La proposta progettuale riguarda il completamento della testata dell’isolato triangolare che definisce uno dei fronti dello slargo di piazza Pignasecca. Il nuovo edificio, costruito sul sedime del blocco corollato con i bombardamenti dl secondo conflitto mondiale (di cui rimane solo il piano terra), ridefinisce la testata dell’isolato verso lo slargo in direzione di via Portamedina accogliendo al suo interno una pluralità di funzioni a carattere collettivo e realizzando alla quota stradale una inedita piazza coperta. La configurazione del manufatto è determinata dalla geometria del lotto ricondotta ad una figura triangolare a partire dalla costruzione di due sponde in aderenza con gli edifici esistenti. Tali corpi di “sostruzione” - destinati ai servizi (6 x 18 m) e ai collegamenti verticali (10 x 4,50m) - sostengono sia staticamente che figurativamente il volume trapezoidale sospeso di maggiore ampiezza (con lati in aggetto di 21 e 18 m) e superficie articolato in due livelli sovrapposti. Il più alto, posto in continuità con l’edifico adiacente di cui riprende la direzione e la quota d’imposta (c.a. 26 metri), ospita un’aula studio multifunzionale (studio, mostre, riunioni, proiezioni, video conferenze) di 235 mq rivolta agli studenti del Dipartimento di Architettura mentre il secondo più basso e loggiato ospita un bar ristoro e internet point di 140mq oltre aduna balconata aperta sul largo Pignasecca e sua via Forno Vecchio di 95 mq. Da tale loggia si accede, mediante un condotto che scavalca via Forno vecchio, in corrispondenza di uno dei partiti di facciata al 4° piano del complesso che ospita il Dipartimento di Architettura opera di Marcello Canino. Al piano terra e al primo del corpo addossato di maggiore spessore trovano ricollocazione le attività commerciali e mercatali oggi presenti che ampliano in una condizione di piazza coperta a tripla altezza (16 metri) le attività già presenti in situ. Riguardo la definizione formale l’edifico accentua il suo carattere di verticalità mediante l’adozione di un partito di bucature allungate che definiscono una fitta maglia che dall’alto verso l’invaso sottostante si dirada per consentire la corretta illuminazione naturale dell’invaso basamentale e per sostenere - attraverso dei pendoli, via via più radi in ragione dei carichi, e derivati dalla modularità del corpo di coronamento - la loggia e la pensilina praticabile di accesso alla piazza coperta e al secondo livello dei locali commerciali. In altri termini gran parte del carattere architettonico-figurativo è affidato alla messa in opera e in rappresentazione delle forme costruttive adoperate ricondotte a misura e proporzione rendendo espressiva ed emenciapndo, in tal modo, la loro ovvietà tecnica. L’obiettivo compositivo è quello della ricerca di forme adeguate rispondenti al tema e al valore di un edificio collettivo per l’oggi in grado di confrontarsi con un tessuto consolidato senza ammiccamenti rifuggendo esibizioni e incomprensibili agonismi figurativi intellegibili puntando invece alla finitezza e alla concisione e alla chiara manifestazione dei sistemi sintattici che connotano le diverse parti. A sottolineare la soluzione d’angolo e a supporto tettonico del rilevante aggetto dei due livelli per le attività collettive è collocata una colonna di ampio diametro contenete i sistemi tecnologici e impiantistici a servizio dell’intero edifico. La piazza coperta, ricavata al di sotto dei due piani per attività collettive e di ristoro, se di giorno potrà offrire un utile ampliamento delle attività commerciali già presenti e esposizione di prodotti tipici e degustazioni, di sera potrà accogliere Wine-bar, manifestazioni musicali, teatrali e danzanti oltre che - recuperando la tradizione delle logge civiche - un luogo coperto per manifestazioni rivolte alla cittadinanza del quartiere e per eventi culturali promossi della vicina Università a favore della ampia e vivace popolazione studentesca. Resta la speranza che l’irruzione di un’architettura civile come quella che si propone possa contribuire - al di là di sociologismi e slogan - al reale miglioramento della condizione di degrado e incapacità di rinnovamento in cui oramai da troppi anni versa questa dolente e nobilissima città.

Pignasecca, il palazzo triangolare che riempie un vuoto urbano

CAPOZZI, RENATO;VISCONTI, FEDERICA;
2015

Abstract

La proposta progettuale riguarda il completamento della testata dell’isolato triangolare che definisce uno dei fronti dello slargo di piazza Pignasecca. Il nuovo edificio, costruito sul sedime del blocco corollato con i bombardamenti dl secondo conflitto mondiale (di cui rimane solo il piano terra), ridefinisce la testata dell’isolato verso lo slargo in direzione di via Portamedina accogliendo al suo interno una pluralità di funzioni a carattere collettivo e realizzando alla quota stradale una inedita piazza coperta. La configurazione del manufatto è determinata dalla geometria del lotto ricondotta ad una figura triangolare a partire dalla costruzione di due sponde in aderenza con gli edifici esistenti. Tali corpi di “sostruzione” - destinati ai servizi (6 x 18 m) e ai collegamenti verticali (10 x 4,50m) - sostengono sia staticamente che figurativamente il volume trapezoidale sospeso di maggiore ampiezza (con lati in aggetto di 21 e 18 m) e superficie articolato in due livelli sovrapposti. Il più alto, posto in continuità con l’edifico adiacente di cui riprende la direzione e la quota d’imposta (c.a. 26 metri), ospita un’aula studio multifunzionale (studio, mostre, riunioni, proiezioni, video conferenze) di 235 mq rivolta agli studenti del Dipartimento di Architettura mentre il secondo più basso e loggiato ospita un bar ristoro e internet point di 140mq oltre aduna balconata aperta sul largo Pignasecca e sua via Forno Vecchio di 95 mq. Da tale loggia si accede, mediante un condotto che scavalca via Forno vecchio, in corrispondenza di uno dei partiti di facciata al 4° piano del complesso che ospita il Dipartimento di Architettura opera di Marcello Canino. Al piano terra e al primo del corpo addossato di maggiore spessore trovano ricollocazione le attività commerciali e mercatali oggi presenti che ampliano in una condizione di piazza coperta a tripla altezza (16 metri) le attività già presenti in situ. Riguardo la definizione formale l’edifico accentua il suo carattere di verticalità mediante l’adozione di un partito di bucature allungate che definiscono una fitta maglia che dall’alto verso l’invaso sottostante si dirada per consentire la corretta illuminazione naturale dell’invaso basamentale e per sostenere - attraverso dei pendoli, via via più radi in ragione dei carichi, e derivati dalla modularità del corpo di coronamento - la loggia e la pensilina praticabile di accesso alla piazza coperta e al secondo livello dei locali commerciali. In altri termini gran parte del carattere architettonico-figurativo è affidato alla messa in opera e in rappresentazione delle forme costruttive adoperate ricondotte a misura e proporzione rendendo espressiva ed emenciapndo, in tal modo, la loro ovvietà tecnica. L’obiettivo compositivo è quello della ricerca di forme adeguate rispondenti al tema e al valore di un edificio collettivo per l’oggi in grado di confrontarsi con un tessuto consolidato senza ammiccamenti rifuggendo esibizioni e incomprensibili agonismi figurativi intellegibili puntando invece alla finitezza e alla concisione e alla chiara manifestazione dei sistemi sintattici che connotano le diverse parti. A sottolineare la soluzione d’angolo e a supporto tettonico del rilevante aggetto dei due livelli per le attività collettive è collocata una colonna di ampio diametro contenete i sistemi tecnologici e impiantistici a servizio dell’intero edifico. La piazza coperta, ricavata al di sotto dei due piani per attività collettive e di ristoro, se di giorno potrà offrire un utile ampliamento delle attività commerciali già presenti e esposizione di prodotti tipici e degustazioni, di sera potrà accogliere Wine-bar, manifestazioni musicali, teatrali e danzanti oltre che - recuperando la tradizione delle logge civiche - un luogo coperto per manifestazioni rivolte alla cittadinanza del quartiere e per eventi culturali promossi della vicina Università a favore della ampia e vivace popolazione studentesca. Resta la speranza che l’irruzione di un’architettura civile come quella che si propone possa contribuire - al di là di sociologismi e slogan - al reale miglioramento della condizione di degrado e incapacità di rinnovamento in cui oramai da troppi anni versa questa dolente e nobilissima città.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/606490
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact