L'articolo, pubblicato su rivista internazionale di fascia A e sottoposto a procedura di referaggio anonimo, analizza dal punto di vista tributario il c.d. caso Taricco, che lungamente ha alimentato un acceso dibattito dottrinale e giurisprudenziale non solo entro i confini nazionali, per le molteplici e trasversali problematiche giuridiche riferite a diversi rami del diritto . I molteplici punti nevralgici riferiti alla vicenda - ex multiis, prescrizione dei reati, disapplicazione delle leggi penali per contrasto con l’art. 325, par. 1 e 2 TFUE, dialogo fra le Corti, attivazione dei c.d. controlimiti - sono stati analizzati dal punto di vista tributario, evidenziando in particolare le criticità proprie del sistema sanzionatorio interno, nella sua doppia anima amministrativa e penale, riferite alle frodi IVA. L'analisi mira a rilevarne le criticità legate a doppio filo alle necessarie modifiche normative che dovranno essere poste in essere dal legislatore, complice anche la necessaria applicazione della direttiva 2017/1371 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio 2017 in materia di tutela penale degli interessi finanziari dell'Unione europea, la c.d. direttiva PIF, proprio alla luce della nozione di frodi gravi IVA. La vicenda Taricco, nel confermare il ruolo cardine del diritto UE e del dialogo fra le Corti per la tutela degli interessi finanziari, ha evidenziato la necessità che tale tutela sia realizzata in armonia con i sistemi interni degli Stati membri. La definizione stessa della vicenda deve superare i particolarismi propri della fattispecie concreta e fungere da volano nella ricerca di reciproche aperture, in campo sanzionatorio tributario e non solo. Con riferimento specificamente alla complessa dimensione penal- tributaria emerge la necessità di limitare l’applicazione delle sanzioni penali, a favore delle sanzioni tributarie amministrative, la cui definizione transita attraverso operatori giuridici, economici e sociali dalla formazione culturale più rispondente rispetto agli operatori del diritto penale ad applicare il diritto tributario sanzionatorio.

La vicenda Taricco: controlimiti, principio di legalità ed effettività del sistema sanzionatorio tributario interno

alfano
2018

Abstract

L'articolo, pubblicato su rivista internazionale di fascia A e sottoposto a procedura di referaggio anonimo, analizza dal punto di vista tributario il c.d. caso Taricco, che lungamente ha alimentato un acceso dibattito dottrinale e giurisprudenziale non solo entro i confini nazionali, per le molteplici e trasversali problematiche giuridiche riferite a diversi rami del diritto . I molteplici punti nevralgici riferiti alla vicenda - ex multiis, prescrizione dei reati, disapplicazione delle leggi penali per contrasto con l’art. 325, par. 1 e 2 TFUE, dialogo fra le Corti, attivazione dei c.d. controlimiti - sono stati analizzati dal punto di vista tributario, evidenziando in particolare le criticità proprie del sistema sanzionatorio interno, nella sua doppia anima amministrativa e penale, riferite alle frodi IVA. L'analisi mira a rilevarne le criticità legate a doppio filo alle necessarie modifiche normative che dovranno essere poste in essere dal legislatore, complice anche la necessaria applicazione della direttiva 2017/1371 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio 2017 in materia di tutela penale degli interessi finanziari dell'Unione europea, la c.d. direttiva PIF, proprio alla luce della nozione di frodi gravi IVA. La vicenda Taricco, nel confermare il ruolo cardine del diritto UE e del dialogo fra le Corti per la tutela degli interessi finanziari, ha evidenziato la necessità che tale tutela sia realizzata in armonia con i sistemi interni degli Stati membri. La definizione stessa della vicenda deve superare i particolarismi propri della fattispecie concreta e fungere da volano nella ricerca di reciproche aperture, in campo sanzionatorio tributario e non solo. Con riferimento specificamente alla complessa dimensione penal- tributaria emerge la necessità di limitare l’applicazione delle sanzioni penali, a favore delle sanzioni tributarie amministrative, la cui definizione transita attraverso operatori giuridici, economici e sociali dalla formazione culturale più rispondente rispetto agli operatori del diritto penale ad applicare il diritto tributario sanzionatorio.
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