Vari contributi hanno esaminato le differenze sociali ed economiche esistenti tra i residenti nei quartieri di Napoli, mostrando la complessità ed eterogeneità delle realtà cittadine e segnalando, in alcuni casi, una crescente divaricazione sociale. Raramente sono state però considerate le differenze nelle caratteristiche (per sesso ed età) e nei comportamenti demografici (mortalità, fecondità e migratorietà) della popolazione partenopea. Con questo articolo si intende contribuire a superare tale limite fornendo un’immagine ulteriore delle differenze interne alla città. I dati utilizzati sono riferiti al periodo 2004-2008 e riguardano la popolazione, gli eventi naturali (nascite e decessi) e quelli migratori (trasferimenti della residenza) relativi ai residenti nei quartieri napoletani, distinti per genere. Sono stati costruiti indici di struttura, tassi d’incremento, tassi di mortalità standardizzati per età, nonché le misure classiche di intensità e cadenza della fecondità e della migratorietà. Dopo un’attenta analisi descrittiva per quartieri, municipalità e macro-aree, il ricorso all’analisi multidimensionale dei dati ha consentito di sintetizzare similitudini e differenze tra le realtà cittadine. Ne è scaturita una distinzione netta tra alcuni quartieri del centro storico, della zona collinare e di quella occidentale, dove prevale una fecondità tardiva e caratterizzata dal modello del figlio unico, e i quartieri per lo più periferici e dell’area orientale, che conservano livelli riproduttivi più elevati e precoci. Una dicotomia che può essere riletta anche in termini di dinamicità naturale e processo di invecchiamento: i primi quartieri hanno ormai un numero di decessi superiore a quello delle nascite e una quota di vecchi più elevata della media nazionale, mentre i secondi si qualificano per la dinamicità naturale ancora positiva e il prevalere dei giovani sugli anziani. Oltre alle situazioni intermedie, va segnalato però che alcuni quartieri, in prevalenza periferici, registrano una forte emigratorietà, quasi sempre diretta verso i comuni della cintura, così come Chiaiano e Miano si caratterizzano per i livelli di mortalità chiaramente più elevati che nel resto del comune. Pertanto, le differenze demografiche sembrano seguire solo in parte l’asse centro-periferia, a causa della coesistenza all’interno dello stesso centro storico di divari di non poco conto, con quartieri in declino demografico e altri con una forte capacità di attrarre un’immigrazione proveniente da altri comuni italiani e, sempre più spesso, anche dall’estero. Si tratta di differenze che si riflettono sui bisogni specifici delle popolazioni e che richiederebbero politiche sociali e sanitarie mirate. *** (Abstract in inglese) Several papers have examined the social and economic differences between the residents in the neighbourhoods of Naples, showing the complexity and heterogeneity of urban population and reporting, in some cases, a growing social gap. However, the differences in the characteristics (by age and sex) and in demographic behaviours (mortality, fertility and migration) have not been frequently analyzed. This paper aims at overcoming this limitation by providing a further picture of the differences inside the city. The data used refer to the period 2004-2008 and deal with the population, natural (births and deaths) and migratory (changes of residence) events concerning the residents in the neighbourhoods of Naples. Indices of structure, growth rates, standardized mortality rates, as well as the classical measures of intensity and calendar of fertility and migration behaviour have been calculated by neighbourhoods (quarters), municipalities and macro-areas. The use of multidimensional data analysis has allowed us to summarize the similarities and differences among the different areas within the city. This has led to a clear distinction between some neighbourhoods of the city centre, of hilly and Western areas, where a late fertility characterized by the one-child model prevails, and mostly peripheral neighborhoods and the eastern area, where the reproductive behaviour remains higher and earlier than in the rest of the city. A dichotomy that can be reinterpreted in terms of natural dynamism and aging process: the first quarters have now a number of deaths exceeding the number of births and a proportion of old people higher than the Italian national average, while the latter ones have a still positive natural dynamic and the young prevail on the elderly. In addition to intermediate situations, it should be noted that some mostly peripheral neighbourhoods have a strong emigration, almost always directed towards the towns of the belt, as well as the quarters of Chiaiano and Miano are characterized by mortality levels clearly higher than in the rest of Naples. Demographic differences seem to follow only partly the centre-periphery axis, because of significant differences co-existing in the city centre (some neighbourhoods with declining populations and others with a strong capability to attract foreign immigration from other Italian towns and, increasingly, from abroad). The differences observed suggest the presence of specific needs of people living in different neighbourhoods of the city, needs that would require the adoption of targeted social and health policies.

Caratteristiche e comportamenti demografici dei residenti nei quartieri di Napoli

STROZZA, SALVATORE;FORCELLATI, LINDA
2014

Abstract

Vari contributi hanno esaminato le differenze sociali ed economiche esistenti tra i residenti nei quartieri di Napoli, mostrando la complessità ed eterogeneità delle realtà cittadine e segnalando, in alcuni casi, una crescente divaricazione sociale. Raramente sono state però considerate le differenze nelle caratteristiche (per sesso ed età) e nei comportamenti demografici (mortalità, fecondità e migratorietà) della popolazione partenopea. Con questo articolo si intende contribuire a superare tale limite fornendo un’immagine ulteriore delle differenze interne alla città. I dati utilizzati sono riferiti al periodo 2004-2008 e riguardano la popolazione, gli eventi naturali (nascite e decessi) e quelli migratori (trasferimenti della residenza) relativi ai residenti nei quartieri napoletani, distinti per genere. Sono stati costruiti indici di struttura, tassi d’incremento, tassi di mortalità standardizzati per età, nonché le misure classiche di intensità e cadenza della fecondità e della migratorietà. Dopo un’attenta analisi descrittiva per quartieri, municipalità e macro-aree, il ricorso all’analisi multidimensionale dei dati ha consentito di sintetizzare similitudini e differenze tra le realtà cittadine. Ne è scaturita una distinzione netta tra alcuni quartieri del centro storico, della zona collinare e di quella occidentale, dove prevale una fecondità tardiva e caratterizzata dal modello del figlio unico, e i quartieri per lo più periferici e dell’area orientale, che conservano livelli riproduttivi più elevati e precoci. Una dicotomia che può essere riletta anche in termini di dinamicità naturale e processo di invecchiamento: i primi quartieri hanno ormai un numero di decessi superiore a quello delle nascite e una quota di vecchi più elevata della media nazionale, mentre i secondi si qualificano per la dinamicità naturale ancora positiva e il prevalere dei giovani sugli anziani. Oltre alle situazioni intermedie, va segnalato però che alcuni quartieri, in prevalenza periferici, registrano una forte emigratorietà, quasi sempre diretta verso i comuni della cintura, così come Chiaiano e Miano si caratterizzano per i livelli di mortalità chiaramente più elevati che nel resto del comune. Pertanto, le differenze demografiche sembrano seguire solo in parte l’asse centro-periferia, a causa della coesistenza all’interno dello stesso centro storico di divari di non poco conto, con quartieri in declino demografico e altri con una forte capacità di attrarre un’immigrazione proveniente da altri comuni italiani e, sempre più spesso, anche dall’estero. Si tratta di differenze che si riflettono sui bisogni specifici delle popolazioni e che richiederebbero politiche sociali e sanitarie mirate. *** (Abstract in inglese) Several papers have examined the social and economic differences between the residents in the neighbourhoods of Naples, showing the complexity and heterogeneity of urban population and reporting, in some cases, a growing social gap. However, the differences in the characteristics (by age and sex) and in demographic behaviours (mortality, fertility and migration) have not been frequently analyzed. This paper aims at overcoming this limitation by providing a further picture of the differences inside the city. The data used refer to the period 2004-2008 and deal with the population, natural (births and deaths) and migratory (changes of residence) events concerning the residents in the neighbourhoods of Naples. Indices of structure, growth rates, standardized mortality rates, as well as the classical measures of intensity and calendar of fertility and migration behaviour have been calculated by neighbourhoods (quarters), municipalities and macro-areas. The use of multidimensional data analysis has allowed us to summarize the similarities and differences among the different areas within the city. This has led to a clear distinction between some neighbourhoods of the city centre, of hilly and Western areas, where a late fertility characterized by the one-child model prevails, and mostly peripheral neighborhoods and the eastern area, where the reproductive behaviour remains higher and earlier than in the rest of the city. A dichotomy that can be reinterpreted in terms of natural dynamism and aging process: the first quarters have now a number of deaths exceeding the number of births and a proportion of old people higher than the Italian national average, while the latter ones have a still positive natural dynamic and the young prevail on the elderly. In addition to intermediate situations, it should be noted that some mostly peripheral neighbourhoods have a strong emigration, almost always directed towards the towns of the belt, as well as the quarters of Chiaiano and Miano are characterized by mortality levels clearly higher than in the rest of Naples. Demographic differences seem to follow only partly the centre-periphery axis, because of significant differences co-existing in the city centre (some neighbourhoods with declining populations and others with a strong capability to attract foreign immigration from other Italian towns and, increasingly, from abroad). The differences observed suggest the presence of specific needs of people living in different neighbourhoods of the city, needs that would require the adoption of targeted social and health policies.
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