Il lavoro esamina la problematica della rilevanza della questione di massima contemplata dall’art. 114 del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174 rimessa alle Sezioni Riunite della Corte dei conti. In partico-lare, viene analizzata la giurisprudenza della Corte dei conti che ha fatto emergere tale requisito, con i riflessi che ne derivano sulle pronunce rese nella risoluzione della questione, sulla natura del giudizio e sul ruolo che esso può svolgere. Si tratta di un profilo di osservazione che porta inevi-tabilmente a un confronto con le problematiche emerse con riferimento alla rilevanza della questione di legittimità costituzionale e alla più ampia e complessa tematica della funzione nomofilattica attribuita alle supre-me magistrature. Si profilano, infatti, incertezze sulla risposta fornita dal-la giurisprudenza nel bilanciamento, non facile, tra il collegamento tra questione di massima e giudizio a quo e la necessità di garantire una uni-forme applicazione del diritto, nel pieno riconoscimento di una funzione nomofilattica, ormai ampiamente attribuita al giudice contabile, non dis-simile da quella già riconosciuta all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato e alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

La "rilevanza" della questione di massima rimessa alle Sezioni Riunite della Corte dei conti

Giovanni Cocozza
2022

Abstract

Il lavoro esamina la problematica della rilevanza della questione di massima contemplata dall’art. 114 del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174 rimessa alle Sezioni Riunite della Corte dei conti. In partico-lare, viene analizzata la giurisprudenza della Corte dei conti che ha fatto emergere tale requisito, con i riflessi che ne derivano sulle pronunce rese nella risoluzione della questione, sulla natura del giudizio e sul ruolo che esso può svolgere. Si tratta di un profilo di osservazione che porta inevi-tabilmente a un confronto con le problematiche emerse con riferimento alla rilevanza della questione di legittimità costituzionale e alla più ampia e complessa tematica della funzione nomofilattica attribuita alle supre-me magistrature. Si profilano, infatti, incertezze sulla risposta fornita dal-la giurisprudenza nel bilanciamento, non facile, tra il collegamento tra questione di massima e giudizio a quo e la necessità di garantire una uni-forme applicazione del diritto, nel pieno riconoscimento di una funzione nomofilattica, ormai ampiamente attribuita al giudice contabile, non dis-simile da quella già riconosciuta all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato e alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.
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