La presenza di cocaina nelle acque superficiali (Pal et al. 2012) deve essere considerata una possibile fonte di rischio per organismi acquatici, come l’anguilla europea, una specie a rischio di estinzione che è in grado di bioaccumulare cocaina nei suoi tessuti, se esposta a concentrazioni ambientali di questa droga (Capaldo et al. 2012). Poiché l'anguilla nella fase continentale del suo ciclo vitale (anguilla gialla) trascorre nelle acque interne o lagunari dai 5 ai 10 anni, durante i quali può bioaccumulare cocaina, eventualmente presente in tali acque, è possibile ipotizzare che possa subire alterazioni del sistema endocrino tali da comprometterne sopravvivenza e/o migrazione e diminuirne la fitness riproduttiva, rendendo conto del progressivo impoverimento cui questa specie sta andando incontro. Lo scopo di questo studio è stato perciò quello di verificare se la cocaina potesse comportarsi da distruttore endocrino alterando l’asse ipofisi-tiroide/surrene, i livelli di dopamina cerebrale e quelli di catecolamine circolanti. Anguille adulte allo stadio silver sono state divise in quattro gruppi: 1) trattate (un mese con 20 ng/l di cocaina free-base sciolta in etanolo) 2) carrier (etanolo) 3) recupero (trattate per un mese e poi private di cocaina per 3 gg.) 4) controlli. Dopamina, noradrenalina e adrenalina sono state misurate mediante HPLC; cortisolo, corticosterone e aldosterone, T3 e T4 mediante RIA; TSH e ACTH mediante IRMA. I risultati dimostrano che la cocaina ambientale è in grado di indurre alterazioni significative del sistema endocrino: sia negli esemplari trattati che in quelli recupero si osservano diminuzioni del T3, aumenti del cortisolo, delle catecolamine circolanti (adrenalina e noradrenalina) e della dopamina cerebrale e plasmatica che aumentano fortemente nei trattati e mostrano un ulteriore significativo aumento negli esemplari recupero. Considerando il coinvolgimento dell’asse ipofisi-tiroide/surrene e delle catecolamine nella migrazione e nella riproduzione dell’anguilla, i risultati suggeriscono che la cocaina presente nelle acque superficiali 1) possa essere considerata un distruttore endocrino 2) possa aggravare lo stato di declino dell’anguilla europea, già seriamente minacciata dalla contaminazione ambientale.

Alterazioni endocrine indotte nell’anguilla Europea (A. anguilla) da concentrazioni ambientali di cocaina.

CAPALDO, ANNA;GAY, FLAMINIA;VALIANTE, Salvatore;DE FALCO, MARIA;LAFORGIA, VINCENZA
2012

Abstract

La presenza di cocaina nelle acque superficiali (Pal et al. 2012) deve essere considerata una possibile fonte di rischio per organismi acquatici, come l’anguilla europea, una specie a rischio di estinzione che è in grado di bioaccumulare cocaina nei suoi tessuti, se esposta a concentrazioni ambientali di questa droga (Capaldo et al. 2012). Poiché l'anguilla nella fase continentale del suo ciclo vitale (anguilla gialla) trascorre nelle acque interne o lagunari dai 5 ai 10 anni, durante i quali può bioaccumulare cocaina, eventualmente presente in tali acque, è possibile ipotizzare che possa subire alterazioni del sistema endocrino tali da comprometterne sopravvivenza e/o migrazione e diminuirne la fitness riproduttiva, rendendo conto del progressivo impoverimento cui questa specie sta andando incontro. Lo scopo di questo studio è stato perciò quello di verificare se la cocaina potesse comportarsi da distruttore endocrino alterando l’asse ipofisi-tiroide/surrene, i livelli di dopamina cerebrale e quelli di catecolamine circolanti. Anguille adulte allo stadio silver sono state divise in quattro gruppi: 1) trattate (un mese con 20 ng/l di cocaina free-base sciolta in etanolo) 2) carrier (etanolo) 3) recupero (trattate per un mese e poi private di cocaina per 3 gg.) 4) controlli. Dopamina, noradrenalina e adrenalina sono state misurate mediante HPLC; cortisolo, corticosterone e aldosterone, T3 e T4 mediante RIA; TSH e ACTH mediante IRMA. I risultati dimostrano che la cocaina ambientale è in grado di indurre alterazioni significative del sistema endocrino: sia negli esemplari trattati che in quelli recupero si osservano diminuzioni del T3, aumenti del cortisolo, delle catecolamine circolanti (adrenalina e noradrenalina) e della dopamina cerebrale e plasmatica che aumentano fortemente nei trattati e mostrano un ulteriore significativo aumento negli esemplari recupero. Considerando il coinvolgimento dell’asse ipofisi-tiroide/surrene e delle catecolamine nella migrazione e nella riproduzione dell’anguilla, i risultati suggeriscono che la cocaina presente nelle acque superficiali 1) possa essere considerata un distruttore endocrino 2) possa aggravare lo stato di declino dell’anguilla europea, già seriamente minacciata dalla contaminazione ambientale.
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