La grande peculiarità dell’industria farmaceutica consiste nella necessità di conciliare il proprio legittimo interesse commerciale (finalità privata) con la tutela della salute (finalità pubblica), due obiettivi non sempre convergenti. Le aziende più grandi, le cosiddette Big Pharma, sono in grado di guidare il mercato grazie ai brevetti detenuti, alle ingenti risorse dispiegate nel settore ricerca e sviluppo e, non ultimo, a una supply chain organizzata in maniera estremamente efficiente, con strutture produttive e distributive strategica- mente localizzate in differenti Paesi. Attualmente, lo scenario della produzione dei farmaci è ancora dominato da Stati Uniti ed Europa, che detengono il maggior potenziale innovativo. All’orizzonte si delineano tuttavia alcuni cambiamenti. Le politiche di contenimento dei costi nei Paesi avanzati, le scadenze brevettuali, la crisi di produttività della ricerca e il problema dei rimborsi impattano fortemente sul business model del settore, mentre l’aumento della popolazione e dei consumi nei Paesi emergenti e i progressi delle aziende ivi localizzate rischiano di spostare qui il baricentro della produzione e del consumo di farmaci. L’articolo si propone, quindi, di delineare la nuova geografia dell’industria farmaceutica, anche alla luce delle nuove e peculiari tendenze localizzative del comparto Ricerca e Sviluppo (R&S). Nella prima parte del contributo vengono illustrati la struttura e il modello organizzativo del mercato farmaceutico globale, presentandone i principali dati. A seguire, è analizzata la situazione nei Paesi cosiddetti farmaemergenti, le cui dinamiche sono suscettibili di generare nuove potenzialità e nuovi rischi per le industrie europee e statunitensi. Nell’ultima parte, infine, vengono delineati, alla luce dei principali driver di cambiamento in corso, i potenziali scenari a livello globale.

Le nuove traiettorie geografiche dell’industria farmaceutica globale

simonetti lucia
2018

Abstract

La grande peculiarità dell’industria farmaceutica consiste nella necessità di conciliare il proprio legittimo interesse commerciale (finalità privata) con la tutela della salute (finalità pubblica), due obiettivi non sempre convergenti. Le aziende più grandi, le cosiddette Big Pharma, sono in grado di guidare il mercato grazie ai brevetti detenuti, alle ingenti risorse dispiegate nel settore ricerca e sviluppo e, non ultimo, a una supply chain organizzata in maniera estremamente efficiente, con strutture produttive e distributive strategica- mente localizzate in differenti Paesi. Attualmente, lo scenario della produzione dei farmaci è ancora dominato da Stati Uniti ed Europa, che detengono il maggior potenziale innovativo. All’orizzonte si delineano tuttavia alcuni cambiamenti. Le politiche di contenimento dei costi nei Paesi avanzati, le scadenze brevettuali, la crisi di produttività della ricerca e il problema dei rimborsi impattano fortemente sul business model del settore, mentre l’aumento della popolazione e dei consumi nei Paesi emergenti e i progressi delle aziende ivi localizzate rischiano di spostare qui il baricentro della produzione e del consumo di farmaci. L’articolo si propone, quindi, di delineare la nuova geografia dell’industria farmaceutica, anche alla luce delle nuove e peculiari tendenze localizzative del comparto Ricerca e Sviluppo (R&S). Nella prima parte del contributo vengono illustrati la struttura e il modello organizzativo del mercato farmaceutico globale, presentandone i principali dati. A seguire, è analizzata la situazione nei Paesi cosiddetti farmaemergenti, le cui dinamiche sono suscettibili di generare nuove potenzialità e nuovi rischi per le industrie europee e statunitensi. Nell’ultima parte, infine, vengono delineati, alla luce dei principali driver di cambiamento in corso, i potenziali scenari a livello globale.
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