Edizione completa del testo pubblicato nel 1861 dall'autore, Giacinto de' Sivo, storico antirisorgimentalista, arrestato per "cospirazione contro l'Italia, quindi esule a Roma e poi a Livorno. Il testo, circolato clandestinamente in più edizioni, è un atto di accusa contro il Piemonte, visto come invasore del Regno delle Due Sicilie e traccia una lucida analisi di confutazione delle tesi liberali poste a fondamento dell'unificazione italiana. La tesi di de' Sivo è che l'unificazione dell'Italia, ottenuta attraverso la cancellazione dei regni preunitari italiani, fu "opera della rivoluzione in nome di una nazione fittizia", progettata ed organizzata molto prima del 1860, per sostituire al concetto tradizionale di Nazione come eredità di cultura, un concetto ideologico, la Nazione come coscienza, al quale si sceglie di aderire indipendentemente dalla propria storia ed identità. Opponendosi al "principio di nazionalità" teorizzato da Pasquale Stanislao Mancini, de' Sivo rivendica il primato delle nazionalità reali su quello della nazionalità ideale, in nome della quale furono perpetrati, nei territori dell'ex regno delle Due Sicilie, crimini di guerra ed orrori senza fine, di cui lo storico campano, decisamente controcorrente, fu testimone e vittima e che descrisse poi dettagliatamente nella poderosa sua "Storia delle Due Scilie al 1848 al 1860".

I Napolitani al cospetto delle nazioni civili- di Giacinto de' Sivo

SPADARO, CARMELA MARIA
2016

Abstract

Edizione completa del testo pubblicato nel 1861 dall'autore, Giacinto de' Sivo, storico antirisorgimentalista, arrestato per "cospirazione contro l'Italia, quindi esule a Roma e poi a Livorno. Il testo, circolato clandestinamente in più edizioni, è un atto di accusa contro il Piemonte, visto come invasore del Regno delle Due Sicilie e traccia una lucida analisi di confutazione delle tesi liberali poste a fondamento dell'unificazione italiana. La tesi di de' Sivo è che l'unificazione dell'Italia, ottenuta attraverso la cancellazione dei regni preunitari italiani, fu "opera della rivoluzione in nome di una nazione fittizia", progettata ed organizzata molto prima del 1860, per sostituire al concetto tradizionale di Nazione come eredità di cultura, un concetto ideologico, la Nazione come coscienza, al quale si sceglie di aderire indipendentemente dalla propria storia ed identità. Opponendosi al "principio di nazionalità" teorizzato da Pasquale Stanislao Mancini, de' Sivo rivendica il primato delle nazionalità reali su quello della nazionalità ideale, in nome della quale furono perpetrati, nei territori dell'ex regno delle Due Sicilie, crimini di guerra ed orrori senza fine, di cui lo storico campano, decisamente controcorrente, fu testimone e vittima e che descrisse poi dettagliatamente nella poderosa sua "Storia delle Due Scilie al 1848 al 1860".
978-88-906834-5-9
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