Alcuni recenti interventi giurisprudenziali hanno riacceso l’attenzione sul tema del contributo unificato nel processo amministrativo e, segnatamente, sulla normativa che prevede l’esazione di contributi unificati multipli nel contesto di un medesimo giudizio. I profili di interesse rispetto alla problematica del contributo unificato non sono limitati al solo diritto processuale, essendo quest’ultima una particolare articolazione della più ampia tematica dell’accesso alla giustizia. Il lavoro analizza la questione dei limiti all’applicabilità del contributo unificato ai motivi aggiunti alla luce dei criteri ermeneutici elaborati dalla Corte di giustizia europea del 6 ottobre 2015 (in particolare di quello del «considerevole ampliamento dell’oggetto della controversia già pendente») e della giurisprudenza successiva alla menzionata pronuncia. Riflettere su tale questione comporta inevitabilmente la necessità di affrontare i temi cruciali dell’oggetto del processo e del rapporto fra petitum e causa petendi. Le presenti considerazioni si inseriscono a pieno titolo nel dibattito sulla problematica dell’incertezza delle regole nel diritto amministrativo. Nell’ambito di tematiche così vaste e complesse, le pagine che seguono si prefiggono principalmente l’obiettivo di individuare possibili ipotesi di esenzione dal contributo unificato in caso di proposizione di motivi aggiunti «impropri», facendo applicazione dei principi enunciati dal giudice europeo.

Considerazioni in tema di motivi aggiunti e contributo unificato nel processo amministrativo. Come dare un senso compiuto al criterio del «considerevole ampliamento dell’oggetto della controversia già pendente».

giuliano taglianetti
2019

Abstract

Alcuni recenti interventi giurisprudenziali hanno riacceso l’attenzione sul tema del contributo unificato nel processo amministrativo e, segnatamente, sulla normativa che prevede l’esazione di contributi unificati multipli nel contesto di un medesimo giudizio. I profili di interesse rispetto alla problematica del contributo unificato non sono limitati al solo diritto processuale, essendo quest’ultima una particolare articolazione della più ampia tematica dell’accesso alla giustizia. Il lavoro analizza la questione dei limiti all’applicabilità del contributo unificato ai motivi aggiunti alla luce dei criteri ermeneutici elaborati dalla Corte di giustizia europea del 6 ottobre 2015 (in particolare di quello del «considerevole ampliamento dell’oggetto della controversia già pendente») e della giurisprudenza successiva alla menzionata pronuncia. Riflettere su tale questione comporta inevitabilmente la necessità di affrontare i temi cruciali dell’oggetto del processo e del rapporto fra petitum e causa petendi. Le presenti considerazioni si inseriscono a pieno titolo nel dibattito sulla problematica dell’incertezza delle regole nel diritto amministrativo. Nell’ambito di tematiche così vaste e complesse, le pagine che seguono si prefiggono principalmente l’obiettivo di individuare possibili ipotesi di esenzione dal contributo unificato in caso di proposizione di motivi aggiunti «impropri», facendo applicazione dei principi enunciati dal giudice europeo.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/753068
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact