La classificazione dei finanziamenti attinti, tra capitale di proprietà e di credito, costituisce una questione fortemente dibattuta, da circa 25 anni, tra i principali standard setters internazionali. Si sono suggeriti, infatti, diversi criteri per operare la tradizionale distinzione tra mezzi propri e mezzi di terzi, anche nel tentativo di risolvere il problema della classificazione delle nuove tipologie di strumenti finanziari ibridi. In particolare, l’adozione, obbligatoria o volontaria, degli IAS/IFRS ha fatto emergere le difficoltà di impiegare, soprattutto nei Paesi dell’Europa Continentale, l’approccio dello standard contabile internazionale sul tema, ossia lo IAS 32, in diversi ordinamenti giuridici e con riferimento a particolari tipi di imprese e forme societarie. Così si spiega l’attivismo dell’EFRAG, organismo contabile dell’Unione Europea, che ha pubblicato due recenti Discussion Papers sulla materia, per contribuire all’individuazione di un criterio più condiviso.
LA CLASSIFICAZIONE DEI FINANZIAMENTI ATTINTI NEGLI IFRS: ANALISI CRITICA E PROBLEMI DI APPLICAZIONE NEL CONTESTO EUROPEO / Maglio, Roberto. - (2015), pp. 1-87.
LA CLASSIFICAZIONE DEI FINANZIAMENTI ATTINTI NEGLI IFRS: ANALISI CRITICA E PROBLEMI DI APPLICAZIONE NEL CONTESTO EUROPEO
MAGLIO, ROBERTO
2015
Abstract
La classificazione dei finanziamenti attinti, tra capitale di proprietà e di credito, costituisce una questione fortemente dibattuta, da circa 25 anni, tra i principali standard setters internazionali. Si sono suggeriti, infatti, diversi criteri per operare la tradizionale distinzione tra mezzi propri e mezzi di terzi, anche nel tentativo di risolvere il problema della classificazione delle nuove tipologie di strumenti finanziari ibridi. In particolare, l’adozione, obbligatoria o volontaria, degli IAS/IFRS ha fatto emergere le difficoltà di impiegare, soprattutto nei Paesi dell’Europa Continentale, l’approccio dello standard contabile internazionale sul tema, ossia lo IAS 32, in diversi ordinamenti giuridici e con riferimento a particolari tipi di imprese e forme societarie. Così si spiega l’attivismo dell’EFRAG, organismo contabile dell’Unione Europea, che ha pubblicato due recenti Discussion Papers sulla materia, per contribuire all’individuazione di un criterio più condiviso.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


