Non si sbagliava Churchill quando affermava che noi diamo forma ai nostri edifici, che a loro volta ci formano: l’architettura influenza il comportamento delle persone che ci interagiscono, che l’attraversano, o, forse, che semplicemente l’osservano. A differenza di una statua raffigurante un uomo, che nella stragrande maggioranza dei casi si conosce solo superficialmente, uno spazio modifica, seppure in una piccolissima percentuale, l’esperienza neuroestetica, come se fosse capace di comunicare, di ispirare, attraverso gli occhi e la corteccia cerebrale, il sistema di valori alla base della filosofia progettuale che lo ha prodotto. Cioè quel mondo di riferimenti culturali, immaginativi, epistemologici, nel quale l’operazione creativa dell’architetto si svolge, dal quale il progetto prende le proprie mosse, traendo energia e coerenza, e nel quale si conclude, modificando e arricchendo il mondo di partenza, anche se in minima parte. Da qui emerge una domanda cruciale: che cosa vuol dire, oggi, costruire e ricostruire parti di architetture o di città che hanno perso la loro funzione originaria conservando però la forma, il linguaggio, cioè il carico simbolico-valoriale proprio dell’epoca della loro edificazione?

Memoria, immaginazione, coesistenza. Per una ricomposizione delle due strade / Memory, imagination, coexistence. For a recomposition of the two roads / Coppola, Mario. - In: ANFIONE E ZETO. - ISSN 0394-8021. - (2020).

Memoria, immaginazione, coesistenza. Per una ricomposizione delle due strade / Memory, imagination, coexistence. For a recomposition of the two roads

Mario Coppola
2020

Abstract

Non si sbagliava Churchill quando affermava che noi diamo forma ai nostri edifici, che a loro volta ci formano: l’architettura influenza il comportamento delle persone che ci interagiscono, che l’attraversano, o, forse, che semplicemente l’osservano. A differenza di una statua raffigurante un uomo, che nella stragrande maggioranza dei casi si conosce solo superficialmente, uno spazio modifica, seppure in una piccolissima percentuale, l’esperienza neuroestetica, come se fosse capace di comunicare, di ispirare, attraverso gli occhi e la corteccia cerebrale, il sistema di valori alla base della filosofia progettuale che lo ha prodotto. Cioè quel mondo di riferimenti culturali, immaginativi, epistemologici, nel quale l’operazione creativa dell’architetto si svolge, dal quale il progetto prende le proprie mosse, traendo energia e coerenza, e nel quale si conclude, modificando e arricchendo il mondo di partenza, anche se in minima parte. Da qui emerge una domanda cruciale: che cosa vuol dire, oggi, costruire e ricostruire parti di architetture o di città che hanno perso la loro funzione originaria conservando però la forma, il linguaggio, cioè il carico simbolico-valoriale proprio dell’epoca della loro edificazione?
2020
Memoria, immaginazione, coesistenza. Per una ricomposizione delle due strade / Memory, imagination, coexistence. For a recomposition of the two roads / Coppola, Mario. - In: ANFIONE E ZETO. - ISSN 0394-8021. - (2020).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/874888
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