La parola governance suona attualmente come qualcosa di magico: è presente nel dibattito internazionale a proposito di social issues completamente diversi (ambiente, diritti umani, diritti dei lavoratori, etc.); è utilizzata dalla società civile (per indicare la raccolta differenziata di un quartiere, ad esempio); è invocata dai politici, spesso come sinonimo di buona governamentalità. Un uso così inflattivo contribuisce a chiarirne la natura e la portata o, piuttosto, ne aumenta l’ambiguità? In questo contributo propongo un modello assiologico-normativo di governance a partire dal quale poter individuare il principale dilemma che questo dispositivo pone: la sua legittimazione (unitamente alla legittimazione dei suoi meccanismi). Per colmare questo deficit di legittimazione, ricorro a due ipotesi teoriche, alternative tra loro: da un lato la governance in continuità con la governamentalità foucaultiana, si sgancia dal potere statale e ricerca altrove (nell’aggregazione degli interessi e nelle reti informali dove tutto è negoziabile) la sua legittimazione; dall’altro l’argomentazione giuridica, nella forma retorico-persuasiva e in quella dialogica, tenta di legittimare questi nuovi meccanismi.

Governance, governamentalità e legittimazione. Il possibile ruolo dell’argomentazione giuridica

SCAMARDELLA, FRANCESCA
2015

Abstract

La parola governance suona attualmente come qualcosa di magico: è presente nel dibattito internazionale a proposito di social issues completamente diversi (ambiente, diritti umani, diritti dei lavoratori, etc.); è utilizzata dalla società civile (per indicare la raccolta differenziata di un quartiere, ad esempio); è invocata dai politici, spesso come sinonimo di buona governamentalità. Un uso così inflattivo contribuisce a chiarirne la natura e la portata o, piuttosto, ne aumenta l’ambiguità? In questo contributo propongo un modello assiologico-normativo di governance a partire dal quale poter individuare il principale dilemma che questo dispositivo pone: la sua legittimazione (unitamente alla legittimazione dei suoi meccanismi). Per colmare questo deficit di legittimazione, ricorro a due ipotesi teoriche, alternative tra loro: da un lato la governance in continuità con la governamentalità foucaultiana, si sgancia dal potere statale e ricerca altrove (nell’aggregazione degli interessi e nelle reti informali dove tutto è negoziabile) la sua legittimazione; dall’altro l’argomentazione giuridica, nella forma retorico-persuasiva e in quella dialogica, tenta di legittimare questi nuovi meccanismi.
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