Le strade principali a due corsie rappresentano una parte sostanziale della rete stradale nella maggior parte del mondo e più della metà degli incidenti mortali si verifica su di esse. La manovra di sorpasso è tra quelle più caratterizzanti il percorso su una strada a due corsie. Essa richiede un notevole impegno mentale da parte del guidatore ed ha una forte influenza sulla valutazione delle performance dell’infrastruttura. Ridotte opportunità di sorpasso portano alla formazione di plotoni veicolari che causano diminuzione del livello di servizio, influiscono negativamente sulla sicurezza della circolazione, sul consumo di carburante e sulle emissioni inquinanti. I possibili rimedi riguardano tutti variazioni della geometria del tracciato o della sezione stradale ed, essendo costosi, richiedono sempre una attenta valutazione preventiva. Nonostante l'importanza del problema, non sono molti gli studi sul comportamento del guidatore durante la manovra di sorpasso. Alcuni sono basati su equazioni del moto per determinare le distanze di visibilità minime, altri considerano le probabilità in funzione di parametri macroscopici dei flussi veicolari o il grado di accettazione degli intervalli critici. In questo lavoro è presentato un modello che cerca di cogliere sia il desiderio dei guidatori di sorpassare sia la loro propensione ad accettare un determinato intervallo critico per completare la manovra di sorpasso. Il modello è stato sviluppato utilizzando i dati ottenuti con un simulatore di guida. Per la serie di sperimentazioni sono stati utilizzati sedici diversi scenari (valore dovuto alla completa fattorializzazione delle diverse variabili considerate nell’esperimento) così da comprendere nel modello l'impatto con i vari tipi di veicoli coinvolti, la geometria stradale e le caratteristiche del guidatore. Il modello sviluppato produce la manovra di sorpasso in funzione di due diversi fattori: il desiderio di realizzare la manovra e la decisione se accettare o meno l’intervallo critico che si presenta. Questi sono analizzati separatamente ed in sequenza: I guidatori possono o meno essere interessati alla manovra di sorpasso; quelli interessati possono o meno accettare l’intervallo critico e completare la manovra. In questo modo la probabilità di completare la manovra è il prodotto delle probabilità positive su entrambe le scelte. I risultati delle stime mostrano come il comportamento nella manovra di sorpasso sia influenzato in modo significativo dal desiderio di effettuare la manovra. I due sub-modelli incorporano variabili che portano in conto la valutazione dell’intervallo critico da parte del guidatore, i veicoli coinvolti, le caratteristiche geometriche della sezione stradale, le caratteristiche del guidatore e l'eterogeneità non osservata nella popolazione dei guidatori. Nonostante i promettenti risultati il lavoro ha dei limiti e, tra questi, quello più evidente è la sola utilizzazione di dati da simulazione: per eliminare pregiudizi sarà sufficiente confrontare i risultati con quelli provenienti da una sperimentazione nel mondo reale.

Comportamento nella manovra di sorpasso su strade principali a due corsie

CAPALDO, FRANCESCO SAVERIO
2011

Abstract

Le strade principali a due corsie rappresentano una parte sostanziale della rete stradale nella maggior parte del mondo e più della metà degli incidenti mortali si verifica su di esse. La manovra di sorpasso è tra quelle più caratterizzanti il percorso su una strada a due corsie. Essa richiede un notevole impegno mentale da parte del guidatore ed ha una forte influenza sulla valutazione delle performance dell’infrastruttura. Ridotte opportunità di sorpasso portano alla formazione di plotoni veicolari che causano diminuzione del livello di servizio, influiscono negativamente sulla sicurezza della circolazione, sul consumo di carburante e sulle emissioni inquinanti. I possibili rimedi riguardano tutti variazioni della geometria del tracciato o della sezione stradale ed, essendo costosi, richiedono sempre una attenta valutazione preventiva. Nonostante l'importanza del problema, non sono molti gli studi sul comportamento del guidatore durante la manovra di sorpasso. Alcuni sono basati su equazioni del moto per determinare le distanze di visibilità minime, altri considerano le probabilità in funzione di parametri macroscopici dei flussi veicolari o il grado di accettazione degli intervalli critici. In questo lavoro è presentato un modello che cerca di cogliere sia il desiderio dei guidatori di sorpassare sia la loro propensione ad accettare un determinato intervallo critico per completare la manovra di sorpasso. Il modello è stato sviluppato utilizzando i dati ottenuti con un simulatore di guida. Per la serie di sperimentazioni sono stati utilizzati sedici diversi scenari (valore dovuto alla completa fattorializzazione delle diverse variabili considerate nell’esperimento) così da comprendere nel modello l'impatto con i vari tipi di veicoli coinvolti, la geometria stradale e le caratteristiche del guidatore. Il modello sviluppato produce la manovra di sorpasso in funzione di due diversi fattori: il desiderio di realizzare la manovra e la decisione se accettare o meno l’intervallo critico che si presenta. Questi sono analizzati separatamente ed in sequenza: I guidatori possono o meno essere interessati alla manovra di sorpasso; quelli interessati possono o meno accettare l’intervallo critico e completare la manovra. In questo modo la probabilità di completare la manovra è il prodotto delle probabilità positive su entrambe le scelte. I risultati delle stime mostrano come il comportamento nella manovra di sorpasso sia influenzato in modo significativo dal desiderio di effettuare la manovra. I due sub-modelli incorporano variabili che portano in conto la valutazione dell’intervallo critico da parte del guidatore, i veicoli coinvolti, le caratteristiche geometriche della sezione stradale, le caratteristiche del guidatore e l'eterogeneità non osservata nella popolazione dei guidatori. Nonostante i promettenti risultati il lavoro ha dei limiti e, tra questi, quello più evidente è la sola utilizzazione di dati da simulazione: per eliminare pregiudizi sarà sufficiente confrontare i risultati con quelli provenienti da una sperimentazione nel mondo reale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/482253
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