I paesaggi costieri sono oggetto di crescente interesse negli ultimi anni, più di quanto non lo fossero già in passato, in ragione soprattutto delle emergenti crisi ambientali legate al cambiamento climatico che impongono rinnovata attenzione circa l’innalzamento del livello dei mari che procurerebbe ingenti danni agli insediamenti costieri.Le aree costiere hanno costituito e costituiscono il luogo privilegiato di concentrazione delle società umane in virtù delle opportunità fornite dalla navigazione, dalla presenza di risorse ittiche, dei ricchi habitat naturali, della mitigazione climatica dovuta agli effetti meteomarini, della vicinanza di foci fluviali e pertanto si sono sviluppati sin dall’antichità conflitti d’uso dello spazio tra attività portuali, commerciali, residenziali, militari e infrastrutturali. Oggi gli usi in competizione sulla costa sono aumentati: alle tradizionali attività quali pesca, agricoltura, trasporto marittimo e, più tardi, industriale si è aggiunto nell’ultimo secolo anche il turismo balneare, così come quello culturale organizzato sulle tracce archeologiche e storiche presenti. Di fronte a questo allarmante contesto di criticità e di pressioni sulle aree costiere, l’UE ha ritenuto opportuno definire, a valle della stesura dell’approfondito rapporto del 2000, una strategia unitaria ed integrata, considerando la varietà delle problematiche ambientali, sociali ed economiche che investono tali territori, fondata su misure comunitarie da integrarsi con necessarie strategie nazionali. La Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC) messa in campo dall’UE con la Comunicazione 547 (COM(2000) 547) prevede l’attuazione di politiche coordinate ed integrate. L’obiettivo è quello di armonizzare gli interventi messi in campo ai diversi livelli di amministrazione del territorio, affidando al livello locale gli aspetti decisionali ed attuativi, in quanto si riconosce l’importanza della fondamentale conoscenza diretta dei fenomeni e la partecipazione diretta delle comunità, entro un quadro di coordinamento guidato dagli enti regionali e nel rispetto degli indirizzi legislativi predisposti a livello nazionale. Il paesaggio costiero rappresenta certamente uno dei paesaggi di maggiore rilevanza del territorio europeo e italiano in particolare, avendo costituito storicamente il luogo privilegiato degli insediamenti umani per la concentrazione di risorse naturali e per la vicinanza al mare, canale primario di trasporto pur nell’alta condizione di rischio in cui quest’ultimo si svolgeva. Più di ogni altro tipo di paesaggio è allora concentrazione e sedimentazione di valori storici e culturali, che lo rendono maggiormente attrattivo soprattutto per il settore turistico, principale forma di sfruttamento delle sue risorse ambientali ed estetiche. Nelle politiche europee per le aree costiere così come nelle definizioni della Convenzione Europea del Paesaggio, la necessità della partecipazione dei cittadini come elemento di costruzione culturale della nozione di paesaggio, così come nei comportamenti da attuare per perseguire efficienza ed efficacia nella trasformazione del paesaggio.
Paesaggi costieri inclusivi in Europa / Acierno, A.. - In: TRIA. - ISSN 2281-4574. - 10:2(2017), pp. 7-20. [10.6092/2281-4574/5826]
Paesaggi costieri inclusivi in Europa
Acierno A.
2017
Abstract
I paesaggi costieri sono oggetto di crescente interesse negli ultimi anni, più di quanto non lo fossero già in passato, in ragione soprattutto delle emergenti crisi ambientali legate al cambiamento climatico che impongono rinnovata attenzione circa l’innalzamento del livello dei mari che procurerebbe ingenti danni agli insediamenti costieri.Le aree costiere hanno costituito e costituiscono il luogo privilegiato di concentrazione delle società umane in virtù delle opportunità fornite dalla navigazione, dalla presenza di risorse ittiche, dei ricchi habitat naturali, della mitigazione climatica dovuta agli effetti meteomarini, della vicinanza di foci fluviali e pertanto si sono sviluppati sin dall’antichità conflitti d’uso dello spazio tra attività portuali, commerciali, residenziali, militari e infrastrutturali. Oggi gli usi in competizione sulla costa sono aumentati: alle tradizionali attività quali pesca, agricoltura, trasporto marittimo e, più tardi, industriale si è aggiunto nell’ultimo secolo anche il turismo balneare, così come quello culturale organizzato sulle tracce archeologiche e storiche presenti. Di fronte a questo allarmante contesto di criticità e di pressioni sulle aree costiere, l’UE ha ritenuto opportuno definire, a valle della stesura dell’approfondito rapporto del 2000, una strategia unitaria ed integrata, considerando la varietà delle problematiche ambientali, sociali ed economiche che investono tali territori, fondata su misure comunitarie da integrarsi con necessarie strategie nazionali. La Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC) messa in campo dall’UE con la Comunicazione 547 (COM(2000) 547) prevede l’attuazione di politiche coordinate ed integrate. L’obiettivo è quello di armonizzare gli interventi messi in campo ai diversi livelli di amministrazione del territorio, affidando al livello locale gli aspetti decisionali ed attuativi, in quanto si riconosce l’importanza della fondamentale conoscenza diretta dei fenomeni e la partecipazione diretta delle comunità, entro un quadro di coordinamento guidato dagli enti regionali e nel rispetto degli indirizzi legislativi predisposti a livello nazionale. Il paesaggio costiero rappresenta certamente uno dei paesaggi di maggiore rilevanza del territorio europeo e italiano in particolare, avendo costituito storicamente il luogo privilegiato degli insediamenti umani per la concentrazione di risorse naturali e per la vicinanza al mare, canale primario di trasporto pur nell’alta condizione di rischio in cui quest’ultimo si svolgeva. Più di ogni altro tipo di paesaggio è allora concentrazione e sedimentazione di valori storici e culturali, che lo rendono maggiormente attrattivo soprattutto per il settore turistico, principale forma di sfruttamento delle sue risorse ambientali ed estetiche. Nelle politiche europee per le aree costiere così come nelle definizioni della Convenzione Europea del Paesaggio, la necessità della partecipazione dei cittadini come elemento di costruzione culturale della nozione di paesaggio, così come nei comportamenti da attuare per perseguire efficienza ed efficacia nella trasformazione del paesaggio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


