Canonista tra i più accreditati del suo tempo (1724-1781), allievo di Vico, Genovesi, Cirillo, Di Martino, ricoprì presso l'Ateneo federiciano la cattedra di istituzioni di Diritto canonico e, poi, quella di Decretali. Fu membro della Reale Accademia delle scienze e lettere. La sua opera, "Institutiones iuris canonici (quibus vetus et nova Ecclesiae disciplina enarratur), pubblicata tra il 1764 ed il 1777, ebbe numerose edizioni, diventando punto di riferimento della disciplina. Scrittore prolifico, pubblicò inoltre le "Institutiones iuris romani" ed una traduzione italiana in quattro tomi dell'"Esprit es lois" di Montesquieu, emendandola in alcuni punti. Anticurialista, ma lontano da astrattismi e dogmatismi, auspicò un ritorno della Chiesa allo spirito delle origini, senza tuttavia cadere nel giansenismo. Pienamente inserito nella cultura illuminista, auspicava una legislazione chiara, semplice, comprensibile a tutti; contrario alla pena di morte, era convinto che i popoli si debbano governare con la mitezza delle pene e l'esempio delle virtù.

CAVALLARI DOMENICO

SPADARO, CARMELA MARIA
2013

Abstract

Canonista tra i più accreditati del suo tempo (1724-1781), allievo di Vico, Genovesi, Cirillo, Di Martino, ricoprì presso l'Ateneo federiciano la cattedra di istituzioni di Diritto canonico e, poi, quella di Decretali. Fu membro della Reale Accademia delle scienze e lettere. La sua opera, "Institutiones iuris canonici (quibus vetus et nova Ecclesiae disciplina enarratur), pubblicata tra il 1764 ed il 1777, ebbe numerose edizioni, diventando punto di riferimento della disciplina. Scrittore prolifico, pubblicò inoltre le "Institutiones iuris romani" ed una traduzione italiana in quattro tomi dell'"Esprit es lois" di Montesquieu, emendandola in alcuni punti. Anticurialista, ma lontano da astrattismi e dogmatismi, auspicò un ritorno della Chiesa allo spirito delle origini, senza tuttavia cadere nel giansenismo. Pienamente inserito nella cultura illuminista, auspicava una legislazione chiara, semplice, comprensibile a tutti; contrario alla pena di morte, era convinto che i popoli si debbano governare con la mitezza delle pene e l'esempio delle virtù.
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