Il volume analizza i principali effetti economici dei flussi migratori che hanno interessato le principali nazioni europee nel corso degli ultimi tre decenni. Nel primo e nel secondo capitolo del libro analizziamo la consistenza quantitativa raggiunta dalla popolazione straniera nei maggiori paesi europei, l’incidenza in ciascuno di essi della forza-lavoro immigrata e i settori dell’economia maggiormente interessati dal fenomeno. Cerchiamo in particolare di mettere in luce come i flussi migratori possono contrastare l’invecchiamento demografico in misura molto più limitata di quanto comunemente si crede; inoltre, che la crescita delle forze di lavoro registrata grazie all’apporto degli immigrati avrebbe potuto verificarsi anche senza questo apporto, semplicemente attingendo dalle forze di lavoro potenziali costituite dai lavoratori nativi scoraggiati e da quelli impiegati involontariamente a tempo parziale. Il terzo e il quarto capitolo sono dedicati all’analisi degli effetti dell’immigrazione sui salari, alla luce della teoria economica dominante e secondo l’economia politica critica. Il quinto capitolo tratta dell’impatto dell’immigrazione sullo stato sociale. Vi si discute in particolare la tesi secondo cui, per l’invecchiamento della popolazione, gli immigrati e i loro figli svolgerebbero in un paese come l’Italia il ruolo indispensabile di contribuire a finanziare le nostre pensioni e la nostra sanità. Si argomenta che in realtà l’immigrazione comporta rilevanti costi sociali, tra i quali vanno inclusi il degrado stesso della coesione sociale, insieme a quello delle condizioni generali di vita dei ceti popolari. Il sesto capitolo si sofferma sul contrasto tra la cultura dominante e il punto di vista dei ceti popolari sulla questione dell’immigrazione, nonché sulle ragioni della crescita del peso politico dei partiti cosiddetti populisti di destra nella maggior parte dell’Europa occidentale. Il settimo capitolo è dedicato a un tentativo di analisi critica delle concezioni marxiste in tema di flussi migratori. Negli ultimi tre capitoli vengono discusse la dimensione internazionale e quella nazionale di una politica di contrasto dell’immigrazione. Negli ultimi due capitoli, in particolare, si analizzano le possibili misure di regolamentazione e chiusura cui potrebbe ricorrere un paese come il nostro, anche indipendentemente dalle politiche seguite al riguardo dalle altre nazioni europee.

Il Lavoro Importato: Immigrazione, Salari e Stato Sociale

Barba Aldo
;
2019

Abstract

Il volume analizza i principali effetti economici dei flussi migratori che hanno interessato le principali nazioni europee nel corso degli ultimi tre decenni. Nel primo e nel secondo capitolo del libro analizziamo la consistenza quantitativa raggiunta dalla popolazione straniera nei maggiori paesi europei, l’incidenza in ciascuno di essi della forza-lavoro immigrata e i settori dell’economia maggiormente interessati dal fenomeno. Cerchiamo in particolare di mettere in luce come i flussi migratori possono contrastare l’invecchiamento demografico in misura molto più limitata di quanto comunemente si crede; inoltre, che la crescita delle forze di lavoro registrata grazie all’apporto degli immigrati avrebbe potuto verificarsi anche senza questo apporto, semplicemente attingendo dalle forze di lavoro potenziali costituite dai lavoratori nativi scoraggiati e da quelli impiegati involontariamente a tempo parziale. Il terzo e il quarto capitolo sono dedicati all’analisi degli effetti dell’immigrazione sui salari, alla luce della teoria economica dominante e secondo l’economia politica critica. Il quinto capitolo tratta dell’impatto dell’immigrazione sullo stato sociale. Vi si discute in particolare la tesi secondo cui, per l’invecchiamento della popolazione, gli immigrati e i loro figli svolgerebbero in un paese come l’Italia il ruolo indispensabile di contribuire a finanziare le nostre pensioni e la nostra sanità. Si argomenta che in realtà l’immigrazione comporta rilevanti costi sociali, tra i quali vanno inclusi il degrado stesso della coesione sociale, insieme a quello delle condizioni generali di vita dei ceti popolari. Il sesto capitolo si sofferma sul contrasto tra la cultura dominante e il punto di vista dei ceti popolari sulla questione dell’immigrazione, nonché sulle ragioni della crescita del peso politico dei partiti cosiddetti populisti di destra nella maggior parte dell’Europa occidentale. Il settimo capitolo è dedicato a un tentativo di analisi critica delle concezioni marxiste in tema di flussi migratori. Negli ultimi tre capitoli vengono discusse la dimensione internazionale e quella nazionale di una politica di contrasto dell’immigrazione. Negli ultimi due capitoli, in particolare, si analizzano le possibili misure di regolamentazione e chiusura cui potrebbe ricorrere un paese come il nostro, anche indipendentemente dalle politiche seguite al riguardo dalle altre nazioni europee.
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