La fibrillazione atriale è un’aritmia ad altissima prevalenza in età geriatrica con circa il 5% di soggetti con età ≥ 65 anni e circa il 10% di soggetti con età ≥ 80 anni affetti da tale aritmia. Tale elevata prevalenza età-correlata deriva dalla frequente associazione con cardiopatie che caratterizzano il paziente anziano, quali la cardiopatia ischemica, la cardiopatia ipertensiva e l’insufficienza cardiaca cronica, che spesso rappresentano il substrato etiopatogenetico della fibrillazione atriale 1 2. A tali patologie si associano, in età avanzata, alterazioni cardiache anatomo-funzionali, quali la ridotta distensibilità ventricolare con il conseguente aumento della partecipazione atriale alla meccanica cardiaca, che predispone l’anziano allo sviluppo della fibrillazione atriale. Nel paziente anziano tale aritmia si accompagna frequentemente al riacutizzarsi dell’insufficienza cardiaca cronica ed in molti casi può favorire la comparsa di peculiari quadri clinici, quali il deficit cognitivo e/o la demenza.

Atrial fibrillation and cognitive defect [Fibrillazione atriale e deficit cognitivo]

ABETE, PASQUALE;Cacciatore F;
2009

Abstract

La fibrillazione atriale è un’aritmia ad altissima prevalenza in età geriatrica con circa il 5% di soggetti con età ≥ 65 anni e circa il 10% di soggetti con età ≥ 80 anni affetti da tale aritmia. Tale elevata prevalenza età-correlata deriva dalla frequente associazione con cardiopatie che caratterizzano il paziente anziano, quali la cardiopatia ischemica, la cardiopatia ipertensiva e l’insufficienza cardiaca cronica, che spesso rappresentano il substrato etiopatogenetico della fibrillazione atriale 1 2. A tali patologie si associano, in età avanzata, alterazioni cardiache anatomo-funzionali, quali la ridotta distensibilità ventricolare con il conseguente aumento della partecipazione atriale alla meccanica cardiaca, che predispone l’anziano allo sviluppo della fibrillazione atriale. Nel paziente anziano tale aritmia si accompagna frequentemente al riacutizzarsi dell’insufficienza cardiaca cronica ed in molti casi può favorire la comparsa di peculiari quadri clinici, quali il deficit cognitivo e/o la demenza.
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