Il tema del rapporto tra infrastrutture ferroviarie e territorio, nella sua più attuale declinazione del riuso e della riqualificazione ambientale, si propone oggi in uno scenario complesso, nel quale le competenze dell’architettura appaiono più ampie e meno definite che in passato, una dilatazione del campo di lavoro che riguarda sia i temi affrontati sia i metodi e gli strumenti del progetto. Superata la tradizionale contrapposizione tra città consolidata e periferia, tra spazio costruito e spazio naturale che ha a lungo dominato la teoria e la prassi nel secolo scorso, le occasioni legate alla trasformazione dell’esistente sono diventate ben più frequenti ed importanti rispetto agli interventi di nuova edificazione. Il territorio contemporaneo non è più considerato uno spazio neutro, un vuoto da riempire con nuovi oggetti, ma un luogo complesso in cui si sono stratificate nel tempo tracce e resti della presenza umana, fortemente eterogenei per consistenza, funzione ed identità. E in questo scenario di accentuata frammentazione, nel quale le individualità appaiono prevalenti rispetto al disegno d’insieme, le ferrovie sono tra i pochi elementi in grado di connotare i luoghi, in virtù della chiara identità delle architetture, dell’autonomia dei tracciati rispetto alle condizioni dell’intorno ed alla particolare percezione dello spazio che sono in grado di creare. Nella sua storia l’architettura ha eletto di volta in volta degli ambiti specifici e delle problematiche a materia del proprio pensiero che sono diventate anche il banco di prova per l’avanzamento della ricerca disciplinare. Ed è evidente che proprio il paesaggio, le infrastrutture e i grandi spazi di relazione si siano imposti negli anni più recenti come i temi principali con i quali il progetto contemporaneo è chiamato a misurarsi. L’intreccio tra il repertorio delle architetture e dei tracciati, da un lato, e l’insieme delle relazioni formali, percettive e simboliche che la ferrovia ha stabilito con i luoghi dall’altro, costituisce il filo conduttore del nostro contributo, l’aspetto qualificante rispetto al quale si cercherà di indicare anche alcune possibili tracce di lavoro sulle quali imbastire il progetto di trasformazione di questi luoghi. Nel loro stretto rapporto con la realtà le opere dell’ingegneria modificano la vita degli uomini, ne influenzano le abitudini ed il modo con cui essi si rapportano con il paesaggio. Quando l’opera viene abbandonata ed il legame con la vita bruscamente interrotto, sopravvivono le sole qualità, propriamente contemplative, legate alla perfezione tecnica della costruzione, alla stretta aderenza delle forme al calcolo strutturale, all’uso sapiente dei materiali. Ma l’abbandono e l’azione di degrado del tempo hanno anche la capacità di trasformare l’aspetto di quell’insieme di elementi di origine industriale (le macchine, le apparecchiature elettriche, i tralicci metallici ecc.) che acquistano un carattere d’individualità che inizialmente non possedevano, opere finalmente uniche ed esteticamente interessanti. The theme of the relationship between railway infrastructure and territory, in its most current declination of reuse and the environmental restoration, is today in a complex scenario, in which the skills of architecture appear wider and less defined than in the past, a dilation field of work that deals with both issues addressed both the methods and tools of the project. After the traditional conflict between the consolidated city and suburbs, between built space and natural space that has long dominated the theory and practice in the last century, the opportunities related to the transformation of the existing have become much more frequent and important than the interventions of new edification. The contemporary territory is no longer considered a neutral space, a void to be filled with new items, but a complex place in which they are layered over time traces and remains of human presence, strongly heterogeneous texture, function and identity. And in this scenery of fragmentation, in which the individuality appear prevalent than the overall design, the railways are among the few elements that characterize the places, under the clear identity of the architecture, the autonomy of the tracks than conditions of the surroundings and the particular perception of space which are able to create. Throughout its history, the architecture has elected in each of the specific areas and issues in the matter of his own thought which have also become the test bed for the advancement of research of the discipline. And it is clear that just the landscape, infrastructures and large relational spaces become popular in recent years as the main themes with which the contemporary project is called to compete. The intertwining of the repertoire of the architecture and the tracks, on the one hand, and the set of formal relations, perceptive and symbolic that the railway has established with other places, is the backbone of our contribution, appearance qualifying against which we will try to indicate some possible traces of work on which baste the project of transformation of these places. In their close relationship with the reality of the works of engineering change the lives of men, influence the habits and the way they relate to the landscape. When the building is abandoned and the link with life abruptly ended, the only surviving quality, properly contemplative, related to the technical perfection of construction, the strict adherence to the structural analysis of the shapes, the clever use of materials. But the abandonment and the action of degradation time also have the ability to transform the look of the set of elements of industrial origin (machines, electrical equipment, metal pylons etc.) Who purchase a character d 'individuality that initially did not own, unique artefacts finally and aesthetically interesting.

Progettare "tra" e "con" i resti: i luoghi e le architetture dell’abbandono

VIOLA, FRANCESCO
2015

Abstract

Il tema del rapporto tra infrastrutture ferroviarie e territorio, nella sua più attuale declinazione del riuso e della riqualificazione ambientale, si propone oggi in uno scenario complesso, nel quale le competenze dell’architettura appaiono più ampie e meno definite che in passato, una dilatazione del campo di lavoro che riguarda sia i temi affrontati sia i metodi e gli strumenti del progetto. Superata la tradizionale contrapposizione tra città consolidata e periferia, tra spazio costruito e spazio naturale che ha a lungo dominato la teoria e la prassi nel secolo scorso, le occasioni legate alla trasformazione dell’esistente sono diventate ben più frequenti ed importanti rispetto agli interventi di nuova edificazione. Il territorio contemporaneo non è più considerato uno spazio neutro, un vuoto da riempire con nuovi oggetti, ma un luogo complesso in cui si sono stratificate nel tempo tracce e resti della presenza umana, fortemente eterogenei per consistenza, funzione ed identità. E in questo scenario di accentuata frammentazione, nel quale le individualità appaiono prevalenti rispetto al disegno d’insieme, le ferrovie sono tra i pochi elementi in grado di connotare i luoghi, in virtù della chiara identità delle architetture, dell’autonomia dei tracciati rispetto alle condizioni dell’intorno ed alla particolare percezione dello spazio che sono in grado di creare. Nella sua storia l’architettura ha eletto di volta in volta degli ambiti specifici e delle problematiche a materia del proprio pensiero che sono diventate anche il banco di prova per l’avanzamento della ricerca disciplinare. Ed è evidente che proprio il paesaggio, le infrastrutture e i grandi spazi di relazione si siano imposti negli anni più recenti come i temi principali con i quali il progetto contemporaneo è chiamato a misurarsi. L’intreccio tra il repertorio delle architetture e dei tracciati, da un lato, e l’insieme delle relazioni formali, percettive e simboliche che la ferrovia ha stabilito con i luoghi dall’altro, costituisce il filo conduttore del nostro contributo, l’aspetto qualificante rispetto al quale si cercherà di indicare anche alcune possibili tracce di lavoro sulle quali imbastire il progetto di trasformazione di questi luoghi. Nel loro stretto rapporto con la realtà le opere dell’ingegneria modificano la vita degli uomini, ne influenzano le abitudini ed il modo con cui essi si rapportano con il paesaggio. Quando l’opera viene abbandonata ed il legame con la vita bruscamente interrotto, sopravvivono le sole qualità, propriamente contemplative, legate alla perfezione tecnica della costruzione, alla stretta aderenza delle forme al calcolo strutturale, all’uso sapiente dei materiali. Ma l’abbandono e l’azione di degrado del tempo hanno anche la capacità di trasformare l’aspetto di quell’insieme di elementi di origine industriale (le macchine, le apparecchiature elettriche, i tralicci metallici ecc.) che acquistano un carattere d’individualità che inizialmente non possedevano, opere finalmente uniche ed esteticamente interessanti. The theme of the relationship between railway infrastructure and territory, in its most current declination of reuse and the environmental restoration, is today in a complex scenario, in which the skills of architecture appear wider and less defined than in the past, a dilation field of work that deals with both issues addressed both the methods and tools of the project. After the traditional conflict between the consolidated city and suburbs, between built space and natural space that has long dominated the theory and practice in the last century, the opportunities related to the transformation of the existing have become much more frequent and important than the interventions of new edification. The contemporary territory is no longer considered a neutral space, a void to be filled with new items, but a complex place in which they are layered over time traces and remains of human presence, strongly heterogeneous texture, function and identity. And in this scenery of fragmentation, in which the individuality appear prevalent than the overall design, the railways are among the few elements that characterize the places, under the clear identity of the architecture, the autonomy of the tracks than conditions of the surroundings and the particular perception of space which are able to create. Throughout its history, the architecture has elected in each of the specific areas and issues in the matter of his own thought which have also become the test bed for the advancement of research of the discipline. And it is clear that just the landscape, infrastructures and large relational spaces become popular in recent years as the main themes with which the contemporary project is called to compete. The intertwining of the repertoire of the architecture and the tracks, on the one hand, and the set of formal relations, perceptive and symbolic that the railway has established with other places, is the backbone of our contribution, appearance qualifying against which we will try to indicate some possible traces of work on which baste the project of transformation of these places. In their close relationship with the reality of the works of engineering change the lives of men, influence the habits and the way they relate to the landscape. When the building is abandoned and the link with life abruptly ended, the only surviving quality, properly contemplative, related to the technical perfection of construction, the strict adherence to the structural analysis of the shapes, the clever use of materials. But the abandonment and the action of degradation time also have the ability to transform the look of the set of elements of industrial origin (machines, electrical equipment, metal pylons etc.) Who purchase a character d 'individuality that initially did not own, unique artefacts finally and aesthetically interesting.
9788884975447
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