel mezzo delle due guerre mondiali, Croce si rivolge all’anti-storico Goethe per cercare nella sua poesia una cura contro i mali della storia. L’universo poetico goethiano si scopre una ge- nerosa miniera di intuizioni che istituisce il profondo legame tra poesia e storia qui asserito: il «regno delle Madri» è una fucina operosa da cui si traggono forme, energie e possibilità storiche; i sommovimenti tellurici e cosmici delle «Notti di Valpurga» esplicitano in simboli l’essenza catastrofica del tempo storico. Questa singolare farmacopoetica non appresta un prontuario terapeutico o consolatorio. La parola poetica ha una specifica valenza curativa nella misura in cui si riconosce quale opera di verità e bellezza. Soltanto così, essendo sé stessa, la poesia salva il mondo dal disfacimento. Senza avere né pretendere finalità rivoluzionarie, la risorsa anacronistica e antiquata del dire poetico cura nella sola maniera in cui può farlo: esercitando resistenza nei confronti delle apocalissi del non-senso e dei processi di nientificazione in cui precipita, a giorni alterni, la storia.| File | Dimensione | Formato | |
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