L’individuazione della soluzione grafica per il logo del nuovo Museo Territoriale della Foce del Po ha preso le mosse dall’oggetto principale della struttura narrativa del futuro museo, cioè l’ambiente del delta del Po nei suoi fondamentali caratteri storici ed ambientali. Una prima caratteristica del territorio, la principale, appare essere quella dell’alternanza, tipica di un delta fluviale tra terra e acqua sino alla confluenza con il mare. Questa suggestione è stata sintetizzata in una visione area, zenitale, che ha assunto i tratti di una forte geometrizzazione espressa mediante l’alternanza di bande cromatiche nei principali colori del verde, del beige e del marrone scuro per la terra, e del celeste per l’acqua, rappresentata mediante una serie di affluenti, sino alla massa più consistente del mare sul fondo della struttura grafica. L’idea di un’alternanza, segnata da una geometria regolare di segni grafici alternati vuole, inoltre, esprimere la più antica antropizzazione del territorio agricolo della Pianura Padana effettuata dai Romani mediante le centuriazioni, assumendo al contempo per semplicità e capacità di astrazione una connotazione fortemente contemporanea.La scelta del logo, assieme alle precedenti che ne connotano la forte specificità territoriale, presenta anche ragioni intrinseche, riferibili al tema grafico dell’alternanza, a partire da studi compiuti in campo pubblicitario negli anni Sessanta sul tema del segno come traccia e da ricerche segnate da una forte astrazione effettuata da autori come Giovanni Fronzoni a partire dagli stessi anni.Tali riferimenti possono poi essere maggiormente specificati in rapporto all’alternanza lune ombre in ricerche visive compiute da fotografi quali Fernando Scianna o Mario Giacomelli.La scelta della semplicità e dell’astrazione grafica, attraverso un logo caratterizzato dall’uso prevalente del colore, ne agevole l’efficacia comunicativa e versatilità di applicazioni. E’ infatti possibile la replica del segno in abbinamento con il lettering istituzionale sia alla piccola che in grande scala, in policromia o in negativo attraverso l’uso del B/N, in scala di grigi ed anche in stampa a secco in rilievo. Le principali applicazioni in campo museografico, come segnaletica, cartellonistica, cartigli e gadget mostrano l’efficacia della scelta effettuata.

2° Posto Concorso nazionale di idee per l’ideazione del nome e del logo del nuovo Museo nel settecentesco Ospedale degli infermi di Comacchio Bandito dal Comune di Comacchio (FE)

MORONE, ALFONSO
2015

Abstract

L’individuazione della soluzione grafica per il logo del nuovo Museo Territoriale della Foce del Po ha preso le mosse dall’oggetto principale della struttura narrativa del futuro museo, cioè l’ambiente del delta del Po nei suoi fondamentali caratteri storici ed ambientali. Una prima caratteristica del territorio, la principale, appare essere quella dell’alternanza, tipica di un delta fluviale tra terra e acqua sino alla confluenza con il mare. Questa suggestione è stata sintetizzata in una visione area, zenitale, che ha assunto i tratti di una forte geometrizzazione espressa mediante l’alternanza di bande cromatiche nei principali colori del verde, del beige e del marrone scuro per la terra, e del celeste per l’acqua, rappresentata mediante una serie di affluenti, sino alla massa più consistente del mare sul fondo della struttura grafica. L’idea di un’alternanza, segnata da una geometria regolare di segni grafici alternati vuole, inoltre, esprimere la più antica antropizzazione del territorio agricolo della Pianura Padana effettuata dai Romani mediante le centuriazioni, assumendo al contempo per semplicità e capacità di astrazione una connotazione fortemente contemporanea.La scelta del logo, assieme alle precedenti che ne connotano la forte specificità territoriale, presenta anche ragioni intrinseche, riferibili al tema grafico dell’alternanza, a partire da studi compiuti in campo pubblicitario negli anni Sessanta sul tema del segno come traccia e da ricerche segnate da una forte astrazione effettuata da autori come Giovanni Fronzoni a partire dagli stessi anni.Tali riferimenti possono poi essere maggiormente specificati in rapporto all’alternanza lune ombre in ricerche visive compiute da fotografi quali Fernando Scianna o Mario Giacomelli.La scelta della semplicità e dell’astrazione grafica, attraverso un logo caratterizzato dall’uso prevalente del colore, ne agevole l’efficacia comunicativa e versatilità di applicazioni. E’ infatti possibile la replica del segno in abbinamento con il lettering istituzionale sia alla piccola che in grande scala, in policromia o in negativo attraverso l’uso del B/N, in scala di grigi ed anche in stampa a secco in rilievo. Le principali applicazioni in campo museografico, come segnaletica, cartellonistica, cartigli e gadget mostrano l’efficacia della scelta effettuata.
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