Questo volume nasce dall’occasione del Seminario Internazionale di progettazione “Tracce antiche e habitat contemporaneo”, tenutosi a Napoli nel novembre 2013, che ha visto coinvolte numerose università europee e centroamericane e del quale si documentano e ampliano i presupposti e gli esiti. Indagare il ruolo delle ”tracce”, evocato nel titolo, evidenzia quanto il progetto di architettura non sia mai una assoluta invenzione ab nihilo ma sempre una trasformazione di un esistente, di un già dato da conoscere e da cui trarre continuo alimento e nutrimento, anche in termini oppositivi. Le tracce possono essere tanto materiali – sito, contesto, preesistenze - che immateriali – cultura dell’abitare, evocazioni, riferimento agli archetipi, lo stesso stato dell’arte. Trasferire nel tempo e nello spazio un particolare tipo di assetto formale, che costruisce delle peculiari relazioni tra abitanti e spazio, rappresenta un’azione interpretativa che va oltre la mera ripetizione di procedure compositive consolidate e travalica il ruolo del linguaggio, concentrando l’attenzione sul senso dello spazio e sulla radicalità della sua concezione, in rapporto alle istanze ed ai modi dell’abitare. In questo senso è un’operazione che appartiene all’architettura degli interni nel suo modo più autentico, ovvero nel concentrarsi nella maniera più aderente sulla relazione tra conformazioni spaziali e misura fisica e culturale dell’uomo, opponendosi alla riduzione di questo ambito del progetto ad un’azione di cosmesi, che svilisce il progetto in una mera costruzione immaginifica.

Tracce antiche e habitat contemporaneo / Ancient traces and contemporary habitat / Cafiero, Gioconda; Capozzi, Renato. - 5:(2014).

Tracce antiche e habitat contemporaneo / Ancient traces and contemporary habitat

CAFIERO, GIOCONDA;CAPOZZI, RENATO
2014

Abstract

Questo volume nasce dall’occasione del Seminario Internazionale di progettazione “Tracce antiche e habitat contemporaneo”, tenutosi a Napoli nel novembre 2013, che ha visto coinvolte numerose università europee e centroamericane e del quale si documentano e ampliano i presupposti e gli esiti. Indagare il ruolo delle ”tracce”, evocato nel titolo, evidenzia quanto il progetto di architettura non sia mai una assoluta invenzione ab nihilo ma sempre una trasformazione di un esistente, di un già dato da conoscere e da cui trarre continuo alimento e nutrimento, anche in termini oppositivi. Le tracce possono essere tanto materiali – sito, contesto, preesistenze - che immateriali – cultura dell’abitare, evocazioni, riferimento agli archetipi, lo stesso stato dell’arte. Trasferire nel tempo e nello spazio un particolare tipo di assetto formale, che costruisce delle peculiari relazioni tra abitanti e spazio, rappresenta un’azione interpretativa che va oltre la mera ripetizione di procedure compositive consolidate e travalica il ruolo del linguaggio, concentrando l’attenzione sul senso dello spazio e sulla radicalità della sua concezione, in rapporto alle istanze ed ai modi dell’abitare. In questo senso è un’operazione che appartiene all’architettura degli interni nel suo modo più autentico, ovvero nel concentrarsi nella maniera più aderente sulla relazione tra conformazioni spaziali e misura fisica e culturale dell’uomo, opponendosi alla riduzione di questo ambito del progetto ad un’azione di cosmesi, che svilisce il progetto in una mera costruzione immaginifica.
2014
9788849528626
Tracce antiche e habitat contemporaneo / Ancient traces and contemporary habitat / Cafiero, Gioconda; Capozzi, Renato. - 5:(2014).
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