Se i toponimi (micro e macro) risultano da una generalizzazione, da una condivisione di riferimenti linguistico-spaziali in seno a un gruppo, la memoria e l’immaginario che ad essi si ancorano (in una parola: il loro senso) sono anzitutto espressione di una voce individuale. In tale prospettiva la toponomastica, da scienza che studia i nomi di luogo soprattutto sul versante etimologico, può aprirsi al discorso, alle rappresentazioni, alla dimensione (auto)biografica, diventando uno strumento prezioso per (ri)costruire l’identità di un territorio, sia in termini storici, sia in termini sociali, economici e linguistici. La “toponomastica narrativa”, che in questo volume porta il lettore alla scoperta della sorprendente isola linguistica francoprovenzale di Faeto (paese di origine medievale incastonato nei Monti Dauni), racconta quali luoghi si frequentavano e perché; quali accadimenti – anche aneddotici – li hanno caratterizzati; come si sono trasformati in una, due o tre generazioni; com’è cambiato il nome o la loro destinazione d’uso; quali vie si percorrevano e quali attività caratterizzavano la vita in un paese un tempo molto più popolato di oggi, ecc. La memoria orale, raccolta in lingua locale presso un campione di testimoni anziani di Faeto e restituita in diversi estratti di videointerviste liberamente accessibili sul web da appositi codici QR – estratti qui trascritti in italiano e in faetano – costituisce inoltre un prezioso corpus inedito per la documentazione e la valorizzazione del francoprovenzale di Puglia, varietà linguistica minoritaria minacciata, studiata sin dal XIX secolo e in costante trasformazione.
La mammorje ‘nghie’ lo lòcche. Toponomastica narrativa a Faeto, isola linguistica francoprovenzale in Puglia / Agresti, Giovanni. - (2020), pp. 1-303.
La mammorje ‘nghie’ lo lòcche. Toponomastica narrativa a Faeto, isola linguistica francoprovenzale in Puglia
AGRESTI, GiovanniPrimo
2020
Abstract
Se i toponimi (micro e macro) risultano da una generalizzazione, da una condivisione di riferimenti linguistico-spaziali in seno a un gruppo, la memoria e l’immaginario che ad essi si ancorano (in una parola: il loro senso) sono anzitutto espressione di una voce individuale. In tale prospettiva la toponomastica, da scienza che studia i nomi di luogo soprattutto sul versante etimologico, può aprirsi al discorso, alle rappresentazioni, alla dimensione (auto)biografica, diventando uno strumento prezioso per (ri)costruire l’identità di un territorio, sia in termini storici, sia in termini sociali, economici e linguistici. La “toponomastica narrativa”, che in questo volume porta il lettore alla scoperta della sorprendente isola linguistica francoprovenzale di Faeto (paese di origine medievale incastonato nei Monti Dauni), racconta quali luoghi si frequentavano e perché; quali accadimenti – anche aneddotici – li hanno caratterizzati; come si sono trasformati in una, due o tre generazioni; com’è cambiato il nome o la loro destinazione d’uso; quali vie si percorrevano e quali attività caratterizzavano la vita in un paese un tempo molto più popolato di oggi, ecc. La memoria orale, raccolta in lingua locale presso un campione di testimoni anziani di Faeto e restituita in diversi estratti di videointerviste liberamente accessibili sul web da appositi codici QR – estratti qui trascritti in italiano e in faetano – costituisce inoltre un prezioso corpus inedito per la documentazione e la valorizzazione del francoprovenzale di Puglia, varietà linguistica minoritaria minacciata, studiata sin dal XIX secolo e in costante trasformazione.| File | Dimensione | Formato | |
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