Il lavoro ha studiato la categorizzazione e la valutazione di bugia e verità di bambini in età scolare e giovani adulti universitari utilizzando 8 brevi storie in cui variava sia l’intenzione comunicativa del protagonista (aiutare o danneggiare l’interlocutore) che il contesto comunicativo (informativo o di cortesia). A 90 soggetti (M:48; F:42), 29 alunni della prima (e. m. 6.7) e 31 della quinta classe della scuola primaria (e. m. 10,5) e a 30 studenti universitari (e.m. 21.5) è stato richiesto di riconoscere se le affermazioni del protagonista fossero bugie o verità; se bugie, quanto grandi; e di valutarne il grado di cattiveria o di bontà, motivando quest’ultima risposta. Dai risultati emerge che solo il riconoscimento corretto delle verità dipende dall’intenzione del parlante e dal contesto in cui la verità viene espressa; che i bambini di prima classe sono più severi degli altri partecipanti in tutte le loro valutazioni; che le valutazioni morali di bugia e verità degli alunni di quinta e degli universitari sono influenzate dall’ intenzione e dal contesto (tanto che la bugia di cortesia per aiutare diventa significativamente più piccola e meno grave). Le motivazioni alle risposte, assegnate a 7 categorie e sottoposte ad Analisi delle Corrispondenze Multiple, riconfermano il contrasto tra i giudizi morali dei bambini di 6 anni e quelli degli altri due gruppi. Complessivamente, i nostri risultati evidenziano interessanti differenze con ricerche in contesto extraeuropeo (Xu et al., 2009), suggerendo l’importanza di studi cross-culturali sul tema.

Concettualizzazione e valutazione di bugia e verità: una ricerca con bambini e giovani adulti

DONSI', LUCIA;PALUMBO, FRANCESCO
2015

Abstract

Il lavoro ha studiato la categorizzazione e la valutazione di bugia e verità di bambini in età scolare e giovani adulti universitari utilizzando 8 brevi storie in cui variava sia l’intenzione comunicativa del protagonista (aiutare o danneggiare l’interlocutore) che il contesto comunicativo (informativo o di cortesia). A 90 soggetti (M:48; F:42), 29 alunni della prima (e. m. 6.7) e 31 della quinta classe della scuola primaria (e. m. 10,5) e a 30 studenti universitari (e.m. 21.5) è stato richiesto di riconoscere se le affermazioni del protagonista fossero bugie o verità; se bugie, quanto grandi; e di valutarne il grado di cattiveria o di bontà, motivando quest’ultima risposta. Dai risultati emerge che solo il riconoscimento corretto delle verità dipende dall’intenzione del parlante e dal contesto in cui la verità viene espressa; che i bambini di prima classe sono più severi degli altri partecipanti in tutte le loro valutazioni; che le valutazioni morali di bugia e verità degli alunni di quinta e degli universitari sono influenzate dall’ intenzione e dal contesto (tanto che la bugia di cortesia per aiutare diventa significativamente più piccola e meno grave). Le motivazioni alle risposte, assegnate a 7 categorie e sottoposte ad Analisi delle Corrispondenze Multiple, riconfermano il contrasto tra i giudizi morali dei bambini di 6 anni e quelli degli altri due gruppi. Complessivamente, i nostri risultati evidenziano interessanti differenze con ricerche in contesto extraeuropeo (Xu et al., 2009), suggerendo l’importanza di studi cross-culturali sul tema.
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