Il contributo intende discutere la narrazione come un dispositivo metodologico all’interno di un setting clinico di intervento psicologico. Gli autori presentano la narrazione come processo di significazione delle esperienze, realizzato sempre all’interno di un contesto culturale e generante una specifica proposta relazionale con l’interlocutore. Dal punto di vista psicologico e clinico l’interesse verte sulle possibilità di trasformazione del processo narrativo e non sulla produzione di prodotti narrativi coerenti e ben confezionati. Per comprendere la complessità e la dinamica del processo narrativo è necessario assumere prospettive in grado di cogliere aspetti, processi specifici e dinamiche di significazione. In considerazione di tali intenti vengono presentati nel lavoro direzioni di studio e di utilizzo delle narrazioni come strumento clinico. A partire dal contributo della disciplina semiotica, la narrazione viene osservata attraverso diversi assi di significazione (asse paradigmatico, sintagmatico, pragmatico e patemico) lungo i quali si può osservare la produzione del senso attraverso l’organizzazione del testo. Viene poi utilizzata in termini psicologici la distinzione tra storia, racconto e narrazione/discorso per distinguere diverse cornici ermeneutiche e le specifiche funzioni psicologiche attivate (referenziali, di intreccio e di enunciazione). Questa distinzione viene utilizzata per cogliere e discutere i processi riflessivi e i processi di trasformazione del rapporto tra continuità/discontinuità nel significare le proprie esperienze e la propria implicazione soggettiva all’interno delle relazioni.

Cornici ermeneutiche della narrazione e sviluppo della riflessività nel dialogo clinico.

FREDA, MARIA FRANCESCA;DE LUCA PICIONE, RAFFAELE
2013

Abstract

Il contributo intende discutere la narrazione come un dispositivo metodologico all’interno di un setting clinico di intervento psicologico. Gli autori presentano la narrazione come processo di significazione delle esperienze, realizzato sempre all’interno di un contesto culturale e generante una specifica proposta relazionale con l’interlocutore. Dal punto di vista psicologico e clinico l’interesse verte sulle possibilità di trasformazione del processo narrativo e non sulla produzione di prodotti narrativi coerenti e ben confezionati. Per comprendere la complessità e la dinamica del processo narrativo è necessario assumere prospettive in grado di cogliere aspetti, processi specifici e dinamiche di significazione. In considerazione di tali intenti vengono presentati nel lavoro direzioni di studio e di utilizzo delle narrazioni come strumento clinico. A partire dal contributo della disciplina semiotica, la narrazione viene osservata attraverso diversi assi di significazione (asse paradigmatico, sintagmatico, pragmatico e patemico) lungo i quali si può osservare la produzione del senso attraverso l’organizzazione del testo. Viene poi utilizzata in termini psicologici la distinzione tra storia, racconto e narrazione/discorso per distinguere diverse cornici ermeneutiche e le specifiche funzioni psicologiche attivate (referenziali, di intreccio e di enunciazione). Questa distinzione viene utilizzata per cogliere e discutere i processi riflessivi e i processi di trasformazione del rapporto tra continuità/discontinuità nel significare le proprie esperienze e la propria implicazione soggettiva all’interno delle relazioni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/582151
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