Il volume indaga il fenomeno architettonico come un modo dell’ordine. Se compito dell’arte è trasformare il cháos in Kósmos l’architettura è l’arte cosmica (Kosmische Kunst) per eccellenza. A partire dall’interrogazione sui molteplici significati del termine e da alcune possibili definizioni il saggio tratta sub specie architecturæ tre possibili articolazioni e manifestazioni essenziali dell’ordine: costruttivo (tettonico/stereotomico), architettonico (del manufatto) e urbano (principio insediativo). Nel sostenere la tesi che l’architettura, come cosmogonìa, sia l’ipostasi più riconoscibile dell’ordine, la sua incessante insorgenza, vengono messi a confronto due maestri del Moderno Louis I. Kahn e Ludwig Mies van der Rohe che, da prospettive complementari ma confrontabili, con le loro opere e ricerche sull’arte del costruire ci hanno offerto una prospettiva “ancora aperta” di un possibile ordine non impositivo, da intendersi come corrispondenza delle forme alla natura delle cose e al loro senso, alternativo alla condizione attuale in cui il caotico, l’informe sembrano essere le uniche possibilità di rappresentare la condizione contemporanea derealizzata e mercificata.
Sull'ordine. Architettura come cosmogonia / Capozzi, Renato. - 44:(2023), pp. 1-144.
Sull'ordine. Architettura come cosmogonia
Renato Capozzi
2023
Abstract
Il volume indaga il fenomeno architettonico come un modo dell’ordine. Se compito dell’arte è trasformare il cháos in Kósmos l’architettura è l’arte cosmica (Kosmische Kunst) per eccellenza. A partire dall’interrogazione sui molteplici significati del termine e da alcune possibili definizioni il saggio tratta sub specie architecturæ tre possibili articolazioni e manifestazioni essenziali dell’ordine: costruttivo (tettonico/stereotomico), architettonico (del manufatto) e urbano (principio insediativo). Nel sostenere la tesi che l’architettura, come cosmogonìa, sia l’ipostasi più riconoscibile dell’ordine, la sua incessante insorgenza, vengono messi a confronto due maestri del Moderno Louis I. Kahn e Ludwig Mies van der Rohe che, da prospettive complementari ma confrontabili, con le loro opere e ricerche sull’arte del costruire ci hanno offerto una prospettiva “ancora aperta” di un possibile ordine non impositivo, da intendersi come corrispondenza delle forme alla natura delle cose e al loro senso, alternativo alla condizione attuale in cui il caotico, l’informe sembrano essere le uniche possibilità di rappresentare la condizione contemporanea derealizzata e mercificata.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


