INTRODUZIONE. Più alti livelli d’istruzione, età anagrafica e anzianità lavorativa sono generalmente considerati fattori favorenti una migliore consapevolezza dei rischi e dell’efficacia delle misure di tutela e prevenzione, a maggior ragione in riferimento al rischio biologico negli operatori della sanità. Obiettivo del lavoro è valutare la partecipazione alla sorveglianza sanitaria e l’adesione alla vaccinazione in operatori sanitari esposti a rischio biologico. MATERIALI E METODI. Sono state esaminate le cartelle sanitarie di rischio dal 1998 al 2012 di lavoratori appartenenti a due strutture cliniche di uno stesso nosocomio, una ad alto e l’altra a basso rischio d’esposizione all’agente virale HBV. Il numero di lavoratori coinvolti è stato di 76 (53M, 23F), di cui 25 (32,8%) laureati, 52 (68,4%) con età superiore a 50 anni e 64 (84,2%) con anzianità lavorativa superiore a 20 anni. RISULTATI. 12 lavoratori (15,8%) hanno sempre rifiutato di effettuare il prelievo per la ricerca dei marcatori virali di epatite B. Di questi, 8 sono laureati (66,6%) e 7 hanno età superiore a 50 anni (58,3%) o 7 anzianità lavorativa superiore a 20 anni (58,3%). Dei 64 lavoratori che hanno effettuato almeno una volta il prelievo per la ricerca dei marcatori virali di epatite B, 13 sono risultati sieronegativi (20,3%) ed invitati dal medico competente ad effettuare la vaccinazione. Un solo lavoratore laureato ha aderito alla somministrazione del vaccino protettivo. Dei 12 che hanno rifiutato la vaccinazione, 4 sono laureati (33,3%), tutti i 12 hanno età superiore a 50 anni (100 %) e 10 hanno anzianità lavorativa superiore a 20 anni (83,3%). Sommando coloro che hanno rifiutato la vaccinazione con coloro che non hanno mai effettuato prelievo, risulta che, rispetto al totale dei due gruppi, i laureati sono 12 (50%), i lavoratori con età superiore a 50 anni sono 19 (79,2%) e quelli con età lavorativa superiore ai 20 anni il 17 (70,8%), con significatività statistica (p=0,05) solo per il dato dei laureati rispetto ai non laureati. DISCUSSIONE. L’ipotesi iniziale relativa ai più alti livelli d’istruzione non è confermata nel nostro campione. Anche per l’età anagrafica e l'anzianità lavorativa si osserva una tendenza contraria all’ipotesi, pur in assenza di significatività statistica, probabilmente per il basso numero del campione. Si ipotizza che per incrementare il grado di consapevolezza degli obbiettivi di tutela del rischio lavorativo negli operatori sanitari, indipendentemente da età e grado d’istruzione, è necessaria anche una periodica attività di formazione.

Compliance degli operatori sanitari alla tutela del rischio lavorativo da HBV / Simonetti, Andrea; DEL VECCHIO, Giuseppe; Manno, Maurizio; Sbordone, Carmine. - In: GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA DEL LAVORO ED ERGONOMIA. - ISSN 1592-7830. - 35:4, Suppl(2013), pp. 151-151.

Compliance degli operatori sanitari alla tutela del rischio lavorativo da HBV

SIMONETTI, ANDREA;DEL VECCHIO, GIUSEPPE;MANNO, MAURIZIO;SBORDONE, CARMINE
2013

Abstract

INTRODUZIONE. Più alti livelli d’istruzione, età anagrafica e anzianità lavorativa sono generalmente considerati fattori favorenti una migliore consapevolezza dei rischi e dell’efficacia delle misure di tutela e prevenzione, a maggior ragione in riferimento al rischio biologico negli operatori della sanità. Obiettivo del lavoro è valutare la partecipazione alla sorveglianza sanitaria e l’adesione alla vaccinazione in operatori sanitari esposti a rischio biologico. MATERIALI E METODI. Sono state esaminate le cartelle sanitarie di rischio dal 1998 al 2012 di lavoratori appartenenti a due strutture cliniche di uno stesso nosocomio, una ad alto e l’altra a basso rischio d’esposizione all’agente virale HBV. Il numero di lavoratori coinvolti è stato di 76 (53M, 23F), di cui 25 (32,8%) laureati, 52 (68,4%) con età superiore a 50 anni e 64 (84,2%) con anzianità lavorativa superiore a 20 anni. RISULTATI. 12 lavoratori (15,8%) hanno sempre rifiutato di effettuare il prelievo per la ricerca dei marcatori virali di epatite B. Di questi, 8 sono laureati (66,6%) e 7 hanno età superiore a 50 anni (58,3%) o 7 anzianità lavorativa superiore a 20 anni (58,3%). Dei 64 lavoratori che hanno effettuato almeno una volta il prelievo per la ricerca dei marcatori virali di epatite B, 13 sono risultati sieronegativi (20,3%) ed invitati dal medico competente ad effettuare la vaccinazione. Un solo lavoratore laureato ha aderito alla somministrazione del vaccino protettivo. Dei 12 che hanno rifiutato la vaccinazione, 4 sono laureati (33,3%), tutti i 12 hanno età superiore a 50 anni (100 %) e 10 hanno anzianità lavorativa superiore a 20 anni (83,3%). Sommando coloro che hanno rifiutato la vaccinazione con coloro che non hanno mai effettuato prelievo, risulta che, rispetto al totale dei due gruppi, i laureati sono 12 (50%), i lavoratori con età superiore a 50 anni sono 19 (79,2%) e quelli con età lavorativa superiore ai 20 anni il 17 (70,8%), con significatività statistica (p=0,05) solo per il dato dei laureati rispetto ai non laureati. DISCUSSIONE. L’ipotesi iniziale relativa ai più alti livelli d’istruzione non è confermata nel nostro campione. Anche per l’età anagrafica e l'anzianità lavorativa si osserva una tendenza contraria all’ipotesi, pur in assenza di significatività statistica, probabilmente per il basso numero del campione. Si ipotizza che per incrementare il grado di consapevolezza degli obbiettivi di tutela del rischio lavorativo negli operatori sanitari, indipendentemente da età e grado d’istruzione, è necessaria anche una periodica attività di formazione.
2013
Compliance degli operatori sanitari alla tutela del rischio lavorativo da HBV / Simonetti, Andrea; DEL VECCHIO, Giuseppe; Manno, Maurizio; Sbordone, Carmine. - In: GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA DEL LAVORO ED ERGONOMIA. - ISSN 1592-7830. - 35:4, Suppl(2013), pp. 151-151.
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