Questo lavoro ha indagato la comprensione e la valutazione, in età evolutiva, della “bugia blu”, ovvero della menzogna detta a beneficio di una collettività (il proprio gruppo). A 150 soggetti di entrambi i generi, suddivisi in tre gruppi di e. m. 8.5; 11.7 e. 20.4, è stato richiesto di valutare le affermazioni del protagonista di 4 brevi storie che implicavano un conflitto tra il beneficio del sé e quello della collettività, che richiedeva di preferire l’uno o l’altra: in esse variava sia il tipo di affermazione (bugia o verità) che il beneficiario (gruppo o se stesso). In relazione a ciascuna storia ai partecipanti veniva richiesto il beneficiario della scelta (la collettività, il protagonista o nessuno); se l’affermazione fosse una bugia, una verità o qualcos’altro; di valutare il grado di bontà/cattiveria dell’affermazione su una scala graduata a 7 punti (da molto molto buono a molto molto cattivo). I risultati mostrano che esiste una differenza significativa legata all’età sia nell’indicazione del beneficiario dell’affermazione del protagonista che nella classificazione delle risposte come bugie o verità, ma non nel senso di un miglioramento lineare. Inoltre, segnalano l’ incremento, con l’aumentare dell’età, della valutazione positiva del mentire a vantaggio della collettività, con una differenza significativa tra bambini da una parte e preadolescenti e giovani adulti dall’altra, che indica una complessa influenza del contesto socioculturale che spinge a ulteriori approfondimenti.
Mentire in nome del bene collettivo: una ricerca sulle “bugie blu” in età evolutiva / Donsi', Lucia; C., Toscano; A., Panico. - In: NEA SCIENCE. - ISSN 2282-6009. - 6:(2015), pp. 26-42.
Mentire in nome del bene collettivo: una ricerca sulle “bugie blu” in età evolutiva
DONSI', LUCIA;
2015
Abstract
Questo lavoro ha indagato la comprensione e la valutazione, in età evolutiva, della “bugia blu”, ovvero della menzogna detta a beneficio di una collettività (il proprio gruppo). A 150 soggetti di entrambi i generi, suddivisi in tre gruppi di e. m. 8.5; 11.7 e. 20.4, è stato richiesto di valutare le affermazioni del protagonista di 4 brevi storie che implicavano un conflitto tra il beneficio del sé e quello della collettività, che richiedeva di preferire l’uno o l’altra: in esse variava sia il tipo di affermazione (bugia o verità) che il beneficiario (gruppo o se stesso). In relazione a ciascuna storia ai partecipanti veniva richiesto il beneficiario della scelta (la collettività, il protagonista o nessuno); se l’affermazione fosse una bugia, una verità o qualcos’altro; di valutare il grado di bontà/cattiveria dell’affermazione su una scala graduata a 7 punti (da molto molto buono a molto molto cattivo). I risultati mostrano che esiste una differenza significativa legata all’età sia nell’indicazione del beneficiario dell’affermazione del protagonista che nella classificazione delle risposte come bugie o verità, ma non nel senso di un miglioramento lineare. Inoltre, segnalano l’ incremento, con l’aumentare dell’età, della valutazione positiva del mentire a vantaggio della collettività, con una differenza significativa tra bambini da una parte e preadolescenti e giovani adulti dall’altra, che indica una complessa influenza del contesto socioculturale che spinge a ulteriori approfondimenti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


