L’architettura egiziana come esempio di convivenza tra progetto, clima e tradizione: la vera architettura sostenibile Il libro propone un’analisi dettagliata, corredata di disegni e immagini, dei caratteri della casa egiziana nei suoi diversi contesti ambientali: dalle oasi del deserto occidentale all’oasi di Siwa, alle regioni rurali, all’ambiente urbano consolidato della città del Cairo. Il rapporto tra gli elementi naturali, trasposti nelle istanze climatiche, e la forma costruita è la chiave di lettura di questo percorso attraverso l’architettura vernacolare e i suoi rapporti con l’architettura contemporanea. L’architettura spontanea incarna in maniera diretta il portato delle conoscenze tradizionali, non ponendosi il problema dell’innovazione nella determinazione della forma, tema centrale nel lavoro dell’architetto. La lettura critica di alcune opere di un grande protagonista dell’architettura del XX secolo come Hassan Fathy consente di rintracciare un metodo progettuale basato sulla varia articolazione di alcuni elementi-base, invarianti tipologiche e formali, che lo studio della tradizione ha dimostrato derivare dal rapporto tra architettura ed elementi naturali. Il panorama architettonico dell’Egitto contemporaneo offre, attraverso il lavoro di architetti come Ramses Wissa Wassef o Abdel Wahed El Wakil, interessanti spunti di riflessione sul rapporto tra progetto, clima e tradizione, contraddicendo la credenza che vede il «progettare con il clima» come un atto di predeterminazione degli esiti formali.

La casa araba d'Egitto, costruire con il clima dal vernacolo ai maestri contemporanei

PICONE, Adelina
2009

Abstract

L’architettura egiziana come esempio di convivenza tra progetto, clima e tradizione: la vera architettura sostenibile Il libro propone un’analisi dettagliata, corredata di disegni e immagini, dei caratteri della casa egiziana nei suoi diversi contesti ambientali: dalle oasi del deserto occidentale all’oasi di Siwa, alle regioni rurali, all’ambiente urbano consolidato della città del Cairo. Il rapporto tra gli elementi naturali, trasposti nelle istanze climatiche, e la forma costruita è la chiave di lettura di questo percorso attraverso l’architettura vernacolare e i suoi rapporti con l’architettura contemporanea. L’architettura spontanea incarna in maniera diretta il portato delle conoscenze tradizionali, non ponendosi il problema dell’innovazione nella determinazione della forma, tema centrale nel lavoro dell’architetto. La lettura critica di alcune opere di un grande protagonista dell’architettura del XX secolo come Hassan Fathy consente di rintracciare un metodo progettuale basato sulla varia articolazione di alcuni elementi-base, invarianti tipologiche e formali, che lo studio della tradizione ha dimostrato derivare dal rapporto tra architettura ed elementi naturali. Il panorama architettonico dell’Egitto contemporaneo offre, attraverso il lavoro di architetti come Ramses Wissa Wassef o Abdel Wahed El Wakil, interessanti spunti di riflessione sul rapporto tra progetto, clima e tradizione, contraddicendo la credenza che vede il «progettare con il clima» come un atto di predeterminazione degli esiti formali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/560155
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