Questo scritto intraprende una riflessione critica a valle di un’esperienza di ricerca-azione, condotta nell’ambito di un Laboratorio progettuale di Sintesi Finale del Corso di Studi in Scienze dell’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, grazie ad una convenzione stipulata con il comune di Grottaminarda (AV), incentrata sul recupero del centro storico in parte abbandonato, in vista delle trasformazioni che l’insediamento subirà in relazione alla realizzazione della linea dell’alta velocità e della Stazione Hirpinia nei pressi del centro urbano della cittadina. Un tema solo apparentemente relazionato al patrimonio architettonico da recuperare/completare/riqualificare in un’area interna, in realtà molto legato alla prefigurazione di un’idea di futuro possibile per quest’area e per il suo intorno, alla costruzione di visioni/strategie di sviluppo, all’interno delle quali il lavoro dell’architetto e le architetture stesse possano trovare una collocazione di senso. Un futuro che la comunità locale percepisce come W. Benjamin descriveva il suo angelo della storia, quell’angelo che viene trascinato inerme verso il futuro senza possibilità di riscatto, capace soltanto di assistere al corso rovinoso delle cose, sentendosi sconfitto nell’incapacità di resistere ad una Storia che è soltanto macerie.

COMUNITA', PAESAGGI, ARCHITETTURE. RIFLESSIONI A MARGINE DI UNA SPERIMENTAZIONE PER CRIPTA

adelina picone
Primo
2020

Abstract

Questo scritto intraprende una riflessione critica a valle di un’esperienza di ricerca-azione, condotta nell’ambito di un Laboratorio progettuale di Sintesi Finale del Corso di Studi in Scienze dell’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, grazie ad una convenzione stipulata con il comune di Grottaminarda (AV), incentrata sul recupero del centro storico in parte abbandonato, in vista delle trasformazioni che l’insediamento subirà in relazione alla realizzazione della linea dell’alta velocità e della Stazione Hirpinia nei pressi del centro urbano della cittadina. Un tema solo apparentemente relazionato al patrimonio architettonico da recuperare/completare/riqualificare in un’area interna, in realtà molto legato alla prefigurazione di un’idea di futuro possibile per quest’area e per il suo intorno, alla costruzione di visioni/strategie di sviluppo, all’interno delle quali il lavoro dell’architetto e le architetture stesse possano trovare una collocazione di senso. Un futuro che la comunità locale percepisce come W. Benjamin descriveva il suo angelo della storia, quell’angelo che viene trascinato inerme verso il futuro senza possibilità di riscatto, capace soltanto di assistere al corso rovinoso delle cose, sentendosi sconfitto nell’incapacità di resistere ad una Storia che è soltanto macerie.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
KORE_AP.pdf

solo utenti autorizzati

Tipologia: Documento in Post-print
Licenza: Accesso privato/ristretto
Dimensione 2.56 MB
Formato Adobe PDF
2.56 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/831700
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact