L’inventario dei beni di Giovanni Andrés, morto a Roma nel gennaio del 1817, registrato presso il notaio Raffaele Servillo, svela non solo la descrizione degli spazi dove visse a Napoli l’erudito gesuita, ma anche il patrimonio librario che il defunto trasferì nella capitale partenopea e arricchì di nuovi testi. Per il sospetto che potessero esservi volumi sottratti al sovrano o manoscritti e codici membranacei meritevoli di essere acquistati dalla Reale Biblioteca, nacque lite giudiziaria tra Gerardo Carafa, erede fiduciario nominato dal defunto, e la corona che si protrasse per vari anni. Nel 1822, rientrato per volontà di Ferdinando I l’ordine gesuitico nel regno, il Calafa confessò essere la Compagnia di Gesù la vera destinataria della biblioteca di Andres e il Generale dell’Ordine, riconoscente verso il sovrano, gli fece dono dei libri contesi. Il saggio studia i testi presenti nella collezione libraria editi nel periodo in cui il gesuita fu a Napoli ed elenca quelli che furono regalati a Ferdinando I.

La Biblioteca napoletana di Giovanni Andrés

flavia luise
2022

Abstract

L’inventario dei beni di Giovanni Andrés, morto a Roma nel gennaio del 1817, registrato presso il notaio Raffaele Servillo, svela non solo la descrizione degli spazi dove visse a Napoli l’erudito gesuita, ma anche il patrimonio librario che il defunto trasferì nella capitale partenopea e arricchì di nuovi testi. Per il sospetto che potessero esservi volumi sottratti al sovrano o manoscritti e codici membranacei meritevoli di essere acquistati dalla Reale Biblioteca, nacque lite giudiziaria tra Gerardo Carafa, erede fiduciario nominato dal defunto, e la corona che si protrasse per vari anni. Nel 1822, rientrato per volontà di Ferdinando I l’ordine gesuitico nel regno, il Calafa confessò essere la Compagnia di Gesù la vera destinataria della biblioteca di Andres e il Generale dell’Ordine, riconoscente verso il sovrano, gli fece dono dei libri contesi. Il saggio studia i testi presenti nella collezione libraria editi nel periodo in cui il gesuita fu a Napoli ed elenca quelli che furono regalati a Ferdinando I.
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