L'interesse si è incentrato sulla produzione più recente di Soutinho, quella relativa all'ultimo decennio. Questo non solo perché riteniamo quella precedente già abbastanza nota, anche se non raccolta in un corpo organico ed unitario, ma soprattutto perché essa ci interessa in rapporto all'evoluzione verso forme industrializzate del processo complessivo di produzione dell'architettura in Portogallo, a seguito dei cambiamenti intervenuti nella sua economia. In particolare, ci interessano la ricaduta che la nuova situazione ha determinato in un contesto in cui la produzione artigianale del progetto ed il suo controllo attento e minuzioso, fino al dettaglio e nel cantiere, hanno costituito garanzia di elevati livelli di qualità e legante tra gruppi e generazioni di architetti. A questa considerazione, fino a qualche anno fa, si era soliti osservare che le condizioni di tensione positiva della situazione portoghese non erano certamente trasferibili in contesti come quello italiano contemporaneo. Oggi, anche in Portogallo, sono entrate in gioco nuove tecnologie, si usano nuovi materiali, si è sviluppata la produzione industriale di componenti edilizi, più competenze sono chiamate a partecipare e a controllare le diverse fasi del progetto. Questa nuova condizione di lavoro ha investito anche il mondo della formazione incidendo sostanzialmente sulle modalità di insegnamento dell'architettura che in precedenza aveva trovato il suo fondamento nel modello dell'atelier, sia come struttura organizzativa della didattica all'interno della scuola, sia all'esterno nelle occasioni di specializzazione e professionalizzanti. Sicuramente si tratta di una inevitabile condizione di rischio che, invece di rivendicare l'appartenenza ad una solida tradizione di architettura di qualità, intesa come ricerca faticosa e collettiva, può cedere alla suggestione di una produzione architettonica in cui l'identità è confusa con la riconoscibilità di una cifra stilistica personale. Soutinho è una architetto fortemente impegnato nella ricerca progettuale e nell'insegnamento che non si è sottratto a questa sfida confermando, nella sua produzione progettuale più recente, l'appartenenza ad un filone di alta qualità, senza sottrarsi alle nuove istanze ma senza dimenticare le proprie radici e i propri caratteri distintivi. Consapevole dell'impossibilità di poter far riferimento a fondamenti totalizzanti, senza la pretesa di fare di ogni singolo intervento un prototipo, mettendo in gioco il proprio talento ha incentrato il suo lavoro sull'incrocio di linee di tensione multiple in cui specificità della situazione e singolarità della soluzione sono espressioni di una rigorosa economia di mezzi e di una paziente passione per l'architettura, per la città, per i suoi abitanti.

ALCINO SOUTINHO

MAININI, GIANCARLO LUIGI
2004

Abstract

L'interesse si è incentrato sulla produzione più recente di Soutinho, quella relativa all'ultimo decennio. Questo non solo perché riteniamo quella precedente già abbastanza nota, anche se non raccolta in un corpo organico ed unitario, ma soprattutto perché essa ci interessa in rapporto all'evoluzione verso forme industrializzate del processo complessivo di produzione dell'architettura in Portogallo, a seguito dei cambiamenti intervenuti nella sua economia. In particolare, ci interessano la ricaduta che la nuova situazione ha determinato in un contesto in cui la produzione artigianale del progetto ed il suo controllo attento e minuzioso, fino al dettaglio e nel cantiere, hanno costituito garanzia di elevati livelli di qualità e legante tra gruppi e generazioni di architetti. A questa considerazione, fino a qualche anno fa, si era soliti osservare che le condizioni di tensione positiva della situazione portoghese non erano certamente trasferibili in contesti come quello italiano contemporaneo. Oggi, anche in Portogallo, sono entrate in gioco nuove tecnologie, si usano nuovi materiali, si è sviluppata la produzione industriale di componenti edilizi, più competenze sono chiamate a partecipare e a controllare le diverse fasi del progetto. Questa nuova condizione di lavoro ha investito anche il mondo della formazione incidendo sostanzialmente sulle modalità di insegnamento dell'architettura che in precedenza aveva trovato il suo fondamento nel modello dell'atelier, sia come struttura organizzativa della didattica all'interno della scuola, sia all'esterno nelle occasioni di specializzazione e professionalizzanti. Sicuramente si tratta di una inevitabile condizione di rischio che, invece di rivendicare l'appartenenza ad una solida tradizione di architettura di qualità, intesa come ricerca faticosa e collettiva, può cedere alla suggestione di una produzione architettonica in cui l'identità è confusa con la riconoscibilità di una cifra stilistica personale. Soutinho è una architetto fortemente impegnato nella ricerca progettuale e nell'insegnamento che non si è sottratto a questa sfida confermando, nella sua produzione progettuale più recente, l'appartenenza ad un filone di alta qualità, senza sottrarsi alle nuove istanze ma senza dimenticare le proprie radici e i propri caratteri distintivi. Consapevole dell'impossibilità di poter far riferimento a fondamenti totalizzanti, senza la pretesa di fare di ogni singolo intervento un prototipo, mettendo in gioco il proprio talento ha incentrato il suo lavoro sull'incrocio di linee di tensione multiple in cui specificità della situazione e singolarità della soluzione sono espressioni di una rigorosa economia di mezzi e di una paziente passione per l'architettura, per la città, per i suoi abitanti.
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