Oggetto della monografia è una ricerca finalizzata alla ricostruzione di determinati aspetti degli elementi che la tradizione storica individua come costitutivi della possessio quali corpus e animus. Si tenta così una riflessione sui concetti di possessio e constitutum possessorium in diritto romano tra fatto e diritto alla luce della necessità di una rinnovata valutazione delle categorie giuridiche che determinano i criteri di appartenenza delle cose ai soggetti. Malgrado il possesso rappresenti un tema classico degli studi giuridici, infatti, l'evoluzione della società sollecita la comunità scientifica a sempre nuove riflessioni e prospettive di indagine sulle situazioni possessorie: il recente processo di dematerializzazione della ricchezza e il conseguente venir meno della fisicità quale requisito indispensabile dei beni rendono sempre più necessaria una revisione sia degli istituti attraverso i quali il diritto disciplina l’appartenenza delle cose agli individui sia degli elementi che la tradizione storica individua come costitutivi del possesso quali il corpus e l’animus. L’esigenza di una rinnovata morfologia del possesso comporta continui studi di questo istituto ed in particolare delle problematiche connesse alla sua circolazione e delle vicende ad esso collegate. Ciò anche al fine di innovare, nel rispetto della garanzia della certezza del diritto, il regime pubblicitario della circolazione dei beni mobili. Risulta, così, evidente che una concezione dinamica della proprietà permetterebbe di riconoscere al possesso un ruolo risolutivo nella attuale complessità della definizione dei problemi concernenti i criteri di appartenenza delle res a determinati soggetti alla luce della priorità da attribuire alla sua destinazione alla produzione di utilità. Seppure il nostro ordinamento si ponga in una condizione di continuità con la tradizione giuridica antica attualmente è sempre più sentita la necessità di valorizzare la definizione del possesso non solo in termini di potere, ma anche in termini di autonomia concettuale collegata al valore d’uso dei beni. Solo in tale ottica, infatti, si potrebbe esprimere la relazione di materiale disponibilità tra un soggetto e la res, oggetto di cessione, nei termini di un’attribuzione patrimoniale, evidenziando il collegamento tra passato e presente che va identificato nei modelli diversi di emersione della negozialità di una situazione possessoria. Tale prospettiva consentirebbe, così, di teorizzare che anche una situazione possessoria - per tradizione definita quale situazione di fatto e, di conseguenza, non idonea a circolare inter vivos - possa, invece, circolare e comporterebbe la semplificazione, così, della relazione soggetto/res agevolando la circolazione dei beni nel rispetto della certezza del diritto. In più un’attenta e approfondita analisi delle fonti condotta in tale nuova prospettiva potrebbe, tra l’altro, indurre a credere in una componente giuridica del possesso che permetterebbe di arrivare ad individuare nel possesso una sorta di diritto soggettivo attraverso l’espressione del potere della volontà contenuto nel possesso. Ciò nella prospettiva di avviare un processo di liberalizzazione dei rapporti tra soggetto e cosa e di configurare una fattispecie di effetti da cui possano scaturire vantaggi e prerogative e che esprima, quindi, un valore economico. Una tale prospettiva di ricerca, di conseguenza rende indispensabile uno studio diacronico che arrivi a tracciare il ruolo del possesso nell’attualità partendo dalle origini dell’istituto nel quale i giuristi romani riconoscevano, invece, una situazione di disponibilità di fatto in cui si trovava un soggetto in relazione ad una cosa verso cui questi si comportava come signore.

Riflessioni su possesso e costituto possessorio tra corpus e animus / Carro, Valeria. - (2022).

Riflessioni su possesso e costituto possessorio tra corpus e animus

valeria carro
2022

Abstract

Oggetto della monografia è una ricerca finalizzata alla ricostruzione di determinati aspetti degli elementi che la tradizione storica individua come costitutivi della possessio quali corpus e animus. Si tenta così una riflessione sui concetti di possessio e constitutum possessorium in diritto romano tra fatto e diritto alla luce della necessità di una rinnovata valutazione delle categorie giuridiche che determinano i criteri di appartenenza delle cose ai soggetti. Malgrado il possesso rappresenti un tema classico degli studi giuridici, infatti, l'evoluzione della società sollecita la comunità scientifica a sempre nuove riflessioni e prospettive di indagine sulle situazioni possessorie: il recente processo di dematerializzazione della ricchezza e il conseguente venir meno della fisicità quale requisito indispensabile dei beni rendono sempre più necessaria una revisione sia degli istituti attraverso i quali il diritto disciplina l’appartenenza delle cose agli individui sia degli elementi che la tradizione storica individua come costitutivi del possesso quali il corpus e l’animus. L’esigenza di una rinnovata morfologia del possesso comporta continui studi di questo istituto ed in particolare delle problematiche connesse alla sua circolazione e delle vicende ad esso collegate. Ciò anche al fine di innovare, nel rispetto della garanzia della certezza del diritto, il regime pubblicitario della circolazione dei beni mobili. Risulta, così, evidente che una concezione dinamica della proprietà permetterebbe di riconoscere al possesso un ruolo risolutivo nella attuale complessità della definizione dei problemi concernenti i criteri di appartenenza delle res a determinati soggetti alla luce della priorità da attribuire alla sua destinazione alla produzione di utilità. Seppure il nostro ordinamento si ponga in una condizione di continuità con la tradizione giuridica antica attualmente è sempre più sentita la necessità di valorizzare la definizione del possesso non solo in termini di potere, ma anche in termini di autonomia concettuale collegata al valore d’uso dei beni. Solo in tale ottica, infatti, si potrebbe esprimere la relazione di materiale disponibilità tra un soggetto e la res, oggetto di cessione, nei termini di un’attribuzione patrimoniale, evidenziando il collegamento tra passato e presente che va identificato nei modelli diversi di emersione della negozialità di una situazione possessoria. Tale prospettiva consentirebbe, così, di teorizzare che anche una situazione possessoria - per tradizione definita quale situazione di fatto e, di conseguenza, non idonea a circolare inter vivos - possa, invece, circolare e comporterebbe la semplificazione, così, della relazione soggetto/res agevolando la circolazione dei beni nel rispetto della certezza del diritto. In più un’attenta e approfondita analisi delle fonti condotta in tale nuova prospettiva potrebbe, tra l’altro, indurre a credere in una componente giuridica del possesso che permetterebbe di arrivare ad individuare nel possesso una sorta di diritto soggettivo attraverso l’espressione del potere della volontà contenuto nel possesso. Ciò nella prospettiva di avviare un processo di liberalizzazione dei rapporti tra soggetto e cosa e di configurare una fattispecie di effetti da cui possano scaturire vantaggi e prerogative e che esprima, quindi, un valore economico. Una tale prospettiva di ricerca, di conseguenza rende indispensabile uno studio diacronico che arrivi a tracciare il ruolo del possesso nell’attualità partendo dalle origini dell’istituto nel quale i giuristi romani riconoscevano, invece, una situazione di disponibilità di fatto in cui si trovava un soggetto in relazione ad una cosa verso cui questi si comportava come signore.
2022
978-88-921-2445-5
Riflessioni su possesso e costituto possessorio tra corpus e animus / Carro, Valeria. - (2022).
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