Il leit motiv di questo lavoro è il nesso che unisce le politiche di semplificazione e quelle di digitalizzazione. Digitalizzare, infatti, non significa sic et simpliciter semplificare se gli oneri amministrativi non vengono ridotti e se persiste la frammentazione dei procedimenti, così come una digitalizzazione spinta che non si fondi su un cambio di cultura e mentalità dell’apparato dirigente pubblico oltre che dei cittadini, finirebbe per creare un divario digitale che allontana gli uni dagli altri, tradendo la ratio del principio di sussidiarietà in senso orizzontale introdotto, nel 2001, al secondo comma dell’art. 118 Cost . A prescindere, dunque, dalla rilevanza della better regulation nei processi di riforma dell’apparato pubblico, con il presente lavoro si è inteso focalizzare l’attenzione sulla better administration, nell’ottica di una valorizzazione dei processi tecnologici e, segnatamente, della digitalizzazione dell’azione amministrativa, posto che l’efficienza del settore pubblico, in un contesto di crescente integrazione dei mercati e di interdipendenza dei sistemi economici, costituisce un fattore determinante del grado di competitività e delle opportunità di sviluppo delle singole economie nazionali . L’intento pertanto del lavoro è, infatti, quello di fornire una chiave di lettura del sistema che consenta di evitare che medesimi approcci - che, nel tempo, si siano dimostrati poco funzionali agli obiettivi individuati - possano essere riproposti in questa delicata (ma piena di opportunità per il nostro Paese) svolta dell’ingresso della pubblica amministrazione nell’era digitale.
Semplificazione e digitalizzazione: un nuovo modello burocratico / DE MAIO, Gabriella. - (2016), pp. 1-220.
Semplificazione e digitalizzazione: un nuovo modello burocratico
DE MAIO, GABRIELLA
2016
Abstract
Il leit motiv di questo lavoro è il nesso che unisce le politiche di semplificazione e quelle di digitalizzazione. Digitalizzare, infatti, non significa sic et simpliciter semplificare se gli oneri amministrativi non vengono ridotti e se persiste la frammentazione dei procedimenti, così come una digitalizzazione spinta che non si fondi su un cambio di cultura e mentalità dell’apparato dirigente pubblico oltre che dei cittadini, finirebbe per creare un divario digitale che allontana gli uni dagli altri, tradendo la ratio del principio di sussidiarietà in senso orizzontale introdotto, nel 2001, al secondo comma dell’art. 118 Cost . A prescindere, dunque, dalla rilevanza della better regulation nei processi di riforma dell’apparato pubblico, con il presente lavoro si è inteso focalizzare l’attenzione sulla better administration, nell’ottica di una valorizzazione dei processi tecnologici e, segnatamente, della digitalizzazione dell’azione amministrativa, posto che l’efficienza del settore pubblico, in un contesto di crescente integrazione dei mercati e di interdipendenza dei sistemi economici, costituisce un fattore determinante del grado di competitività e delle opportunità di sviluppo delle singole economie nazionali . L’intento pertanto del lavoro è, infatti, quello di fornire una chiave di lettura del sistema che consenta di evitare che medesimi approcci - che, nel tempo, si siano dimostrati poco funzionali agli obiettivi individuati - possano essere riproposti in questa delicata (ma piena di opportunità per il nostro Paese) svolta dell’ingresso della pubblica amministrazione nell’era digitale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


