Tra le più antiche istituzioni napoletane, il Tribunale della Fortificazione (poi Mattonata e Acqua) ha controllato in ambito urbano l'insieme delle pratiche connesse alla manutenzione delle mura, di bastioni e torri, delle attrezzature idrauliche - acquedotti e fontane - nonché degli spazi aperti di giurisdizione pubblica dal Medioevo agli inizi del secolo diciannovesimo. L'estesa documentazione archivistica riferita all'organizzazione amministrativa, agli interventi sollecitati o imposti e, ancora, alle numerose figure di ingegneri e tavolari coinvolti tra la prima metà del Cinquecento e il 1805 nella progettazione e direzione delle opere è tuttora conservata nell'Archivio Storico Municipale di Napoli. Attraverso il suo studio è possibile far luce su un capitolo poco approfondito nella letteratura scientifica in maniera organica piuttosto che frammentaria, riguardante il ruolo e gli obiettivi che il governo vicereale attribuisce alla cura dei "beni comuni" nonché ai modi con cui quest'ultima è condotta. Lo studio dei Banni, Appuntamenti e Conclusioni lascia emergere l'importanza assunta, in una città murata come Napoli, dalla manutenzione delle fortificazioni, con la costituzione, dunque, di un organo istituzionale deputato a verificarne le condizioni di materiali e strutture, unitamente alla distanza dalle costruzioni adiacenti. Dalla medesima documentazione emerge, inoltre, il puntuale controllo sulle condizioni delle strade e piazze, esercitato dal Tribunale della Mattonata, unificato dal 1631 con la Deputazione delle Acque, al Tribunale della Fortificazione. Analogamente, la costante pratica della manutenzione degli acquedotti, delle numerose fontane cittadine, del corso delle lave, le condizioni delle pavimentazioni stradali come il mantenimento degli spazi pubblici liberi da costruzioni private trovano ampia dimostrazione nella ricca documentazione conservata e risparmiata dall'incendio che nel 1946 ha distrutto parte del corpus archivistico dei suddetti Tribunali. Sulla scorta sia degli studi di Bartolomeo Capasso sia della più recente bibliografia a riguardo, il saggio intende rileggere, attraverso ampia documentazione inedita, il ruolo assunto nella Napoli spagnola dal Tribunale della Fortificazione, quindi Mattonata e Acqua nei secoli XVI-XVIII senza trascurare una contestualizzazione di quest'ultimo rispetto al sistema sociale coevo. In parallelo, mira a rintracciare, nell'insieme di quanto effettuato o sollecitato, le radici di un'attenzione verso la cura dell'esistente e, con essa, verso il decoro dell'ambiente urbano, più estesamente interpretato con eloquenti interventi nel corso del secolo diciannovesimo.

La cura del patrimonio costruito di uso pubblico. Istituzioni, regolamenti e prassi a Napoli tra Cinque e Settecento / Russo, Valentina. - In: STORIA URBANA. - ISSN 0391-2248. - 145(2014), pp. 5-21.

La cura del patrimonio costruito di uso pubblico. Istituzioni, regolamenti e prassi a Napoli tra Cinque e Settecento

RUSSO, VALENTINA
2014

Abstract

Tra le più antiche istituzioni napoletane, il Tribunale della Fortificazione (poi Mattonata e Acqua) ha controllato in ambito urbano l'insieme delle pratiche connesse alla manutenzione delle mura, di bastioni e torri, delle attrezzature idrauliche - acquedotti e fontane - nonché degli spazi aperti di giurisdizione pubblica dal Medioevo agli inizi del secolo diciannovesimo. L'estesa documentazione archivistica riferita all'organizzazione amministrativa, agli interventi sollecitati o imposti e, ancora, alle numerose figure di ingegneri e tavolari coinvolti tra la prima metà del Cinquecento e il 1805 nella progettazione e direzione delle opere è tuttora conservata nell'Archivio Storico Municipale di Napoli. Attraverso il suo studio è possibile far luce su un capitolo poco approfondito nella letteratura scientifica in maniera organica piuttosto che frammentaria, riguardante il ruolo e gli obiettivi che il governo vicereale attribuisce alla cura dei "beni comuni" nonché ai modi con cui quest'ultima è condotta. Lo studio dei Banni, Appuntamenti e Conclusioni lascia emergere l'importanza assunta, in una città murata come Napoli, dalla manutenzione delle fortificazioni, con la costituzione, dunque, di un organo istituzionale deputato a verificarne le condizioni di materiali e strutture, unitamente alla distanza dalle costruzioni adiacenti. Dalla medesima documentazione emerge, inoltre, il puntuale controllo sulle condizioni delle strade e piazze, esercitato dal Tribunale della Mattonata, unificato dal 1631 con la Deputazione delle Acque, al Tribunale della Fortificazione. Analogamente, la costante pratica della manutenzione degli acquedotti, delle numerose fontane cittadine, del corso delle lave, le condizioni delle pavimentazioni stradali come il mantenimento degli spazi pubblici liberi da costruzioni private trovano ampia dimostrazione nella ricca documentazione conservata e risparmiata dall'incendio che nel 1946 ha distrutto parte del corpus archivistico dei suddetti Tribunali. Sulla scorta sia degli studi di Bartolomeo Capasso sia della più recente bibliografia a riguardo, il saggio intende rileggere, attraverso ampia documentazione inedita, il ruolo assunto nella Napoli spagnola dal Tribunale della Fortificazione, quindi Mattonata e Acqua nei secoli XVI-XVIII senza trascurare una contestualizzazione di quest'ultimo rispetto al sistema sociale coevo. In parallelo, mira a rintracciare, nell'insieme di quanto effettuato o sollecitato, le radici di un'attenzione verso la cura dell'esistente e, con essa, verso il decoro dell'ambiente urbano, più estesamente interpretato con eloquenti interventi nel corso del secolo diciannovesimo.
2014
La cura del patrimonio costruito di uso pubblico. Istituzioni, regolamenti e prassi a Napoli tra Cinque e Settecento / Russo, Valentina. - In: STORIA URBANA. - ISSN 0391-2248. - 145(2014), pp. 5-21.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/586990
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