Il saggio muove dalla ricostruzione, sul piano della teoria generale, della categoria dei doveri giuridici, individuandone le peculiarità strutturali che consentono di farne emergere gli aspetti connotativi. A fronte delle numerose classificazioni e delle eterogenee figure che possono essere ricomprese all’interno di tale categoria, così come accolta nella letteratura, sono poi messe in evidenza i tratti specifici dei doveri costituzionali, a loro volta classificabili in più tipologie. A tale scopo, si analizzano le previsioni costituzionali che pongono norme da cui discendono doveri, facendone emergere le differenze e sottoponendo a verifica critica le principali tesi che hanno ritenuto di poter circoscrivere la nozione dei doveri costituzionali a quelle sole figure soggettive di svantaggio riferibili agli individui o ai gruppi, e che hanno escluso dalla stessa i doveri previsti dalla Costituzione a carico degli organi o dei poteri. La tesi, fondata sugli orientamenti dalla giurisprudenza del Giudice costituzionale, e orientata a far prevalere, nella qualificazione giuridica delle fattispecie, l’aspetto teleologico delle previsioni costituzionali che impongono comportamenti e ne sanzionano l’inadempimento, tende a riconoscere alla nozione dei doveri costituzionali una portata più ampia di quella generalmente attribuitale dalla dottrina, in modo che essa sia comprensiva anche di tutte quelle previsioni del testo fondamentale che impongono veri e propri doveri agli organi e ai poteri pubblici. Tutto questo in considerazione degli scopi di queste previsioni, strettamente legati alle scelte fondamentali e ai principi supremi espressi dalla Carta, che reggono la forma di stato repubblicana accolta dalla Carta del 1948. Su questi presupposti sono analizzate le singole figure deontiche contenute nel testo costituzionale e sono classificati i diversi tipi di doveri che da queste emergono. Una specifica attenzione è dedicata al dovere di fedeltà alla Repubblica, che rappresenta una sorta di cerniera tra i doveri delle persone e i doveri delle istituzioni, che può avere come suoi destinatari sia le persone che le singole articolazioni dei poteri pubblici e che consente di legare entrambi allo scopo di garantire la tenuta dell’ordine repubblicano e dei principi su cui esso di fonda.

Etica repubblicana e Costituzione dei doveri

DE MARIA, BRUNO
2013

Abstract

Il saggio muove dalla ricostruzione, sul piano della teoria generale, della categoria dei doveri giuridici, individuandone le peculiarità strutturali che consentono di farne emergere gli aspetti connotativi. A fronte delle numerose classificazioni e delle eterogenee figure che possono essere ricomprese all’interno di tale categoria, così come accolta nella letteratura, sono poi messe in evidenza i tratti specifici dei doveri costituzionali, a loro volta classificabili in più tipologie. A tale scopo, si analizzano le previsioni costituzionali che pongono norme da cui discendono doveri, facendone emergere le differenze e sottoponendo a verifica critica le principali tesi che hanno ritenuto di poter circoscrivere la nozione dei doveri costituzionali a quelle sole figure soggettive di svantaggio riferibili agli individui o ai gruppi, e che hanno escluso dalla stessa i doveri previsti dalla Costituzione a carico degli organi o dei poteri. La tesi, fondata sugli orientamenti dalla giurisprudenza del Giudice costituzionale, e orientata a far prevalere, nella qualificazione giuridica delle fattispecie, l’aspetto teleologico delle previsioni costituzionali che impongono comportamenti e ne sanzionano l’inadempimento, tende a riconoscere alla nozione dei doveri costituzionali una portata più ampia di quella generalmente attribuitale dalla dottrina, in modo che essa sia comprensiva anche di tutte quelle previsioni del testo fondamentale che impongono veri e propri doveri agli organi e ai poteri pubblici. Tutto questo in considerazione degli scopi di queste previsioni, strettamente legati alle scelte fondamentali e ai principi supremi espressi dalla Carta, che reggono la forma di stato repubblicana accolta dalla Carta del 1948. Su questi presupposti sono analizzate le singole figure deontiche contenute nel testo costituzionale e sono classificati i diversi tipi di doveri che da queste emergono. Una specifica attenzione è dedicata al dovere di fedeltà alla Repubblica, che rappresenta una sorta di cerniera tra i doveri delle persone e i doveri delle istituzioni, che può avere come suoi destinatari sia le persone che le singole articolazioni dei poteri pubblici e che consente di legare entrambi allo scopo di garantire la tenuta dell’ordine repubblicano e dei principi su cui esso di fonda.
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