Nella storia del turismo in Italia il divario tra Nord e Sud, ancora oggi evidente, è documentato ben prima dell’unificazione del Paese. Nel secondo dopoguerra, superata la fase della ricostruzione, tra il 1950 e il 1960, mentre il turismo europeo chiedeva sempre più insistentemente spiagge e mare del Mediterraneo, si aprì un dibattito sul valore del turismo in rapporto all’industria e all’agricoltura, e sulle potenzialità delle regioni meridionali. L'articolo analizza due progetti di sviluppo per le regioni meridionali: un "Programma di valorizzazione turistica delle regioni Puglia e Basilicata" del 1957 e un Piano presentato all’Istituto mobiliare italiano, IMI, nello stesso 1957 e chiamato “La parabola d’oro”, che prevedeva una serie di investimenti sulle coste del Tirreno. I due programmi non furono realizzati e l'articolo sostiene la tesi che il non intervento pubblico nel turismo nelle regioni meridionali fu una scelta politica, mentre alcuni ambienti della pubblica amministrazione e del mondo economico erano consapevoli dell'urgenza di dare dignità e attenzione al fenomeno e di mettere in valore il Sud Italia anche in risposta alla concorrenza internazionale e in particolare spagnola.

Programmi di valorizzazione turistica per le regioni meridionali negli anni cinquanta del novecento

Annunziata Berrino
2018

Abstract

Nella storia del turismo in Italia il divario tra Nord e Sud, ancora oggi evidente, è documentato ben prima dell’unificazione del Paese. Nel secondo dopoguerra, superata la fase della ricostruzione, tra il 1950 e il 1960, mentre il turismo europeo chiedeva sempre più insistentemente spiagge e mare del Mediterraneo, si aprì un dibattito sul valore del turismo in rapporto all’industria e all’agricoltura, e sulle potenzialità delle regioni meridionali. L'articolo analizza due progetti di sviluppo per le regioni meridionali: un "Programma di valorizzazione turistica delle regioni Puglia e Basilicata" del 1957 e un Piano presentato all’Istituto mobiliare italiano, IMI, nello stesso 1957 e chiamato “La parabola d’oro”, che prevedeva una serie di investimenti sulle coste del Tirreno. I due programmi non furono realizzati e l'articolo sostiene la tesi che il non intervento pubblico nel turismo nelle regioni meridionali fu una scelta politica, mentre alcuni ambienti della pubblica amministrazione e del mondo economico erano consapevoli dell'urgenza di dare dignità e attenzione al fenomeno e di mettere in valore il Sud Italia anche in risposta alla concorrenza internazionale e in particolare spagnola.
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