Stabilire il valore delle prove legittimamente acquisite, le relative ricadute sul tema dell’imputazione, è operazione esclusiva del giudice, esattamente come solo a lui compete individuare il corretto accertamento del fatto provato attraverso le regole della logica, della scienza e dell’esperienza comune, secondo un ordine di progressiva flessibilità. La prospettiva è svelata dall’art. 192, co. 1, c.p.p. quando, schematizzando la via del comprendere giudiziale, ammette, accanto alle deduzioni fondate sui saperi legali, quelle originate dai saperi incerti, che pure consentono al giudice di verificare la verità o la falsità del fatto processuale. Con queste indicazioni di metodo e significati di sintesi, si ragiona intorno alla scienza privata del giudice per dimostrare che, pur appartenendo alla categoria dei saperi incerti, essa diviene conoscenza necessaria in tutte le situazioni in cui la validità del metodo dimostrativo dipende dai criteri impiegati per creare connessioni tra prova e avvenimento. In cui la giustezza della decisione origina, in modo dirett o e conseguenziale, dal fondamento razionale e conoscitivo delle nozioni impiegate per costruire inferenze funzionali alla valutazione. In cui la cultura delle regole è qualità connotante il processo garantito. Tanto, pur affermandone la relatività dell’uso nel giudizio sul fatto e sulla responsabilità dell’imputato.

I saperi del giudice. A proposito dell'uso della scienza privata nel processo penale / Falato, Fabiana. - (2020), pp. 1-435.

I saperi del giudice. A proposito dell'uso della scienza privata nel processo penale.

Falato Fabiana
2020

Abstract

Stabilire il valore delle prove legittimamente acquisite, le relative ricadute sul tema dell’imputazione, è operazione esclusiva del giudice, esattamente come solo a lui compete individuare il corretto accertamento del fatto provato attraverso le regole della logica, della scienza e dell’esperienza comune, secondo un ordine di progressiva flessibilità. La prospettiva è svelata dall’art. 192, co. 1, c.p.p. quando, schematizzando la via del comprendere giudiziale, ammette, accanto alle deduzioni fondate sui saperi legali, quelle originate dai saperi incerti, che pure consentono al giudice di verificare la verità o la falsità del fatto processuale. Con queste indicazioni di metodo e significati di sintesi, si ragiona intorno alla scienza privata del giudice per dimostrare che, pur appartenendo alla categoria dei saperi incerti, essa diviene conoscenza necessaria in tutte le situazioni in cui la validità del metodo dimostrativo dipende dai criteri impiegati per creare connessioni tra prova e avvenimento. In cui la giustezza della decisione origina, in modo dirett o e conseguenziale, dal fondamento razionale e conoscitivo delle nozioni impiegate per costruire inferenze funzionali alla valutazione. In cui la cultura delle regole è qualità connotante il processo garantito. Tanto, pur affermandone la relatività dell’uso nel giudizio sul fatto e sulla responsabilità dell’imputato.
2020
978-88-7607-217-8
I saperi del giudice. A proposito dell'uso della scienza privata nel processo penale / Falato, Fabiana. - (2020), pp. 1-435.
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