Il lavoro, muovendo dalle ultime iniziative sia in ambito italiano (l. n. 112 del 12 luglio 2011, istitutiva dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, disegno di legge n. 2805 S di riforma della filiazione) che europeo (Linee guida del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minore, Agenda europea per i diritti dei minori, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione) sottolinea che la nuova sfida che sembra delinearsi all'orizzonte in materia è quella del passaggio dal riconoscimento dei diritti dei minori di età all’effettività della loro tutela. Nell'ottica di una leale collaborazione tra le Corti, la prospettiva delineata è, poi, verificata attraverso un confronto con la piú recente giurisprudenza Cedu, costituzionale, di legittimità e di merito, in vista di una protezione dei minori che si suole definire sempre più multilivello. Tale analisi, in conclusione, pone in luce i rischi connessi all'ancora diffusa tendenza di alcuni giudici interni a ragionare per astratti modelli minorili oppure a ricondurre i nuovi modelli concettuali entro il perimetro delle antiche categorie. Una impostazione, questa, che, lontana dal valorizzare i reali bisogni dei minori d’età, appare indubbiamente inadeguata rispetto alle evidenziate esigenze di completa attuazione dei relativi diritti.

La situazione italiana del diritto civile sulle persone minori di età e le indicazioni europee

G. Recinto
2012

Abstract

Il lavoro, muovendo dalle ultime iniziative sia in ambito italiano (l. n. 112 del 12 luglio 2011, istitutiva dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, disegno di legge n. 2805 S di riforma della filiazione) che europeo (Linee guida del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minore, Agenda europea per i diritti dei minori, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione) sottolinea che la nuova sfida che sembra delinearsi all'orizzonte in materia è quella del passaggio dal riconoscimento dei diritti dei minori di età all’effettività della loro tutela. Nell'ottica di una leale collaborazione tra le Corti, la prospettiva delineata è, poi, verificata attraverso un confronto con la piú recente giurisprudenza Cedu, costituzionale, di legittimità e di merito, in vista di una protezione dei minori che si suole definire sempre più multilivello. Tale analisi, in conclusione, pone in luce i rischi connessi all'ancora diffusa tendenza di alcuni giudici interni a ragionare per astratti modelli minorili oppure a ricondurre i nuovi modelli concettuali entro il perimetro delle antiche categorie. Una impostazione, questa, che, lontana dal valorizzare i reali bisogni dei minori d’età, appare indubbiamente inadeguata rispetto alle evidenziate esigenze di completa attuazione dei relativi diritti.
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