Il lavoro di ricerca ha come obiettivo l'indagine della rappresentazione infantile delle emozioni, più precisamente dell'allegria e della tristezza, in due differenti fasce d'età, 5 e 9 anni, e nei due generi, femminile e maschile (114 soggetti, 53 bambini di 5 anni e 61 di 9 anni). A partire dall'obiettivo specifico di cogliere come i bambini configurano le proprie relazioni con i coetanei al variare dello stato emotivo del partner sono state osservate le differenze di genere ed età rispetto a: la reazione del bambino all'emozione dell'altro (allegria e tristezza) in termini di vicinanza, lontananza e somiglianza tra le due figure disegnate; la presenza di condivisione emotiva tra i partner, ovvero il clima emotivo del disegno; la frequenza con cui nei due disegni compare il medesimo partner (ora allegro, ora triste) oppure i due stati emotivi sono attribuiti a partner differenti. Per la codifica dei disegni è stata utilizzata la scheda di codifica proposta dalle Autrici. Dai risultati non emerge una significativa differenza tra le due fasce d'età e tra i due generi nella Scala della Coesione, indice di un mantenimento della relazione in entrambi gli stati emotivi. Differenze significative tra le due fasce d'età emergono nella Scala di Distanziamento e Somiglianza: è presente, infatti, un distanziamento maggiore nel disegno della tristezza nel gruppo di bambini di 9 anni che fa porre attenzione proprio ad una distanza che i bambini di tale fascia d'età pongono con l'amico triste, facendo trasparire un forte bisogno di autonomia personale. Tale paura di contagio è avvalorata anche dai risultati ottenuti nell'analisi del clima emotivo: il medesimo stato d'animo è presente maggiormente nel gruppo di bambini di 5 anni rispetto a quello di 9 anni e tale dato è significativo proprio nel disegno della tristezza. Inoltre, il medesimo partner è raffigurato in misura maggiore nei bambini di 5 anni. Significativi sono stati i risultati sulle differenze tra i due generi, riscontrate solo nei bambini di 9 anni: se nella Scala di Coesione tale differenza non emerge, nella Scala di Distanziamento, come in quella della Somiglianza, tale differenza è evidente. Sono i maschi di 9 anni a distanziarsi maggiormente dal partner triste facendo supporre maggiori difese rispetto a questo stato d'animo negativo e, inoltre, a disegnare le due figure con maggiori differenze rispetto alle femmine, soprattutto nei disegni della tristezza. Per una paura di confondersi, non dimentichiamo anche il mancato contagio emotivo nei bambini di 9 anni, i maschi sembrano rifuggire dall'emozione dell'altro, mentre le bambine avvicinarsi sempre di più. In un secondo momento, osservando i disegni, si è notato come bambini di 5 anni difficilmente rendevano comprensibili all'osservatore le cause dell'emozione provata dal partner, a differenza dei bambini di 9 anni che inscenavano la situazione. Si è allora proceduto ad un'ulteriore analisi sui disegni e i risultati confermano tale suggestione: i bambini di 5 anni, pur rappresentando l'emozione mediante il volto e il corpo, è come se non avessero una chiara conoscenza della causa che ha provocato quella data emozione. Nei bambini di 9 anni, invece, appare una chiara conoscenza delle cause delle emozioni e, per tale motivo, l'esigenza di rappresentarla per permettere, anche, a chi guarderà il proprio disegno di comprendere in toto cosa è accaduto.

Allegria e Tristezza: il disegno infantile delle emozioni

DONSI', LUCIA;PAROLA, ANNA
2015

Abstract

Il lavoro di ricerca ha come obiettivo l'indagine della rappresentazione infantile delle emozioni, più precisamente dell'allegria e della tristezza, in due differenti fasce d'età, 5 e 9 anni, e nei due generi, femminile e maschile (114 soggetti, 53 bambini di 5 anni e 61 di 9 anni). A partire dall'obiettivo specifico di cogliere come i bambini configurano le proprie relazioni con i coetanei al variare dello stato emotivo del partner sono state osservate le differenze di genere ed età rispetto a: la reazione del bambino all'emozione dell'altro (allegria e tristezza) in termini di vicinanza, lontananza e somiglianza tra le due figure disegnate; la presenza di condivisione emotiva tra i partner, ovvero il clima emotivo del disegno; la frequenza con cui nei due disegni compare il medesimo partner (ora allegro, ora triste) oppure i due stati emotivi sono attribuiti a partner differenti. Per la codifica dei disegni è stata utilizzata la scheda di codifica proposta dalle Autrici. Dai risultati non emerge una significativa differenza tra le due fasce d'età e tra i due generi nella Scala della Coesione, indice di un mantenimento della relazione in entrambi gli stati emotivi. Differenze significative tra le due fasce d'età emergono nella Scala di Distanziamento e Somiglianza: è presente, infatti, un distanziamento maggiore nel disegno della tristezza nel gruppo di bambini di 9 anni che fa porre attenzione proprio ad una distanza che i bambini di tale fascia d'età pongono con l'amico triste, facendo trasparire un forte bisogno di autonomia personale. Tale paura di contagio è avvalorata anche dai risultati ottenuti nell'analisi del clima emotivo: il medesimo stato d'animo è presente maggiormente nel gruppo di bambini di 5 anni rispetto a quello di 9 anni e tale dato è significativo proprio nel disegno della tristezza. Inoltre, il medesimo partner è raffigurato in misura maggiore nei bambini di 5 anni. Significativi sono stati i risultati sulle differenze tra i due generi, riscontrate solo nei bambini di 9 anni: se nella Scala di Coesione tale differenza non emerge, nella Scala di Distanziamento, come in quella della Somiglianza, tale differenza è evidente. Sono i maschi di 9 anni a distanziarsi maggiormente dal partner triste facendo supporre maggiori difese rispetto a questo stato d'animo negativo e, inoltre, a disegnare le due figure con maggiori differenze rispetto alle femmine, soprattutto nei disegni della tristezza. Per una paura di confondersi, non dimentichiamo anche il mancato contagio emotivo nei bambini di 9 anni, i maschi sembrano rifuggire dall'emozione dell'altro, mentre le bambine avvicinarsi sempre di più. In un secondo momento, osservando i disegni, si è notato come bambini di 5 anni difficilmente rendevano comprensibili all'osservatore le cause dell'emozione provata dal partner, a differenza dei bambini di 9 anni che inscenavano la situazione. Si è allora proceduto ad un'ulteriore analisi sui disegni e i risultati confermano tale suggestione: i bambini di 5 anni, pur rappresentando l'emozione mediante il volto e il corpo, è come se non avessero una chiara conoscenza della causa che ha provocato quella data emozione. Nei bambini di 9 anni, invece, appare una chiara conoscenza delle cause delle emozioni e, per tale motivo, l'esigenza di rappresentarla per permettere, anche, a chi guarderà il proprio disegno di comprendere in toto cosa è accaduto.
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