Gli effetti biologici tardivi della radiazione ionizzante sono di interesse per i danni al tessuto sano derivanti dal trattamento radioterapico. Ioni come il carbonio risultano in una dose a queste cellule molto ridotta rispetto ai fotoni, ma la maggiore efficacia di queste particelle nel causare morte clonogenica, essenziale per eradicare tumori radioresistenti, potrebbe tradursi in un???efficacia altrettanto elevata anche per altre forme di danno radioindotto. In vitro la senescenza è inducibile da vari agenti: in questi casi essa non appare come stadio fisiologico che prelude all???esaurimento del potenziale proliferativo e alla differenziazione terminale della cellula, ma si configura come vero e proprio meccanismo alternativo a morte e trasformazione neoplastica. Tuttavia, l???accumularsi di tale fenotipo in vivo può compromettere la funzionalità del tessuto interessato e, in ultima analisi, favorire l???insorgenza di tumori secondari attraverso la destabilizzazione del genoma. Vanno quindi compresi dipendenza di tale risposta dalla qualità della radiazione (ioni vs. fotoni) e meccanismi (ruolo degli oncogeni vs. telomeri). Abbiamo studiato la senescenza nel sistema modello endoteliale HUVEC per un fascio di carbonio usato per radioterapia (GSI, Germania). In parallelo, è stata misurata la lunghezza media telomerica dalle intensità di fluorescenza di un marcatore pantelomerico e uno centromerico. Raggi X hanno funto da radiazione di riferimento. I dati fin qui raccolti indicano che la progenie delle cellule esposte entra in senescenza prima di quanto facciano colture non irraggiate, con una complessa dipendenza sia dal LET che dalla riduzione di lunghezza telomerica.

Insorgenza precoce della senescenza cellulare in cellule endoteliali umane esposte a radiazioni ionizzanti di varia qualità

MANTI, LORENZO;M. Durante;GROSSI, GIANFRANCO;PUGLIESE, MARIAGABRIELLA;SCAMPOLI, PAOLA
2008

Abstract

Gli effetti biologici tardivi della radiazione ionizzante sono di interesse per i danni al tessuto sano derivanti dal trattamento radioterapico. Ioni come il carbonio risultano in una dose a queste cellule molto ridotta rispetto ai fotoni, ma la maggiore efficacia di queste particelle nel causare morte clonogenica, essenziale per eradicare tumori radioresistenti, potrebbe tradursi in un???efficacia altrettanto elevata anche per altre forme di danno radioindotto. In vitro la senescenza è inducibile da vari agenti: in questi casi essa non appare come stadio fisiologico che prelude all???esaurimento del potenziale proliferativo e alla differenziazione terminale della cellula, ma si configura come vero e proprio meccanismo alternativo a morte e trasformazione neoplastica. Tuttavia, l???accumularsi di tale fenotipo in vivo può compromettere la funzionalità del tessuto interessato e, in ultima analisi, favorire l???insorgenza di tumori secondari attraverso la destabilizzazione del genoma. Vanno quindi compresi dipendenza di tale risposta dalla qualità della radiazione (ioni vs. fotoni) e meccanismi (ruolo degli oncogeni vs. telomeri). Abbiamo studiato la senescenza nel sistema modello endoteliale HUVEC per un fascio di carbonio usato per radioterapia (GSI, Germania). In parallelo, è stata misurata la lunghezza media telomerica dalle intensità di fluorescenza di un marcatore pantelomerico e uno centromerico. Raggi X hanno funto da radiazione di riferimento. I dati fin qui raccolti indicano che la progenie delle cellule esposte entra in senescenza prima di quanto facciano colture non irraggiate, con una complessa dipendenza sia dal LET che dalla riduzione di lunghezza telomerica.
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