L’allevamento di bufale rappresenta il fulcro dell’economia di alcune aree della Regione Campania, costituendo, peraltro, una peculiarità nell’ambito della Comunità Economica Europea ed un’eccellenza del Paese. Tuttavia, la gestione delle aziende bufaline determina alcuni gravosi problemi ambientali. Un primo problema è costituito dal soddisfacimento del fabbisogno idrico per l’abbeveraggio dei capi, l’asportazione delle deiezioni, il lavaggio dei locali e dell'impianto di mungitura, reso talvolta a maggior ragione difficoltoso dalla distanza di infrastrutture di rifornimento della riserva. Congruentemente con gli indirizzi strategici volti all’adozione, in tutti i campi, di sistemi di risparmio e riciclo dell’acqua, è evidente la necessità che siano individuate soluzioni tecnologiche adeguate a riguardo, tra le quali rientra il ricorso ad impianti di depurazione dei reflui aziendali, realizzati con l’obiettivo, tra gli altri, di assicurare la produzione di acqua idonea al riuso nello stesso ambito. Tale provvedimento, peraltro, rappresenta una soluzione ad una seconda criticità delle aziende zootecniche, legata all’esigenza di dover smaltire in modo appropriato i suddetti reflui, in linea con le limitazioni sempre più stringenti previste dalle norme emanate in Italia negli ultimi anni sulla base di Direttive Comunitarie. Può ben dirsi, quindi, che la necessità di ricorrere a processi e tecnologie idonei al risparmio ed al riutilizzo idrico nonché al corretto smaltimento dei reflui rappresenti, e rappresenterà sempre di più in futuro, un’esigenza imprescindibile per gli operatori del settore. Tra le soluzioni all’uopo prese in considerazione, particolare interesse ha suscitato il ricorso a cicli depurativi dei reflui che prevedono, tra le altre, una fase di digestione anaerobica, che, come è noto, assicura la produzione di biogas, utilizzabile, in primis, per ottimizzare le condizioni di svolgimento dello stesso processo depurativo, ma anche, nel caso di surplus, per il soddisfacimento di ulteriori richieste energetiche da parte dell’azienda. È proprio in quest’ottica che si inquadra il progetto STABULUM, finanziato, nell’ambito della Misura 124 del PSR 2007-2013, dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania all’Associazione Temporanea di Scopo costituita da: Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il ruolo di capofila e la funzione di coordinamento delle attività; Azienda Agricola Colangelo Davide, sita in Capaccio (SA); CEMS - Cooperativa ElettroMeccanica Sud, con sede in Nola (NA). Il progetto, messo a punto dai ricercatori del DICEA, ha riguardato la realizzazione presso l’azienda Colangelo, da parte della CEMS, di un impianto integrato di depurazione di reflui bufalini, con potenzialità corrispondente al trattamento delle deiezioni prodotte da 70 capi in stabulazione libera, in grado di realizzare il recupero energetico e di garantire la produzione di acqua idonea al riutilizzo in ambito aziendale oppure allo smaltimento in linea con le disposizioni normative all’uopo vigenti. Nel volume viene riportata una sintesi delle attività sviluppate nell’ambito del Progetto, fornendo utili indicazioni per la sua applicazione in altre realtà aziendali.

Sistema Integrato di Trattamento di Reflui Bufalini Volto al Recupero Idrico ed al Risparmio Energetico

ANDREOZZI, ROBERTO;D'ANTONIO, GIUSEPPE;FABBRICINO, MASSIMILIANO;FRUNZO, LUIGI;LUONGO, VINCENZO;PIANESE, DOMENICO;PIROZZI, FRANCESCO;ESPOSITO, GIOVANNI
2015

Abstract

L’allevamento di bufale rappresenta il fulcro dell’economia di alcune aree della Regione Campania, costituendo, peraltro, una peculiarità nell’ambito della Comunità Economica Europea ed un’eccellenza del Paese. Tuttavia, la gestione delle aziende bufaline determina alcuni gravosi problemi ambientali. Un primo problema è costituito dal soddisfacimento del fabbisogno idrico per l’abbeveraggio dei capi, l’asportazione delle deiezioni, il lavaggio dei locali e dell'impianto di mungitura, reso talvolta a maggior ragione difficoltoso dalla distanza di infrastrutture di rifornimento della riserva. Congruentemente con gli indirizzi strategici volti all’adozione, in tutti i campi, di sistemi di risparmio e riciclo dell’acqua, è evidente la necessità che siano individuate soluzioni tecnologiche adeguate a riguardo, tra le quali rientra il ricorso ad impianti di depurazione dei reflui aziendali, realizzati con l’obiettivo, tra gli altri, di assicurare la produzione di acqua idonea al riuso nello stesso ambito. Tale provvedimento, peraltro, rappresenta una soluzione ad una seconda criticità delle aziende zootecniche, legata all’esigenza di dover smaltire in modo appropriato i suddetti reflui, in linea con le limitazioni sempre più stringenti previste dalle norme emanate in Italia negli ultimi anni sulla base di Direttive Comunitarie. Può ben dirsi, quindi, che la necessità di ricorrere a processi e tecnologie idonei al risparmio ed al riutilizzo idrico nonché al corretto smaltimento dei reflui rappresenti, e rappresenterà sempre di più in futuro, un’esigenza imprescindibile per gli operatori del settore. Tra le soluzioni all’uopo prese in considerazione, particolare interesse ha suscitato il ricorso a cicli depurativi dei reflui che prevedono, tra le altre, una fase di digestione anaerobica, che, come è noto, assicura la produzione di biogas, utilizzabile, in primis, per ottimizzare le condizioni di svolgimento dello stesso processo depurativo, ma anche, nel caso di surplus, per il soddisfacimento di ulteriori richieste energetiche da parte dell’azienda. È proprio in quest’ottica che si inquadra il progetto STABULUM, finanziato, nell’ambito della Misura 124 del PSR 2007-2013, dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania all’Associazione Temporanea di Scopo costituita da: Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il ruolo di capofila e la funzione di coordinamento delle attività; Azienda Agricola Colangelo Davide, sita in Capaccio (SA); CEMS - Cooperativa ElettroMeccanica Sud, con sede in Nola (NA). Il progetto, messo a punto dai ricercatori del DICEA, ha riguardato la realizzazione presso l’azienda Colangelo, da parte della CEMS, di un impianto integrato di depurazione di reflui bufalini, con potenzialità corrispondente al trattamento delle deiezioni prodotte da 70 capi in stabulazione libera, in grado di realizzare il recupero energetico e di garantire la produzione di acqua idonea al riutilizzo in ambito aziendale oppure allo smaltimento in linea con le disposizioni normative all’uopo vigenti. Nel volume viene riportata una sintesi delle attività sviluppate nell’ambito del Progetto, fornendo utili indicazioni per la sua applicazione in altre realtà aziendali.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/601818
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact