In questo saggio si focalizza l'attenzione su quegli autori che si sono interessati del complesso di pratiche, usanze, rituali e comportamenti relativi alla nascita, tenendo conto di quella che è stata la storia sanitaria del paese. L'ottica positivista costituisce il filtro ideologico per quanti si accostano alle medicine popolari tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, soprattutto quando si tratta di medici che documentano rituali e pratiche popolari collegate alla nascita ed è solo a partire dagli anni Cinquanta che si assiste a un cambiamento, sia a livello ideologico che nelle politiche sanitarie. I ricercatori del secondo dopoguerra oscillano, infatti, tra l'approccio di chi documenta pratiche e usanze relative alla maternità e la denuncia delle condizioni di miseria delle classi contadine, come de Martino, che colloca la nascita e la prima infanzia all'interno della rappresentazione magica della malattia. Gli anni Ottanta sono indicativi di una svolta, che è in linea con le aperture internazionali e con l'approccio interdisciplinare, sulla scia delle rivendicazioni che provengono dai movimenti femministi. Il Convegno Le Culture del parto, organizzato nel gennaio 1985 a Milano, rappresenta un momento significativo delle riflessioni di questo periodo.

Il percorso nascita: dalle medicine popolari a "Le culture del parto" (1985)

RANISIO, GIANFRANCA ANGELA RITA
2014

Abstract

In questo saggio si focalizza l'attenzione su quegli autori che si sono interessati del complesso di pratiche, usanze, rituali e comportamenti relativi alla nascita, tenendo conto di quella che è stata la storia sanitaria del paese. L'ottica positivista costituisce il filtro ideologico per quanti si accostano alle medicine popolari tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, soprattutto quando si tratta di medici che documentano rituali e pratiche popolari collegate alla nascita ed è solo a partire dagli anni Cinquanta che si assiste a un cambiamento, sia a livello ideologico che nelle politiche sanitarie. I ricercatori del secondo dopoguerra oscillano, infatti, tra l'approccio di chi documenta pratiche e usanze relative alla maternità e la denuncia delle condizioni di miseria delle classi contadine, come de Martino, che colloca la nascita e la prima infanzia all'interno della rappresentazione magica della malattia. Gli anni Ottanta sono indicativi di una svolta, che è in linea con le aperture internazionali e con l'approccio interdisciplinare, sulla scia delle rivendicazioni che provengono dai movimenti femministi. Il Convegno Le Culture del parto, organizzato nel gennaio 1985 a Milano, rappresenta un momento significativo delle riflessioni di questo periodo.
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