La città è una struttura antropica che sembra avviarsi verso una sempre maggiore complessità e che si caratterizza come un insieme sistematico di attività il cui funzionamento necessita di tecnologie avanzate a larga diffusione, del web come ambiente di comunicazione e di rilevanti quantità di energia per il suo movimento e il suo benessere. Ciò porta ad un sistema altamente impattante in termini di consumi e di emissioni e fa sì che le città siano le strutture artificiali che danno il massimo apporto all’aggravarsi dei processi di cambiamento climatico. La città è, tra le strutture antropiche organizzate, quella in cui qualsiasi fenomeno territoriale (dai processi di sviluppo economico alle relazioni tra classi o tra gruppi etnici, dall’intervento pubblico all’accumulazione di capitale, al consumo di risorse) assume la sua maggiore forza (Castell 1983); d’altro canto proprio nell’“arena urbana” si concentrano le maggiori polarizzazioni nelle trasformazioni territoriali (Kirby 1995). Le città europee sono state e sono al centro di processi continui che ne mutano la forma pur mantenendone i caratteri fondamentali. Esse sono posizionate in uno spazio territoriale dalle caratteristiche ben definite: pianificato, ad alto reddito, democratico e con diritti civili ben tutelati. Le città ne hanno beneficiato assorbendo ed applicando al loro interno le innovazioni che si sono accumulate nel tempo senza che ciò ne stravolgesse eccessivamente i caratteri fondamentali. L’ultima sfida che esse si trovano a dover affrontare è l’applicazione effettiva di modelli di pianificazione e di tecnologie sostenibili ai processi economici e sociali in modo da ottenere un controllo maggiore (nello spirito del termine “mitigazione”) dei fenomeni estremi che possono avvenire in ambito urbano a seguito dei processi di cambiamento climatico. Questa sfida da obbligo morale può trasformarsi in ulteriore occasione di crescita economica e le città che maggiormente puntano su questo nuovo modo di fare economia possono oggettivamente pensare di ottenere ricadute positive, non solo in termini economici ma anche in termini di immagine e di vantaggio competitivo. Il paper approfondisce questo aspetto analizzando alcuni casi studio e mettendo in luce come il processo, fondato sull’attenzione costante all’ambiente come risorsa e all’economia come occasione di sviluppo, può considerarsi irreversibile.

Cambiamento climatico ed economia della sostenibilità: nuovi strumenti della pianificazione urbana e loro impatto sul ruolo e sull’immagine della città europea

RUSSO, LAURA
2014

Abstract

La città è una struttura antropica che sembra avviarsi verso una sempre maggiore complessità e che si caratterizza come un insieme sistematico di attività il cui funzionamento necessita di tecnologie avanzate a larga diffusione, del web come ambiente di comunicazione e di rilevanti quantità di energia per il suo movimento e il suo benessere. Ciò porta ad un sistema altamente impattante in termini di consumi e di emissioni e fa sì che le città siano le strutture artificiali che danno il massimo apporto all’aggravarsi dei processi di cambiamento climatico. La città è, tra le strutture antropiche organizzate, quella in cui qualsiasi fenomeno territoriale (dai processi di sviluppo economico alle relazioni tra classi o tra gruppi etnici, dall’intervento pubblico all’accumulazione di capitale, al consumo di risorse) assume la sua maggiore forza (Castell 1983); d’altro canto proprio nell’“arena urbana” si concentrano le maggiori polarizzazioni nelle trasformazioni territoriali (Kirby 1995). Le città europee sono state e sono al centro di processi continui che ne mutano la forma pur mantenendone i caratteri fondamentali. Esse sono posizionate in uno spazio territoriale dalle caratteristiche ben definite: pianificato, ad alto reddito, democratico e con diritti civili ben tutelati. Le città ne hanno beneficiato assorbendo ed applicando al loro interno le innovazioni che si sono accumulate nel tempo senza che ciò ne stravolgesse eccessivamente i caratteri fondamentali. L’ultima sfida che esse si trovano a dover affrontare è l’applicazione effettiva di modelli di pianificazione e di tecnologie sostenibili ai processi economici e sociali in modo da ottenere un controllo maggiore (nello spirito del termine “mitigazione”) dei fenomeni estremi che possono avvenire in ambito urbano a seguito dei processi di cambiamento climatico. Questa sfida da obbligo morale può trasformarsi in ulteriore occasione di crescita economica e le città che maggiormente puntano su questo nuovo modo di fare economia possono oggettivamente pensare di ottenere ricadute positive, non solo in termini economici ma anche in termini di immagine e di vantaggio competitivo. Il paper approfondisce questo aspetto analizzando alcuni casi studio e mettendo in luce come il processo, fondato sull’attenzione costante all’ambiente come risorsa e all’economia come occasione di sviluppo, può considerarsi irreversibile.
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