Nella metropoli diffusa (leggi dispersa) si ‘scioglie’ il necessario rapporto tra residenza / lavoro / luoghi civili (alla base di una qualità urbana accettabile) e si ‘installa’ quello tra ‘residenza’ individuale (i villini) o collettiva (condomini) e ‘consumo’ (ipermercati / shopping mall). Oggi la metropoli globalizzata smarrisce i suoi luoghi identitari e si costruisce come un insieme di ‘recinti impermeabili’, tende sempre più all’omologazione livellante dei sui modi di costruzione diluendo e smarrendo i centri di rappresentazione pubblici e collettivi in una ‘nebulotica’ dispersione di spazî privati (Monestiroli, 1994) che si auto-riproducono a tutte le latitudini sempre uguali a se stessi: in ogni suo punto è periferia, dislocazione rispetto a centri inesistenti o virtuali, diviene pervasivamente un ‘non-luogo’ (Augè, 1992). La non-città dei nostri anni si reifica in un deposito confuso di individualismi, congestione, consumo indiscriminato del suolo, invidia del centro (Stellario d’Angiolini, 2004) e ricerca dell’in-forme (Valéry, 1938).
Idee di città a confronto: dalla Großtadt alla città diffusa / Capozzi, Renato. - In: BLOOM. - ISSN 2035-5033. - ELETTRONICO. - 8:(2011), pp. 39-42.
Idee di città a confronto: dalla Großtadt alla città diffusa
CAPOZZI, RENATO
2011
Abstract
Nella metropoli diffusa (leggi dispersa) si ‘scioglie’ il necessario rapporto tra residenza / lavoro / luoghi civili (alla base di una qualità urbana accettabile) e si ‘installa’ quello tra ‘residenza’ individuale (i villini) o collettiva (condomini) e ‘consumo’ (ipermercati / shopping mall). Oggi la metropoli globalizzata smarrisce i suoi luoghi identitari e si costruisce come un insieme di ‘recinti impermeabili’, tende sempre più all’omologazione livellante dei sui modi di costruzione diluendo e smarrendo i centri di rappresentazione pubblici e collettivi in una ‘nebulotica’ dispersione di spazî privati (Monestiroli, 1994) che si auto-riproducono a tutte le latitudini sempre uguali a se stessi: in ogni suo punto è periferia, dislocazione rispetto a centri inesistenti o virtuali, diviene pervasivamente un ‘non-luogo’ (Augè, 1992). La non-città dei nostri anni si reifica in un deposito confuso di individualismi, congestione, consumo indiscriminato del suolo, invidia del centro (Stellario d’Angiolini, 2004) e ricerca dell’in-forme (Valéry, 1938).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


