Il volume raccoglie gli esiti di una ricerca svolta nell’ambito del progetto di ricerca SNECS – Social Network delle Entità dei Centri Storici – dal Dipartimento di Studi Umanistici (sezione di Scienze dell’Antichità) dell’Università “Federico II” di Napoli, che documenta la tradizione letteraria classica e umanistica relativa ai Campi Flegrei. Questi materiali sono stati esposti in una mostra nella “Sala del soffitto stellato” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ai contenuti testuali si è affiancata l’esposizione di materiale archeologico e documentario: alcune eccezionali opere – in particolare sculture e vasi – di provenienza flegrea, ma anche volumi della Biblioteca, documenti dell’Archivio Storico e immagini dell’Archivio Fotografico che hanno fornito, insieme con i testi che li accompagnano, una sintetica illustrazione della forte presenza di quel territorio nelle raccolte e più in generale nel patrimonio che il Museo Archeologico di Napoli conserva. La visita della mostra si completava con un percorso flegreo attraverso le collezioni permanenti del Museo. Il territorio flegreo, un bacino geologico e storico tra i più rilevanti del mondo, è segnato dalle forme particolari che la natura vi ha assunto, e, in sintonia con queste, da un immaginario mitico che ha lasciato numerose tracce nelle opere letterarie, nel patrimonio archeologico e iconografico, nei toponimi in uso. Questa tradizione mitologica e letteraria viene ora ‘mostrata’ al visitatore, resa visibile attraverso le tecnologie digitali messe a punto dal consorzio Databenc, alle quali è affidato il non facile compito di fare emergere alla vista e alla conoscenza di tutti le testimonianze letterarie ‘celate’ allo sguardo e tuttavia intrinsecamente connesse ai luoghi e alla storia: i testi della letteratura arricchiscono, “oltre il visibile”, la percezione del paesaggio flegreo, documentandone la storia, offrendo il centro pulsante di una testimonianza, l’itinerario di un autore, e raccontando miti di fondazione, leggende, metafore, valori simbolici di ieri e di oggi. “Ci sono posti dove la geografia provoca la storia”: le parole di Predrag Matvejevic, che ricorrono nel suo Breviario mediterraneo, sembrano scritte pensando al territorio flegreo, a quello straordinario incastro di ambiente naturale e di sedimentazione storica che ne segna il paesaggio. Le caratteristiche vulcaniche del suolo alimentano, già in epoca antichissima, il mito e il nome del territorio: “terre ardenti”, questo è il significato delle parole “Campi Flegrei”. Il mito nasce come risposta allo stimolo della natura, e, insieme al mito, una tenace, ininterrotta tradizione letteraria, iconografica, saggistica racconta un’area che, come poche al mondo, deve la propria fama alla perdurante bellezza di antiche attività umane – porti, edifici termali, teatri, luoghi di culto – e alla suggestione paesaggistica: le sinuosità dei golfi, il laghi vulcanici, i promontori tufacei, i fenomeni del sottosuolo. Ma l’area flegrea è stata anche scenario di un’intensa attività civile e politica, partecipe dei movimenti della grande storia, grazie alla posizione strategica e all’importanza dei suoi porti e dei suoi centri urbani. Sul filo di questa ‘geografia letteraria’ si snodano alcuni passi di autori – Pindaro, Lucrezio, Virgilio, Seneca, Petronio, Tacito, Petrarca, Galilei e tanti altri ̶ che hanno ‘letto’, con motivazioni e sensibilità di volta in volta diverse, il paesaggio dei Campi Flegrei, lasciandoci i loro ‘sguardi’, accomunati da un’acuta consapevolezza della straordinaria forza di questo territorio.

I Campi Flegrei. Oltre il visibile.

VALENTI, ROSSANA
2016

Abstract

Il volume raccoglie gli esiti di una ricerca svolta nell’ambito del progetto di ricerca SNECS – Social Network delle Entità dei Centri Storici – dal Dipartimento di Studi Umanistici (sezione di Scienze dell’Antichità) dell’Università “Federico II” di Napoli, che documenta la tradizione letteraria classica e umanistica relativa ai Campi Flegrei. Questi materiali sono stati esposti in una mostra nella “Sala del soffitto stellato” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ai contenuti testuali si è affiancata l’esposizione di materiale archeologico e documentario: alcune eccezionali opere – in particolare sculture e vasi – di provenienza flegrea, ma anche volumi della Biblioteca, documenti dell’Archivio Storico e immagini dell’Archivio Fotografico che hanno fornito, insieme con i testi che li accompagnano, una sintetica illustrazione della forte presenza di quel territorio nelle raccolte e più in generale nel patrimonio che il Museo Archeologico di Napoli conserva. La visita della mostra si completava con un percorso flegreo attraverso le collezioni permanenti del Museo. Il territorio flegreo, un bacino geologico e storico tra i più rilevanti del mondo, è segnato dalle forme particolari che la natura vi ha assunto, e, in sintonia con queste, da un immaginario mitico che ha lasciato numerose tracce nelle opere letterarie, nel patrimonio archeologico e iconografico, nei toponimi in uso. Questa tradizione mitologica e letteraria viene ora ‘mostrata’ al visitatore, resa visibile attraverso le tecnologie digitali messe a punto dal consorzio Databenc, alle quali è affidato il non facile compito di fare emergere alla vista e alla conoscenza di tutti le testimonianze letterarie ‘celate’ allo sguardo e tuttavia intrinsecamente connesse ai luoghi e alla storia: i testi della letteratura arricchiscono, “oltre il visibile”, la percezione del paesaggio flegreo, documentandone la storia, offrendo il centro pulsante di una testimonianza, l’itinerario di un autore, e raccontando miti di fondazione, leggende, metafore, valori simbolici di ieri e di oggi. “Ci sono posti dove la geografia provoca la storia”: le parole di Predrag Matvejevic, che ricorrono nel suo Breviario mediterraneo, sembrano scritte pensando al territorio flegreo, a quello straordinario incastro di ambiente naturale e di sedimentazione storica che ne segna il paesaggio. Le caratteristiche vulcaniche del suolo alimentano, già in epoca antichissima, il mito e il nome del territorio: “terre ardenti”, questo è il significato delle parole “Campi Flegrei”. Il mito nasce come risposta allo stimolo della natura, e, insieme al mito, una tenace, ininterrotta tradizione letteraria, iconografica, saggistica racconta un’area che, come poche al mondo, deve la propria fama alla perdurante bellezza di antiche attività umane – porti, edifici termali, teatri, luoghi di culto – e alla suggestione paesaggistica: le sinuosità dei golfi, il laghi vulcanici, i promontori tufacei, i fenomeni del sottosuolo. Ma l’area flegrea è stata anche scenario di un’intensa attività civile e politica, partecipe dei movimenti della grande storia, grazie alla posizione strategica e all’importanza dei suoi porti e dei suoi centri urbani. Sul filo di questa ‘geografia letteraria’ si snodano alcuni passi di autori – Pindaro, Lucrezio, Virgilio, Seneca, Petronio, Tacito, Petrarca, Galilei e tanti altri ̶ che hanno ‘letto’, con motivazioni e sensibilità di volta in volta diverse, il paesaggio dei Campi Flegrei, lasciandoci i loro ‘sguardi’, accomunati da un’acuta consapevolezza della straordinaria forza di questo territorio.
9788899130268
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/671276
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