Il sottosviluppo del mezzogiorno d’Italia attualmente si identifica nell’arretratezza dell’organizzazione politica ed amministrativa dei territori con concentrazioni senza sviluppo delle aree metropolitane da un lato e senescenza funzionale dei piccoli comuni dall’altro. Il rapporto di ricerca che in questa sede si intende illustrare mira alla riorganizzazione politico-amministrativa dell’intero territorio regionale della Campania al fine di comporre 118 città medie, dai 551 comuni esistenti, in una configurazione di 5 costellazioni di città agganciate al pentagono campano dei capoluoghi delle attuali 5 province. Con il presente contributo si tenta di dimostrare come tenendo conto armonicamente delle ragioni della natura dei luoghi, della stratificazione storica e delle esigenze delle comunità attualmente insediate nei territori, sia possibile sperimentare nuovi modelli urbani e connessioni che generino costellazioni di città in alternativa al magma urbano metropolitano napoletano. Come si è già detto la Campania è composta da 5 Province e 551 Comuni. Con una superficie territoriale di circa 13.563 chilometri quadrati e 5.790.225 mila abitanti (dati ISTAT 2007), è per estensione la dodicesima regione italiana e per densità la prima, con 427 abitanti per chilometro quadrato; la popolazione residente costituisce circa il 10 % di quella italiana e la popolazione media per comune è di circa 10.500 abitanti. La provincia di Napoli raccoglie il 53 % degli abitanti della Campania, su di una superficie che è appena il 9 % del territorio regionale. Riprendendo la nota distinzione di Manlio Rossi Doria, si può dire che in Campania vi siano due zone contrapposte: da un lato, quella che il grande meridionalista definiva la polpa, cioè la cosiddetta “fascia costiera”, ad elevata concentrazione demografica ed urbana, ormai priva di spazi vitali, e, dall’altro lato, l’osso, ovvero un’area, ossia quasi tutte le province, a bassa densità, caratterizzata da senescenza funzionale e da un progressivo decremento della popolazione. Tale organizzazione territoriale ed amministrativa, frutto di una plurisecolare stratificazione storica, determina una densità territoriale media pari a 2.633,66 abitanti per kmq per la provincia di Napoli, di contro a una densità territoriale media relativa a tutte le altre province pari a 218,48 abitanti per kmq, ovvero pari a meno del 10 % di quella mediamente riscontrata nella provincia napoletana. Questo valore si abbassa di parecchio, se si esclude dal computo la provincia di Caserta, che ha una densità relativamente più alta delle restanti province. Va notato, inoltre, che la provincia di Napoli ha un numero di abitanti pari a 1,14 volte più di quelli del totale delle altre province, nonostante abbia una superficie pari a meno della decima parte di quella totale delle restanti quattro province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Mentre la Lombardia, che ha circa 9.200.000 abitanti, conta undici città capoluogo delle rispettive province su una superficie di 23.852 kmq, la Campania ha soltanto cinque città capoluogo, che sono situate nei vertici del pentagono inscritto in una circonferenza di appena 50 km di raggio, sbilanciato rispetto al resto del territorio regionale: il Cilento, il Vallo di Diano, gran parte del Sannio e dell’Irpinia, sono assai distanti da Napoli. Quest’ultima, dal momento che in essa sono concentrate tutte le funzioni di primo livello, alla scala regionale e provinciale, costituisce il “centro” di un modello di assetto territoriale ed amministrativo basato sulla località centrale per eccellenza. E’ qui che si svolge il governo della Regione, della Provincia e del Comune, tra il Centro Direzionale, Piazza Matteotti e Piazza Municipio, in un raggio di soli 10 km. I flussi di traffico veicolari avvengono da e per lo svincolo autostradale Napoli-Caserta, per agganciarsi all’asse viario nazionale Roma-Caserta-Salerno. L’armatura urbana regionale è di tipo monocentrico (Napoli) e monodirezionale (Napoli-Caserta).

Nuove Città per un nuovo Mezzogiorno: la costellazione delle città campane / Buondonno, Emma. - STAMPA. - (2012).

Nuove Città per un nuovo Mezzogiorno: la costellazione delle città campane.

BUONDONNO, EMMA
2012

Abstract

Il sottosviluppo del mezzogiorno d’Italia attualmente si identifica nell’arretratezza dell’organizzazione politica ed amministrativa dei territori con concentrazioni senza sviluppo delle aree metropolitane da un lato e senescenza funzionale dei piccoli comuni dall’altro. Il rapporto di ricerca che in questa sede si intende illustrare mira alla riorganizzazione politico-amministrativa dell’intero territorio regionale della Campania al fine di comporre 118 città medie, dai 551 comuni esistenti, in una configurazione di 5 costellazioni di città agganciate al pentagono campano dei capoluoghi delle attuali 5 province. Con il presente contributo si tenta di dimostrare come tenendo conto armonicamente delle ragioni della natura dei luoghi, della stratificazione storica e delle esigenze delle comunità attualmente insediate nei territori, sia possibile sperimentare nuovi modelli urbani e connessioni che generino costellazioni di città in alternativa al magma urbano metropolitano napoletano. Come si è già detto la Campania è composta da 5 Province e 551 Comuni. Con una superficie territoriale di circa 13.563 chilometri quadrati e 5.790.225 mila abitanti (dati ISTAT 2007), è per estensione la dodicesima regione italiana e per densità la prima, con 427 abitanti per chilometro quadrato; la popolazione residente costituisce circa il 10 % di quella italiana e la popolazione media per comune è di circa 10.500 abitanti. La provincia di Napoli raccoglie il 53 % degli abitanti della Campania, su di una superficie che è appena il 9 % del territorio regionale. Riprendendo la nota distinzione di Manlio Rossi Doria, si può dire che in Campania vi siano due zone contrapposte: da un lato, quella che il grande meridionalista definiva la polpa, cioè la cosiddetta “fascia costiera”, ad elevata concentrazione demografica ed urbana, ormai priva di spazi vitali, e, dall’altro lato, l’osso, ovvero un’area, ossia quasi tutte le province, a bassa densità, caratterizzata da senescenza funzionale e da un progressivo decremento della popolazione. Tale organizzazione territoriale ed amministrativa, frutto di una plurisecolare stratificazione storica, determina una densità territoriale media pari a 2.633,66 abitanti per kmq per la provincia di Napoli, di contro a una densità territoriale media relativa a tutte le altre province pari a 218,48 abitanti per kmq, ovvero pari a meno del 10 % di quella mediamente riscontrata nella provincia napoletana. Questo valore si abbassa di parecchio, se si esclude dal computo la provincia di Caserta, che ha una densità relativamente più alta delle restanti province. Va notato, inoltre, che la provincia di Napoli ha un numero di abitanti pari a 1,14 volte più di quelli del totale delle altre province, nonostante abbia una superficie pari a meno della decima parte di quella totale delle restanti quattro province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Mentre la Lombardia, che ha circa 9.200.000 abitanti, conta undici città capoluogo delle rispettive province su una superficie di 23.852 kmq, la Campania ha soltanto cinque città capoluogo, che sono situate nei vertici del pentagono inscritto in una circonferenza di appena 50 km di raggio, sbilanciato rispetto al resto del territorio regionale: il Cilento, il Vallo di Diano, gran parte del Sannio e dell’Irpinia, sono assai distanti da Napoli. Quest’ultima, dal momento che in essa sono concentrate tutte le funzioni di primo livello, alla scala regionale e provinciale, costituisce il “centro” di un modello di assetto territoriale ed amministrativo basato sulla località centrale per eccellenza. E’ qui che si svolge il governo della Regione, della Provincia e del Comune, tra il Centro Direzionale, Piazza Matteotti e Piazza Municipio, in un raggio di soli 10 km. I flussi di traffico veicolari avvengono da e per lo svincolo autostradale Napoli-Caserta, per agganciarsi all’asse viario nazionale Roma-Caserta-Salerno. L’armatura urbana regionale è di tipo monocentrico (Napoli) e monodirezionale (Napoli-Caserta).
2012
9788865720615
Nuove Città per un nuovo Mezzogiorno: la costellazione delle città campane / Buondonno, Emma. - STAMPA. - (2012).
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