All’indomani dell’entrata in vigore della c.d. Legge di Stabilità 2013 (L. n. 228/12), il pluririformato “pignoramento presso terzi” fa i conti con le problematiche del passato che ancora meritano attenzione nel presente. Facendo particolare riferimento all’ipotesi di “contestata dichiarazione del terzo” (art. 549 c.p.c.), riemergono le riflessioni sulla natura del procedimento espropriativo de quo e sulla posizione del terzo debitor debitoris prima e dopo l’incidente di cognizione che potrebbe scaturirne. Nella generale ottica di semplificazione acceleratoria dei processi, la lite da contestazione (eventualmente) insorgente nel corso dell’espropriazione presso terzi sembra, prima facie, venire ad assumere i caratteri di un giudizio cognitivo deformalizzato in ogni sua fase (introduttiva, istruttoria e decisoria) che si conclude con un provvedimento (ordinanza) dall’efficacia dichiaratamente endoprocessuale (“a fini esecutivi”). In definitiva, del “vecchio” accertamento dell’obbligo del terzo si sarebbe inteso: a) ridurne l’ambito applicativo alla contestata dichiarazione (da riestendere alla mancata dichiarazione); b) evitarne le rigidità formali (proprie del giudizio ordinario di cognizione); chiarirne l’oggetto e l’efficacia. La strada intrapresa attende riscontri nella prassi applicativa.
Le liti da contestazione nelle riforme del pignoramento presso terzi / Dorsa, Concetta. - In: SPIA AL DIRITTO. - ISSN 2281-6402. - 7/2014(2014).
Le liti da contestazione nelle riforme del pignoramento presso terzi
DORSA, CONCETTA
2014
Abstract
All’indomani dell’entrata in vigore della c.d. Legge di Stabilità 2013 (L. n. 228/12), il pluririformato “pignoramento presso terzi” fa i conti con le problematiche del passato che ancora meritano attenzione nel presente. Facendo particolare riferimento all’ipotesi di “contestata dichiarazione del terzo” (art. 549 c.p.c.), riemergono le riflessioni sulla natura del procedimento espropriativo de quo e sulla posizione del terzo debitor debitoris prima e dopo l’incidente di cognizione che potrebbe scaturirne. Nella generale ottica di semplificazione acceleratoria dei processi, la lite da contestazione (eventualmente) insorgente nel corso dell’espropriazione presso terzi sembra, prima facie, venire ad assumere i caratteri di un giudizio cognitivo deformalizzato in ogni sua fase (introduttiva, istruttoria e decisoria) che si conclude con un provvedimento (ordinanza) dall’efficacia dichiaratamente endoprocessuale (“a fini esecutivi”). In definitiva, del “vecchio” accertamento dell’obbligo del terzo si sarebbe inteso: a) ridurne l’ambito applicativo alla contestata dichiarazione (da riestendere alla mancata dichiarazione); b) evitarne le rigidità formali (proprie del giudizio ordinario di cognizione); chiarirne l’oggetto e l’efficacia. La strada intrapresa attende riscontri nella prassi applicativa.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
le liti da contestazione nelle riforme del pignoramento verso terzi.pdf
solo utenti autorizzati
Descrizione: Articolo su rivista
Tipologia:
Documento in Post-print
Licenza:
Accesso privato/ristretto
Dimensione
3.63 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.63 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


