Il lavoro analizza la condizione giuridica degli immigrati non appartenenti agli stati UE, muovendo dalla premessa che la discrezionalità legislativa in materia di flussi migratori si è sovente tradotta nella adozione di una normativa discriminatoria, che tende ad escludere gli stranieri appartenenti a Stati “terzi” dal godimento di diritti, che, invece, la Costituzione riconosce alla persona come individuo, a prescindere dalla diversità entica, linguistica, culturale e religiosa; pertanto, il tema della tutela delle libertà fondamentali diventa centrale nella riflessione di chi oggi voglia indagare le implicazioni giuridiche dei fenomeni immigratori. Il lavoro, inoltre, intende porre al centro della riflessione il rapporto tra il potere amministrativo, attraverso cui si realizzano gli obiettivi perseguiti dalle leggi sull’immigrazione, e la posizione soggettiva dell’immigrato extracomunitario, su cui tale potere incide, onde verificare la tenuta dell’assetto che l’ordinamento ha configurato nei confronti dei poteri autoritativi, anche rispetto ai profili che riguardano la tutela giurisdizionale. Dopo un primo approfondimento dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale sulla condizione giuridica degli immigrati, il lavoro analizzata la disciplina dei provvedimenti di espulsione dello straniero, onde verificare quale sia il margine di apprezzamento che l’amministrazione può utilizzare per bilanciare le esigenze di ordine pubblico con il rispetto di quelle posizioni soggettive, la cui protezione implica il riconoscimento della libertà di soggiorno; una riflessione svolta tenendo conto anche dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale della nozione di ordine pubblico nel contesto europeo, ed in particolare, della incidenza che questa ha avuto sulla libertà di circolazione degli stranieri comunitari, quale diritto fondamentale, la cui tutela tende ad estendersi anche alle istanze di soggiorno dei cittadini extracomunitari. Viene, quindi, affrontato il problema del riparto di giurisdizione delle controversie in materia di allontanamento dello straniero tra giudice ordinario e giudice amministrativo, mettendo in rilievo le principali difficoltà che discendono da tale sistema rispetto all’effettività della tutela. L’indagine sarà, quindi, indirizzata a verificare se, ricorrendo alle norme che regolano l’esercizio del potere amministrativo – ed in particolare all’obbligo di rispettare il principio di proporzionalità (art. 1 l. 241/ 90) – sia, invece, possibile allineare, in chiave interpretativa, la disciplina sulle condizioni di soggiorno degli stranieri ai principi fondamentali della nostra Costituzione, e agli obblighi che discendono dalle fonti internazionali ed europee. In particolare, la riflessione sarà orientata ad accertare se la proporzionalità, nella materia indagata, possa, alla luce dei vincoli che discendono dalla giurisprudenza comunitaria e della Corte EDU, integrare la fattispecie legale, obbligando l’amministrazione a contemperare gli interessi coinvolti anche laddove ciò non sia previsto dalla norma, precludendo all’amministrazione una valuta zione discrezionale. La soluzione ipotizzata sarà, inoltre, verificata anche alla luce dei corollari applicativi in ambito processuale, al fine di valutare se, dinanzi alla lesione di una libertà fondamentale dello straniero, sia possibile per il giudice (sia amministrativo che ordinario) sindacare la legittimità del provvedimento di espulsione per violazione del principio di proporzionalità e con quali poteri.

Fenomeni immigratori tra potere amministrativo ed effettività delle tutele

MARGHERITA INTERLANDI
2018

Abstract

Il lavoro analizza la condizione giuridica degli immigrati non appartenenti agli stati UE, muovendo dalla premessa che la discrezionalità legislativa in materia di flussi migratori si è sovente tradotta nella adozione di una normativa discriminatoria, che tende ad escludere gli stranieri appartenenti a Stati “terzi” dal godimento di diritti, che, invece, la Costituzione riconosce alla persona come individuo, a prescindere dalla diversità entica, linguistica, culturale e religiosa; pertanto, il tema della tutela delle libertà fondamentali diventa centrale nella riflessione di chi oggi voglia indagare le implicazioni giuridiche dei fenomeni immigratori. Il lavoro, inoltre, intende porre al centro della riflessione il rapporto tra il potere amministrativo, attraverso cui si realizzano gli obiettivi perseguiti dalle leggi sull’immigrazione, e la posizione soggettiva dell’immigrato extracomunitario, su cui tale potere incide, onde verificare la tenuta dell’assetto che l’ordinamento ha configurato nei confronti dei poteri autoritativi, anche rispetto ai profili che riguardano la tutela giurisdizionale. Dopo un primo approfondimento dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale sulla condizione giuridica degli immigrati, il lavoro analizzata la disciplina dei provvedimenti di espulsione dello straniero, onde verificare quale sia il margine di apprezzamento che l’amministrazione può utilizzare per bilanciare le esigenze di ordine pubblico con il rispetto di quelle posizioni soggettive, la cui protezione implica il riconoscimento della libertà di soggiorno; una riflessione svolta tenendo conto anche dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale della nozione di ordine pubblico nel contesto europeo, ed in particolare, della incidenza che questa ha avuto sulla libertà di circolazione degli stranieri comunitari, quale diritto fondamentale, la cui tutela tende ad estendersi anche alle istanze di soggiorno dei cittadini extracomunitari. Viene, quindi, affrontato il problema del riparto di giurisdizione delle controversie in materia di allontanamento dello straniero tra giudice ordinario e giudice amministrativo, mettendo in rilievo le principali difficoltà che discendono da tale sistema rispetto all’effettività della tutela. L’indagine sarà, quindi, indirizzata a verificare se, ricorrendo alle norme che regolano l’esercizio del potere amministrativo – ed in particolare all’obbligo di rispettare il principio di proporzionalità (art. 1 l. 241/ 90) – sia, invece, possibile allineare, in chiave interpretativa, la disciplina sulle condizioni di soggiorno degli stranieri ai principi fondamentali della nostra Costituzione, e agli obblighi che discendono dalle fonti internazionali ed europee. In particolare, la riflessione sarà orientata ad accertare se la proporzionalità, nella materia indagata, possa, alla luce dei vincoli che discendono dalla giurisprudenza comunitaria e della Corte EDU, integrare la fattispecie legale, obbligando l’amministrazione a contemperare gli interessi coinvolti anche laddove ciò non sia previsto dalla norma, precludendo all’amministrazione una valuta zione discrezionale. La soluzione ipotizzata sarà, inoltre, verificata anche alla luce dei corollari applicativi in ambito processuale, al fine di valutare se, dinanzi alla lesione di una libertà fondamentale dello straniero, sia possibile per il giudice (sia amministrativo che ordinario) sindacare la legittimità del provvedimento di espulsione per violazione del principio di proporzionalità e con quali poteri.
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